Un uomo, fuggito alla vista della polizia, è stato trovato in possesso di venti dosi di eroina pronte per lo spaccio. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti, riqualificando il fatto come di lieve entità grazie al quantitativo ridotto. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la qualificazione giuridica, ma presentando motivi generici e ripetitivi. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna a un anno e due mesi di reclusione e quattromila euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende, poiché la condotta di fuga e il confezionamento in dosi escludevano l'uso personale.
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