L'Imputato veniva trovato in possesso di cocaina, marijuana e hashish, quest'ultimo sufficiente per oltre quattromila dosi, oltre a materiale da taglio. Sebbene il primo giudice avesse qualificato il fatto come spaccio di lieve entità, la Corte d'Appello riformava la decisione escludendo tale attenuante a causa dell'elevato numero di dosi e della diversità delle droghe. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per concedere lo spaccio di lieve entità occorre una valutazione globale di tutti gli elementi, e che la presenza di droghe diverse e in quantità rilevanti impedisce di considerare il fatto di minore gravità. L'Imputato è stato condannato a tre anni di reclusione, a una multa di 14.000 euro e al pagamento delle spese processuali.
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