LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Lieve Entità — Anno 2023

Pagina 22 di 22

438 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Lieve entità nello spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi di due imputati condannati per traffico di stupefacenti, confermando l'esclusione della **lieve entità**. I giudici hanno stabilito che un'attività di spaccio organizzata, professionale e continuativa, caratterizzata da numerose cessioni giornaliere, impedisce la riqualificazione del fatto come meno grave, a prescindere dal solo peso della droga. Inoltre, è stato chiarito che il concordato in appello preclude la possibilità di contestare in Cassazione questioni di merito già rinunciate.
Continua »
Spaccio di stupefacenti: i criteri della condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per spaccio di stupefacenti. La ricorrente, trovata in possesso di cocaina e hashish, sosteneva l'uso personale o la lieve entità del fatto. Tuttavia, il rinvenimento di oltre 400 dosi medie, un bilancino di precisione e l'occultamento professionale della droga dietro una credenza hanno confermato la finalità di spaccio. La Corte ha ribadito che la valutazione della gravità deve essere globale, includendo le modalità dell'azione e la capacità a delinquere del soggetto.
Continua »
Lieve entità spaccio: quando viene esclusa?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, rigettando la richiesta di riqualificazione in Lieve entità spaccio. I giudici hanno evidenziato come l'ingente quantitativo di hashish e marijuana, la suddivisione in panetti e i precedenti penali del soggetto escludano l'uso personale e la natura occasionale della condotta. La sentenza ribadisce che la valutazione della gravità deve essere globale, includendo non solo il peso della droga ma anche le modalità di conservazione e la capacità a delinquere del reo.
Continua »
Lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina, negando la riqualificazione del fatto come lieve entità. Nonostante la difesa invocasse l'uso personale e l'acquisto tramite fondi ereditari, i giudici hanno confermato la gravità della condotta. La decisione si fonda sul dato ponderale della sostanza, idonea a confezionare centinaia di dosi, e sul possesso di strumenti per la pesatura e il confezionamento, indici di un'attività di spaccio organizzata e non occasionale.
Continua »
Lieve entità e spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due imputati condannati per porto d'armi e detenzione di stupefacenti. Mentre il ricorso relativo al porto d'arma è stato dichiarato inammissibile per genericità, la Suprema Corte ha accolto le doglianze riguardanti la qualificazione giuridica dello spaccio di crack. Il punto focale della decisione risiede nella mancata applicazione della lieve entità del fatto. I giudici di merito non hanno fornito una motivazione adeguata per escludere l'ipotesi attenuata, nonostante il modesto quantitativo di sostanza (dieci grammi) e l'assenza di prove concrete sull'uso di un centro scommesse come base logistica. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame sulla gravità del reato.
Continua »
Lieve entità e droga: i limiti del patteggiamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che aveva erroneamente riconosciuto la lieve entità nel traffico di stupefacenti. L'imputato, con il ruolo di corriere, era stato trovato in possesso di 150 grammi di cocaina suddivisi in tre consegne. Il Tribunale aveva ratificato l'accordo tra le parti basandosi esclusivamente su un quantitativo ritenuto non elevato, senza considerare la gravità complessiva della condotta e il ruolo operativo del soggetto. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice non può limitarsi a una ratifica passiva, ma deve verificare che la qualificazione giuridica del fatto sia coerente con gli indici di offensività previsti dalla legge.
Continua »
Lieve entità e patteggiamento: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro una sentenza di patteggiamento riguardante la detenzione di cocaina, hashish e marijuana. Il punto centrale della controversia riguardava la qualificazione del fatto come **lieve entità** ai sensi dell'art. 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti, l'impugnazione per erronea qualificazione giuridica è limitata ai soli casi di errore manifesto. Poiché la quantità di cocaina (34 grammi per meno di 100 dosi) non rendeva la decisione del giudice palesemente eccentrica, il ricorso è stato respinto.
Continua »
Lieve entità: quando lo spaccio non è tenue
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che richiedeva la riqualificazione del reato di spaccio nella fattispecie della **lieve entità**. I giudici hanno confermato che il considerevole quantitativo di sostanza stupefacente, sia ceduta che sequestrata, unitamente alla presenza di numerosi clienti abituali, impedisce l'applicazione dell'attenuante. La decisione ribadisce la necessità di una valutazione complessiva degli indici sintomatici per escludere la minore gravità del fatto.
Continua »
Lieve entità nello spaccio: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di diversi soggetti, rigettando le richieste di riqualificazione del reato nella fattispecie di lieve entità. I giudici hanno chiarito che la stabilità nel circuito dello spaccio, la reiterazione delle cessioni e l'inserimento in un contesto organizzato precludono il riconoscimento dell'attenuante, anche se i singoli quantitativi sequestrati non sono ingenti. La decisione ribadisce che la lieve entità richiede una valutazione globale di tutti gli indici normativi, non limitata al solo dato ponderale della droga.
Continua »
Ricettazione: i limiti tra dolo e colpa grave
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di Ricettazione nei confronti di un imputato trovato in possesso di un bene di provenienza illecita. La difesa sosteneva l'inutilizzabilità di alcune dichiarazioni e chiedeva la riqualificazione del fatto in incauto acquisto o, in subordine, il riconoscimento della lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il possesso ingiustificato del bene e le circostanze della ricezione integrano pienamente il dolo richiesto per la Ricettazione, escludendo la natura colposa dell'incauto acquisto.
Continua »
Lieve entità armi: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47449/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento dell'attenuante della lieve entità per un reato in materia di armi. La Corte ha ribadito che, ai fini della concessione di tale attenuante, non è sufficiente considerare le dimensioni dell'arma, ma è necessaria una valutazione complessiva che tenga conto di tutte le modalità del fatto e della personalità del soggetto. Viene inoltre confermato il principio secondo cui la motivazione del giudice può essere anche implicita, purché desumibile dalla struttura argomentativa della sentenza.
Continua »
Lieve entità stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, chiarendo i criteri per la qualificazione del reato come di 'lieve entità stupefacenti'. La Corte ha stabilito che l'esistenza di un'associazione non esclude automaticamente la lieve entità, ma impone al giudice una valutazione complessiva di tutti gli elementi del caso, come mezzi, modalità e quantità della sostanza. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Lieve entità e droga: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per spaccio, confermando che l'ipotesi di lieve entità va esclusa non solo sulla base della quantità (quasi 88 grammi di cocaina), ma attraverso una valutazione complessiva che include le modalità di confezionamento, la qualità della sostanza e gli strumenti detenuti, elementi che nel loro insieme delineano una condotta non marginale.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
Un soggetto condannato per reati legati agli stupefacenti ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando vizi di motivazione sulla sua responsabilità, la mancata qualificazione del reato come di lieve entità e il diniego delle attenuanti generiche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove o i fatti del caso, ma solo di valutare la legittimità della decisione. Poiché i motivi del ricorso miravano a una nuova valutazione del merito, sono stati respinti.
Continua »
Tenuità del fatto: non sempre applicabile nei reati lievi
Un soggetto condannato per detenzione e spaccio di una piccola quantità di hashish, reato qualificato come di 'lieve entità', ha presentato ricorso in Cassazione invocando la non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la distinzione tra i due istituti. La recidiva e le modalità della condotta (di notte, in luogo frequentato da giovani) sono state ritenute ostative al riconoscimento della tenuità del fatto, pur in presenza di un'offesa lieve.
Continua »
Particolare tenuità: non basta la lieve entità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il riconoscimento dell'attenuante della lieve entità per il reato di porto di oggetti atti a offendere non comporta automaticamente l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Nel caso di specie, l'orario serale e l'immediata disponibilità dell'arma sono stati considerati indici di una pericolosità tale da escludere la non punibilità, pur confermando la lieve entità del reato.
Continua »
Coltivazione di stupefacenti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre individui condannati per la coltivazione di stupefacenti. La presenza di 340 piante di canapa ben curate, con un alto potenziale drogante e metodi organizzati, è stata ritenuta incompatibile con l'ipotesi di lieve entità, confermando la condanna.
Continua »
Rinnovazione istruttoria: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, chiarendo i limiti della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello. L'ordinanza sottolinea che tale rinnovazione è un istituto eccezionale, ammissibile solo se il giudice la ritiene indispensabile ai fini della decisione, e non un mezzo per riesaminare prove già valutate. La Corte ha inoltre confermato l'esclusione dell'ipotesi di lieve entità a causa dell'ingente quantitativo di droga e dell'organizzazione dell'attività illecita.
Continua »