La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per detenzione di cocaina a fini di spaccio. L'imputato chiedeva la riqualificazione del reato in spaccio di lieve entità, sostenendo che la droga fosse destinata all'uso personale. I giudici hanno respinto la richiesta evidenziando che il possesso di dieci confezioni di cocaina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e denaro contante dimostrano un'attività di spaccio strutturata. Inoltre, il reato è stato commesso mentre l'uomo si trovava agli arresti domiciliari, elemento che conferma la sua pericolosità sociale e giustifica l'applicazione della recidiva. Di conseguenza, la condanna a quattro anni di reclusione e ventimila euro di multa diventa definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali.
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