LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Lieve Entità — Anno 2025

101 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
Un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti e resistenza ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea come la Cassazione non possa rivalutare i fatti se la motivazione del giudice precedente è logica e completa, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Ricorso inammissibile: i motivi spiegati dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per spaccio. I motivi, tra cui l'incompatibilità del giudice, la responsabilità penale e la richiesta di riqualificazione per lieve entità, sono stati ritenuti manifestamente infondati o meramente ripetitivi di questioni già decise, confermando la solidità della sentenza di secondo grado.
Continua »
Lieve entità droga: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di 'lieve entità droga'. La decisione si fonda sulla valutazione delle ingenti quantità di sostanza stupefacente e sulle modalità di confezionamento, ritenute indicative di un inserimento in un contesto criminale organizzato, escludendo così la possibilità di applicare l'attenuante.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: quando la Cassazione non decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti e resistenza. Il ricorso è stato respinto perché basato su mere doglianze di fatto, già valutate in appello, e non su vizi di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della sentenza impugnata, che aveva escluso lo stato di necessità e la lieve entità del fatto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
Continua »
Estorsione lieve entità: quando non si applica
Un individuo condannato per tentata estorsione, che includeva l'incendio di un locale per un debito di 60 euro, ha richiesto una riduzione della pena invocando la nuova attenuante per estorsione di lieve entità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il basso valore economico del danno non è sufficiente a giustificare lo sconto di pena se la condotta complessiva, incluse le modalità violente e il contesto illecito, è di notevole gravità.
Continua »
Rapina impropria: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla gravità del fatto e sull'applicazione dell'attenuante della lieve entità spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente. Il ricorso è stato respinto perché considerato una mera riproposizione di censure già esaminate nei precedenti gradi di giudizio.
Continua »
Lieve entità stupefacenti: valutazione unitaria
La Corte di Cassazione, con la sentenza 34803/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di diverse tipologie di stupefacenti. La Corte ha ribadito che la valutazione della lieve entità stupefacenti deve essere unitaria e complessiva, non essendo possibile scindere la condotta relativa a una sostanza (cocaina) da quella contestuale relativa ad altre (hashish e marijuana). Anche una quantità modesta di droga pesante non può essere considerata di lieve entità se inserita in un contesto di detenzione di ingenti quantitativi di altre droghe, indicativo di un inserimento strutturato nel mercato illecito.
Continua »
Lieve entità: quando non si applica l’attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti di lieve entità. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di analisi tossicologiche precise, il possesso di un quantitativo non irrisorio di droga (oltre 12 grammi di cocaina) e di strumenti per lo spaccio esclude l'applicabilità dell'attenuante del lucro di speciale tenuità.
Continua »
Rapina lieve entità: quando è tardi per chiederla
Un uomo è stato condannato per rapina impropria per aver spinto un dipendente di un supermercato dopo un furto di lieve valore. Ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della nuova attenuante per rapina lieve entità, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la richiesta è stata presentata tardivamente, non essendo stata sollevata nel precedente giudizio di appello, nonostante la nuova norma fosse già in vigore.
Continua »
Lieve entità stupefacenti: la valutazione del giudice
Un soggetto condannato per detenzione di un ingente quantitativo di cocaina e hashish ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo il riconoscimento del reato di lieve entità stupefacenti. La Corte ha respinto il ricorso, ribadendo che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga, ma deve considerare un insieme di fattori, tra cui la professionalità dell'attività illecita e la personalità dell'imputato, caratterizzata in questo caso da numerosi precedenti penali. La decisione conferma l'orientamento secondo cui la lieve entità richiede un'offensività minima, assente in questo caso.
Continua »
Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando che l'ipotesi di spaccio di lieve entità non è applicabile in presenza di una notevole quantità di droga (cocaina e marijuana), 164 dosi ricavabili, strumenti per il confezionamento e un'ingente somma di denaro. Tali elementi, secondo la Corte, dimostrano un'attività criminale consolidata e non occasionale.
Continua »
Lieve entità stupefacenti: quando è esclusa?
Un individuo è stato condannato per spaccio di stupefacenti dopo essere stato trovato in possesso di un'ingente quantità di cocaina. In sede di ricorso, ha richiesto la riqualificazione del reato nella fattispecie di 'lieve entità stupefacenti'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'elevato quantitativo della sostanza, l'alto grado di purezza e le circostanze fattuali (come il comportamento del soggetto e il luogo del ritrovamento) sono elementi sufficienti a escludere la fattispecie meno grave e a confermare l'intento di spaccio.
Continua »
Particolare tenuità del fatto e spaccio: la Cassazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di cocaina. La Corte ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, distinguendola dalla lieve entità del reato, a causa dei precedenti specifici e delle modalità della condotta.
Continua »
Particolare tenuità: no se il fatto è di lieve entità
Un individuo, condannato per porto di coltello, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la concessione dell'attenuante della 'lieve entità' non implica automaticamente la sussistenza della 'particolare tenuità'. Quest'ultima richiede un grado di offensività ancora minore, la cui valutazione spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità.
Continua »
Lieve entità: non implica la non punibilità del reato
Un soggetto condannato per porto di oggetti atti a offendere con l'attenuante della lieve entità, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il fatto dovesse essere considerato non punibile per particolare tenuità. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo la netta distinzione tra i due istituti: la lieve entità attenua la pena ma non esclude la rilevanza penale del fatto, a differenza della causa di non punibilità, che si applica solo in casi di offensività minima.
Continua »
Riabilitazione buona condotta: anche reati lievi contano
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto a cui era stata negata la riabilitazione. Il diniego era basato su una successiva condanna per un reato di lieve entità (porto di armi). La Corte ha stabilito che, ai fini della valutazione sulla riabilitazione e buona condotta, qualsiasi reato, anche se minore, è rilevante perché contraddice il presupposto del ravvedimento e dell'adozione di uno stile di vita conforme alla legge, confermando così la decisione del Tribunale di sorveglianza.
Continua »
Lieve entità stupefacenti: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito, escludendo sia l'uso personale sia la fattispecie di lieve entità stupefacenti, basandosi su una valutazione complessiva di indici quali l'ingente quantitativo, la diversità delle sostanze, le modalità di confezionamento e i contatti telefonici con acquirenti.
Continua »
Custodia Cautelare: quando il braccialetto non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere per un indagato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla capacità organizzativa dimostrata dall'individuo, che gestiva l'attività illecita da casa con l'aiuto di complici, rendendo inadeguata ogni misura meno afflittiva del carcere, incluso il braccialetto elettronico. La Corte ha anche escluso la qualificazione del reato come di 'lieve entità' proprio per la complessa modalità di esecuzione.
Continua »
Prove spaccio stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti di un uomo accusato di aver ricevuto ingenti quantitativi di cocaina dal Centro America. La difesa sosteneva che le prove, basate su intercettazioni e la testimonianza di un complice, fossero ambigue. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che l'interpretazione delle prove spaccio stupefacenti è di competenza del giudice di merito e non può essere rivalutata in sede di legittimità se la motivazione è logica. È stata inoltre esclusa l'ipotesi di reato di lieve entità a causa delle notevoli quantità e della provenienza internazionale della droga.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando la condanna per spaccio. La Corte ha stabilito che la qualifica di spaccio lieve entità è correttamente esclusa quando la quantità della sostanza (151 dosi), le modalità di confezionamento (64 involucri) e il grado di organizzazione indicano un'attività strutturata. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre questioni di fatto già valutate, senza evidenziare vizi logici nella motivazione della sentenza impugnata.
Continua »