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Lieve Entità — Anno 2025

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101 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Lieve entità stupefacenti: no se la quantità è alta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, confermando che l'ipotesi di reato di lieve entità stupefacenti non è applicabile in presenza di un quantitativo ingente di sostanza (in questo caso, sufficiente per oltre 3.700 dosi). Tale dato quantitativo è stato ritenuto un 'valore negativo assorbente', in grado da solo di escludere la fattispecie meno grave. Sono stati respinti anche i motivi relativi alla quantificazione della pena e al diniego delle attenuanti generiche, giudicati generici e infondati.
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Lieve entità stupefacenti: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Il tentativo di ottenere la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità stupefacenti è stato respinto. La Corte ha valorizzato il notevole quantitativo di droga (circa 300 grammi), la piena consapevolezza dell'imputato e la sua integrazione in contesti criminali, elementi che complessivamente escludono l'applicazione della fattispecie attenuata.
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Attenuanti generiche: no al diniego per lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche, motivandolo con le modalità della condotta, una precedente condanna e una confessione tardiva, ritenendo tali elementi prevalenti sulla qualificazione del fatto come lieve.
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Lieve entità: quando è escluso lo spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale chiedeva la riqualificazione del reato nell'ipotesi di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che elementi come il quantitativo significativo di droga, la sua suddivisione in dosi, il rinvenimento di un bilancino di precisione e la disponibilità di un locale per il confezionamento sono incompatibili con la fattispecie di 'piccolo spaccio', giustificando così il rigetto della richiesta.
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Aggravamento misura cautelare: quando si va in carcere
La Corte di Cassazione conferma la decisione di aggravamento della misura cautelare, sostituendo gli arresti domiciliari con la custodia in carcere. La sentenza chiarisce che violazioni ripetute, anche se giustificate da presunte necessità, dimostrano l'inadeguatezza della misura meno afflittiva e la propensione del soggetto a delinquere, rendendo legittimo l'aggravamento misura cautelare.
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Determinazione della pena e reato continuato: il caso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una condanna per spaccio. Si discute la corretta determinazione della pena in caso di reato continuato e i criteri per escludere l'ipotesi di lieve entità, nonostante la parziale sovrapposizione con un altro giudizio. La Corte ha ritenuto irrilevante un errore di calcolo della pena del primo grado, poiché la Corte d'Appello aveva ricalcolato la sanzione ex novo.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello, ritenendo legittima l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Nonostante il reato fosse qualificato 'di lieve entità', le circostanze specifiche (ora notturna, direzione verso un locale, arma facilmente accessibile) sono state considerate indicative di una pericolosità non trascurabile, giustificando la decisione del giudice di merito. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso inammissibile per rapina: no lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per rapina. I motivi sono stati respinti in quanto mere ripetizioni di argomentazioni già esaminate in appello e tentativi di rivalutare le prove, attività preclusa in sede di legittimità. La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità dell'attenuante della lieve entità, considerando la gravità della condotta e il fatto che le vittime fossero persone anziane.
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Lieve entità: quando non si applica nei reati droga
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si nega la concessione della lieve entità perché la valutazione deve essere complessiva e, nel caso specifico, la professionalità dimostrata nell'attività illecita esclude la minima offensività del fatto, rendendo irrilevanti altri elementi.
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Lieve entità stupefacenti: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti che chiedeva il riconoscimento della lieve entità del fatto. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove, ma di verificare la corretta applicazione della legge, confermando che la valutazione sulla lieve entità deve essere complessiva e ben motivata dal giudice di merito.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. L'appello è stato ritenuto inammissibile perché i motivi erano generici, limitandosi a ripetere argomentazioni già respinte in secondo grado senza contestare specificamente la motivazione della Corte d'Appello. La Corte ribadisce che un'impugnazione deve consistere in una critica argomentata della decisione, non in una mera riproposizione delle stesse difese.
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Lieve entità: quando il ricorso in Cassazione è negato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riqualificare il reato in un'ipotesi di lieve entità è stata respinta, poiché la Corte ha ribadito di non poter riesaminare le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La motivazione della corte d'appello, che aveva negato la lieve entità a causa della professionalità dell'attività criminale, è stata ritenuta adeguata.
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Lieve entità: esclusa per professionalità nello spaccio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di applicazione della lieve entità è stata respinta perché, nonostante altri fattori, la professionalità dell'attività criminale è stata ritenuta decisiva per escludere la minima offensività del fatto.
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Lieve entità: quando non è riconosciuta dalla Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere la lieve entità del fatto è stata respinta perché, secondo la Corte, la professionalità e la non occasionalità dell'attività di spaccio sono elementi sufficienti a escludere la minima offensività, anche a fronte di altri elementi meno gravi.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di spaccio di lieve entità è stata respinta, poiché la valutazione deve essere complessiva e anche un solo elemento, come la professionalità dell'attività, è sufficiente a escludere il beneficio.
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Lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, che chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la reiterazione delle condotte, la varietà delle droghe trattate, l'ampia clientela e la capacità organizzativa sono elementi che escludono la configurabilità dell'ipotesi attenuata del reato.
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Lieve entità: quando è esclusa per spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di stupefacente (oltre 50 grammi, per 563 dosi) e del fatto che il reato è stato commesso mentre l'imputato si trovava agli arresti domiciliari. Questi elementi, secondo la Corte, indicano un'attività di spaccio stabile e non occasionale, incompatibile con la fattispecie di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante il mancato riconoscimento di un "fatto di lieve entità" in un caso di spaccio. La Corte ribadisce che per tale qualificazione è indispensabile una valutazione complessiva di tutti gli elementi (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza). Anche un solo elemento indicativo di gravità è sufficiente per escludere l'ipotesi lieve, confermando la sentenza di condanna.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La Corte ribadisce che per riconoscere il fatto di lieve entità, il giudice deve effettuare una valutazione complessiva di tutti gli elementi, quali mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza. Anche un solo elemento di gravità può escludere questa attenuante.
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Lieve entità: quando è esclusa? Analisi Cassazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento dell'ipotesi di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: per concedere l'attenuante, il giudice deve compiere una valutazione complessiva di tutti gli elementi del reato (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza). Anche un solo elemento negativo è sufficiente per escludere la lieve entità, poiché l'offesa al bene giuridico tutelato non può essere considerata minima.
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