La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, confermando l'esclusione del reato di lieve entità. La decisione si fonda sulla notevole quantità di cocaina detenuta (quasi 21 grammi), sull'elevata purezza (70,3%) e sul numero di dosi ricavabili (140), elementi che, uniti alla condizione personale dell'imputato, indicavano una significativa potenzialità diffusiva e un inserimento in circuiti criminali più ampi.
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