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Lieve Entità — Anno 2024

81 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Aggravamento misura cautelare per evasione: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato l'aggravamento della misura cautelare, da arresti domiciliari al carcere, per un soggetto evaso ripetutamente. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico e infondato. La Corte ha stabilito che l'allontanamento notturno, senza giustificazione e rendendosi irreperibile, non può essere considerato di lieve entità, legittimando così un aggravamento misura cautelare.
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Particolare tenuità del fatto: no se lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto di arma impropria (un coltello a serramanico). L'imputato richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto la richiesta, sottolineando la distinzione tra "particolare tenuità", che esclude la punibilità, e "lieve entità", che attenua solo la pena. In questo caso, considerando le caratteristiche dell'arma, le modalità del fatto e la personalità negativa dell'imputato, i giudici hanno ritenuto che il reato rientrasse nella seconda categoria, confermando così la condanna.
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Detenzione stupefacenti: quando è reato aggravato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15595/2024, ha respinto i ricorsi di due imputati condannati per detenzione di stupefacenti e armi. La Corte ha stabilito che la qualificazione di 'lieve entità' non può basarsi solo sulla quantità di principio attivo, ma richiede una valutazione complessiva del contesto, inclusa la presenza di armi. È stata confermata l'aggravante della detenzione di un'arma, per la quale è sufficiente la mera contestualità spaziale e temporale con lo stupefacente, senza necessità di un nesso causale. Infine, è stata ritenuta legittima la confisca di beni di lusso sproporzionati rispetto al reddito degli imputati.
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Lieve entità stupefacenti: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 1 kg di marijuana. La Corte ha confermato che la qualificazione di lieve entità stupefacenti non è applicabile in presenza di un quantitativo così ingente, che indica un'attività di spaccio organizzata e non marginale. Sono stati respinti anche i motivi relativi al disegno criminoso, alle attenuanti generiche e all'espulsione.
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Porto abusivo di armi: quando è negata la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto abusivo di armi, nello specifico una sbarra metallica appuntita. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere l'attenuante della lieve entità, valorizzando i gravi precedenti penali dell'imputato e il suo profilo di personalità negativo come elementi sufficienti a giustificare il rigetto della richiesta.
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Particolare tenuità del fatto: no se porti coltelli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto abusivo di due coltelli. La difesa invocava la non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno respinto la tesi, sottolineando che il porto di armi di quella dimensione non è un'offesa tenue. La sentenza chiarisce la netta differenza tra l'attenuante della 'lieve entità' e la causa di non punibilità della 'particolare tenuità del fatto', specificando che la seconda richiede un livello di offensività significativamente inferiore.
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Spaccio di lieve entità: quando non è concesso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta poiché l'attività, protratta per quasi due anni con l'ausilio di complici e rivolta a numerosi clienti, dimostrava un'organizzazione e una continuità incompatibili con la fattispecie di minor gravità.
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Estorsione lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
Una donna, condannata per estorsione aggravata, ha richiesto la sospensione della pena invocando la nuova attenuante dell'estorsione lieve entità, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la condotta non poteva considerarsi di lieve entità a causa della sua particolare gravità. Il reato, infatti, non mirava solo a un vantaggio economico, ma anche a manipolare il sistema giudiziario per favorire il figlio. Inoltre, la Corte ha confermato che la presenza di un'aggravante 'ostativa' (come l'aver agito in più persone) impedisce la sospensione della pena, indipendentemente dal bilanciamento con altre circostanze attenuanti.
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Lieve entità: quando il reato non è di lieve entità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina. La Corte ha stabilito che la qualifica di lieve entità del fatto non può essere riconosciuta in presenza di una pluralità di elementi indicativi di una certa gravità, quali la quantità dello stupefacente (oltre 90 grammi), l'elevato numero di dosi ricavabili (300), la sostanza già suddivisa e la disponibilità di abbondante materiale per il confezionamento.
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Porto d’armi e lieve entità: i precedenti contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto abusivo di armi che richiedeva l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la presenza di gravi precedenti penali e la valutazione negativa della personalità dell'imputato sono elementi sufficienti per escludere il beneficio, unitamente alla natura insidiosa dell'arma.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
Un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato come spaccio di lieve entità e una riduzione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione sulla lieve entità deve essere complessiva e considerare tutti gli elementi del reato (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza). La Corte ha sottolineato che anche un solo elemento negativo, come la professionalità dimostrata nell'attività illecita, è sufficiente per escludere tale ipotesi più favorevole.
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Lieve entità spaccio: quando la Cassazione la esclude
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34205/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità spaccio. Nonostante le quantità di droga non fossero ingenti, la Corte ha ritenuto decisivo il ruolo attivo del soggetto, il suo pieno inserimento in una rete di distribuzione e la sua conoscenza dei meccanismi del traffico illecito. La decisione sottolinea che la valutazione non può limitarsi al solo dato quantitativo, ma deve considerare l'intera condotta e il contesto criminale.
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Particolare tenuità del fatto: va motivato il diniego
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per un reato minore, poiché il giudice di merito non aveva motivato la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.), nonostante fosse stata richiesta dalla difesa e fosse già stata riconosciuta la lieve entità del reato come attenuante. L'omissione di motivazione su questo punto specifico costituisce un vizio che impone un nuovo esame del caso.
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Lieve entità: quando è esclusa per spaccio di droga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 41358/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina e hashish. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare l'attenuante della lieve entità, poiché il reato era stato commesso durante la detenzione domiciliare, un fattore che, unito alla quantità di stupefacente, denota una significativa offensività della condotta e non una lieve entità.
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Rapina impropria lieve entità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un uomo condannato per rapina impropria dopo aver sottratto alcune bottiglie in un supermercato e usato violenza contro un addetto alla sicurezza per fuggire. La Suprema Corte ha respinto la maggior parte dei motivi di ricorso, confermando la qualificazione del reato. Tuttavia, ha annullato la sentenza con rinvio, accogliendo il motivo relativo alla nuova attenuante della rapina impropria di lieve entità, introdotta da una recente sentenza della Corte Costituzionale, ordinando alla Corte d'Appello di rivalutare il caso alla luce di questa novità normativa.
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Rapina di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39988 del 2024, ha rigettato il ricorso di un imputato per rapina aggravata, stabilendo che la nuova attenuante della 'rapina di lieve entità', introdotta dalla Corte Costituzionale, non è applicabile quando la condotta manifesta una gravità intrinseca, come nel caso di minacce gravi a giovani vittime da parte di più persone. La Corte ha ritenuto che la modalità dell'azione prevalga sulla tenuità del danno patrimoniale.
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Ricorso inammissibile: detenzione di stupefacenti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per detenzione di stupefacenti. L'impugnazione è stata rigettata perché i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito che escludeva l'uso personale e la lieve entità del fatto sulla base della quantità e varietà della droga, e del denaro contante rinvenuto.
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Lieve entità: quando è esclusa nello spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio, confermando la decisione della Corte d'Appello di non applicare l'ipotesi di reato di lieve entità. La Suprema Corte ha ribadito che per valutare la lieve entità è necessaria un'analisi complessiva di tutti gli elementi (mezzi, modalità, quantità e qualità delle sostanze). In questo caso, la pluralità di cessioni, la varietà di droghe (cocaina, eroina, hashish) e un modus operandi organizzato sono stati considerati preponderanti e ostativi al riconoscimento del fatto di lieve entità.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sul principio secondo cui un ricorso inammissibile è tale quando si limita a ripetere le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza sollevare questioni di legittimità. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Concorso nel reato di spaccio: ruoli diversi, pene diverse
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39171/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di concorso nel reato di spaccio. Anche se il fatto storico è lo stesso, i complici possono essere giudicati diversamente: uno per spaccio grave e l'altro per un fatto di lieve entità. La decisione dipende dal ruolo specifico di ciascun correo nell'operazione illecita. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato che, avendo un ruolo organizzativo, non poteva beneficiare della qualifica di lieve entità, a differenza di un suo collaboratore.
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