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Lieve Entità — Anno 2024

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81 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Lieve entità stupefacenti: quando non è concessa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti, il quale chiedeva il riconoscimento della lieve entità del fatto. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'ipotesi della lieve entità stupefacenti a causa della notevole quantità, della diversa tipologia di droghe (hashish e marijuana), e del possesso di strumenti per il confezionamento come un bilancino e numerose bustine, elementi che complessivamente indicavano un'attività non occasionale.
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Lieve entità: Cassazione su spaccio e dosi elevate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di qualificare il fatto come di lieve entità è stata respinta, poiché la quantità di stupefacente (pari a 749 dosi), la cessione a terzi e una misura cautelare in atto per reati simili, escludono tale ipotesi secondo la Corte.
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Spaccio di lieve entità: Cassazione nega la derubrica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che negava la qualificazione del reato come spaccio di lieve entità. La Corte ha ritenuto l'attività di spaccio strutturata e continuativa, basandosi su prove come le testimonianze dei clienti e il materiale per il confezionamento trovato, respingendo così la richiesta di derubricazione.
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Attenuante lieve entità: Cassazione annulla sentenza
Un soggetto, condannato per porto di oggetti atti ad offendere (un coltello e un martello), ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione da parte della Corte d'Appello della richiesta attenuante della lieve entità del fatto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata con rinvio, poiché la Corte d'Appello aveva omesso di pronunciarsi su uno specifico motivo di gravame, violando il diritto di difesa. La Cassazione ha sottolineato l'obbligo del giudice di secondo grado di esaminare tutte le censure mosse dall'appellante.
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Lieve entità: quando non basta la quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in quello di lieve entità. La decisione si fonda sulla valutazione complessiva della condotta, evidenziando che il ruolo di vertice dell'imputato in un'attività organizzata e sistematica di spaccio prevale sul mero dato quantitativo della sostanza detenuta, impedendo l'applicazione della fattispecie meno grave.
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Introduzione droga in carcere: la Cassazione decide
Un uomo, accusato di far parte di un'organizzazione per l'introduzione di droga in carcere tramite posta, ha presentato ricorso contro la misura degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'appartenenza a una struttura criminale organizzata esclude la possibilità di qualificare il reato come di 'lieve entità', a prescindere dalla quantità di stupefacente.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivazione logica
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per spaccio. I giudici confermano la valutazione della Corte d'Appello sulla destinazione a terzi della droga e sull'esclusione della lieve entità, ritenendo la motivazione logica e completa. L'inammissibilità del ricorso in cassazione è stata quindi confermata.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti in violazione degli arresti domiciliari. La decisione ribadisce che il giudizio di legittimità non può rivalutare i fatti o le prove, compiti esclusivi dei giudici di merito. Il ricorso è stato respinto perché le censure erano ripetitive e miravano a un riesame del merito, già correttamente valutato nei gradi precedenti.
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Lieve entità: quando la quantità di droga la esclude
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato trovato in possesso di 221 grammi di cocaina purissima. La Corte ha stabilito che l'elevata quantità e l'alto grado di purezza della sostanza sono incompatibili sia con l'uso personale sia con l'ipotesi di reato di lieve entità, confermando la condanna.
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Rapina di lieve entità: la Cassazione annulla condanna
Un uomo, condannato per rapina impropria per aver rubato una confezione di minestrone e minacciato il personale, ha ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. La decisione si fonda sulla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 86/2024, che ha introdotto l'attenuante della 'rapina di lieve entità', imponendo al giudice di merito una nuova valutazione della pena in base alla reale offensività del fatto.
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Rapina lieve entità: la Cassazione annulla la condanna
Un soggetto condannato per rapina impropria per aver sottratto beni di scarso valore e usato violenza, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna a seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale che ha introdotto l'attenuante della rapina lieve entità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione della pena alla luce del nuovo principio.
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Rapina e lieve entità: la Cassazione applica la Consulta
Un uomo viene condannato per rapina impropria dopo aver sottratto generi alimentari di scarso valore. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, annulla la sentenza d'appello. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha introdotto l'attenuante della lieve entità per il reato di rapina, imponendo una nuova valutazione della pena.
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Attenuante lieve entità estorsione: la Cassazione
Un soggetto condannato per estorsione aggravata ha richiesto in Cassazione l'applicazione dell'attenuante della lieve entità estorsione, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, specificando che tale richiesta non può essere avanzata per la prima volta in sede di legittimità se l'opportunità di farlo esisteva già nel giudizio di appello. Inoltre, ha sottolineato che i giudici di merito avevano già escluso la particolare tenuità del fatto.
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Estorsione lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una condanna per estorsione. L'imputato aveva richiesto l'applicazione dell'attenuante dell'estorsione lieve entità per ottenere una riduzione della pena. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che le specifiche circostanze del reato non permettevano di qualificarlo come di ridotta offensività, escludendo così la possibilità di uno sconto di pena. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Estorsione lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione conferma una condanna per estorsione, negando sia la derubricazione del reato a esercizio arbitrario delle proprie ragioni sia l'attenuante per estorsione lieve entità. La Corte ha ritenuto decisiva la gravità e la durata dell'azione intimidatoria, elementi che escludono la possibilità di considerare il fatto di lieve entità, anche a prescindere dall'importo economico in questione.
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Ingiusto profitto: la guida alla tentata estorsione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44792/2024, ha confermato la condanna per tentata estorsione e traffico di stupefacenti, rigettando i ricorsi di due imputati. Il punto cardine della decisione è la definizione di ingiusto profitto: la Corte ha stabilito che pretendere con minacce la restituzione di somme derivanti da un accordo illecito (come la vendita di droga) costituisce estorsione, poiché la pretesa non è tutelabile legalmente. Ha inoltre negato la qualificazione del traffico di droga come fatto di 'lieve entità', data l'organizzazione e l'ingente quantitativo di sostanze e denaro movimentati.
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Aggravamento misura cautelare: quando scatta il carcere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto a cui era stata aggravata la misura cautelare, passando dagli arresti domiciliari al carcere, a causa di reiterate evasioni. La Corte sottolinea che l'aggravamento della misura cautelare è giustificato quando le violazioni, per modalità e frequenza, non sono di 'lieve entità' e rendono la misura domiciliare inidonea a soddisfare le esigenze cautelari. Il ricorso è stato respinto anche per la sua genericità e perché non pertinentemente focalizzato sulla questione dell'aggravamento.
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Lieve entità rapina: no allo sconto se il fatto è grave
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina aggravata. Nonostante una recente sentenza della Corte Costituzionale sulla lieve entità rapina, i giudici hanno escluso lo sconto di pena a causa della gravità dei fatti, come l'uso di un'arma e la pluralità di aggressori.
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Rapina lieve entità: ricorso generico è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. Nonostante una nuova sentenza della Consulta che ha introdotto l'attenuante per la rapina lieve entità, il ricorso è stato respinto perché non specificava i motivi per cui il fatto (furto di un furgone con colluttazione) dovesse considerarsi di lieve entità, risultando così generico.
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Lieve entità nella rapina: la nuova attenuante
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per rapina, rinviando il caso alla Corte d'Appello per valutare l'applicazione della nuova circostanza attenuante della lieve entità nella rapina. Il caso riguardava due individui che avevano minacciato una persona presso un distributore per ottenere un pieno di carburante e cinque euro. La Suprema Corte ha ritenuto applicabile la recente sentenza della Corte Costituzionale n. 86/2024, che ha introdotto questa attenuante, specificando che deve essere valutata anche in presenza di aggravanti.
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