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Lieve Entità — Anno 2024

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81 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Rapina e furto con strappo: la spinta fa la differenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La difesa sosteneva si trattasse di furto con strappo, ma i giudici hanno confermato che la spinta inferta alla vittima prima di sottrarle la collana integra la violenza necessaria per configurare il più grave reato di rapina. La sentenza chiarisce la linea di demarcazione tra rapina e furto con strappo e nega l'applicabilità dell'attenuante della lieve entità a causa della gravità della condotta.
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Estorsione e lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con la sentenza 38206/2024, ha confermato il diniego dell'attenuante della lieve entità in un caso di estorsione aggravata. Un professionista aveva avviato molteplici procedure esecutive fraudolente contro i clienti di un suo assistito. La Corte ha ritenuto che la sistematicità della condotta, la pluralità delle vittime e la rilevanza economica complessiva fossero incompatibili con il concetto di lieve entità, respingendo il ricorso.
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Lieve entità stupefacenti: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti e detenzione di armi. La Corte ribadisce che la valutazione della lieve entità stupefacenti richiede un'analisi complessiva di tutti gli elementi del reato, come la professionalità dello spaccio, e non può essere oggetto di una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Lieve entità: quando lo spaccio non è un reato minore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha escluso l'ipotesi di lieve entità a causa della continuità e professionalità dell'attività illecita, svolta per anni come unica fonte di reddito, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Lieve entità: quando lo spaccio non è piccolo reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità è stata respinta perché la valutazione complessiva della condotta (quantità e diversità delle sostanze, modalità di occultamento e gestione) indicava una notevole potenzialità diffusiva e una capacità criminale incompatibili con la minima offensività richiesta dalla norma.
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Pena sostitutiva e porto d’armi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il porto di una mannaia e il possesso di piedi di porco, negando l'applicazione della pena sostitutiva. La sentenza sottolinea come la valutazione della gravità del fatto e della personalità del reo siano determinanti per escludere benefici come la lieve entità del fatto, la non punibilità e le sanzioni alternative alla detenzione, anche alla luce delle nuove normative.
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Lieve entità: quando è esclusa nello spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità è stata respinta, poiché la professionalità dell'attività (frequenza delle cessioni, continua disponibilità di droga) è stata ritenuta incompatibile con la nozione di minima offensività.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su professionalità
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha negato l'applicazione del fatto di lieve entità (art. 73, co. 5, D.P.R. 309/90) perché la detenzione di diverse qualità di droga e la quantità rilevante indicavano professionalità e una significativa capacità di diffusione sul mercato, incompatibili con una minima offensività.
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Lieve entità stupefacenti: no se ci sono più droghe
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio e detenzione di crack e hashish. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato come 'lieve entità stupefacenti', ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la valutazione deve essere complessiva. La presenza di droghe diverse, di una somma di denaro e di un'organizzazione minima indicano una capacità criminale che esclude il beneficio della pena ridotta.
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Violazione arresti domiciliari: lieve entità e limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aggravava la misura degli arresti domiciliari in custodia in carcere. Il caso riguardava una violazione arresti domiciliari in cui l'imputato, autorizzato a recarsi a un servizio per le dipendenze, si era allontanato dal percorso per andare alla Caritas a ritirare un pacco alimentare. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non valutare la "lieve entità" della violazione, considerando le motivazioni e le circostanze specifiche del fatto, e nell'applicare erroneamente la norma più severa.
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Sabotaggio militare: quando il danno è lieve?
Un militare viene condannato per sabotaggio militare dopo aver contaminato un hangar con fibre di amianto. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso, chiarisce un punto fondamentale: l'applicazione dell'attenuante per "fatto di lieve entità", introdotta da una precedente sentenza della Corte Costituzionale, si basa su un criterio puramente oggettivo. La valutazione deve concentrarsi esclusivamente sulla tenuità del danno arrecato all'efficienza del servizio militare, escludendo qualsiasi rilevanza delle motivazioni personali o sindacali dell'imputato. Poiché il danno è stato ritenuto significativo, l'attenuante non è stata concessa e la condanna confermata.
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Porto di coltello: quando è reato? Analisi Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il porto di coltello tipo 'carta di credito' nascosto nel portafogli. La sentenza sottolinea che la mancanza di un giustificato motivo, espresso immediatamente al momento del controllo di polizia, rende il porto illegale. La Corte ha respinto le tesi difensive basate sulla lieve entità del fatto e sulla particolare tenuità, valorizzando l'insidiosità dell'arma e le circostanze del porto in centro città.
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Violazione arresti domiciliari: quando è grave?
Un'analisi della sentenza della Cassazione sulla violazione arresti domiciliari. Il caso riguarda un indagato i cui incontri con un coindagato, pur autorizzati a recarsi nello stesso luogo (Serd), sono stati ritenuti una grave violazione delle prescrizioni, giustificando l'aggravamento della misura in custodia in carcere. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tali comportamenti smentiscono l'idoneità della misura meno afflittiva.
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Associazione a delinquere stupefacenti: i ricorsi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove, ma di verificare la corretta applicazione della legge, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano escluso la configurabilità di reati di 'lieve entità' per l'associazione e respinto le questioni di costituzionalità.
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Custodia Cautelare per Droga: Criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per droga, respingendo il ricorso di un indagato. La decisione sottolinea che, per valutare la gravità del reato di spaccio e il rischio di recidiva, non conta solo la quantità di sostanza ceduta, ma anche il contesto criminale in cui l'indagato opera. In questo caso, il collegamento con un'associazione di narcotraffico e la professionalità dimostrata hanno giustificato la misura detentiva in carcere, escludendo sia l'ipotesi di 'lieve entità' sia misure meno afflittive come gli arresti domiciliari.
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Lieve entità stupefacenti: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando la decisione di merito che escludeva l'ipotesi di 'lieve entità stupefacenti'. La Corte ha ribadito che un elevato dato ponderale della sostanza è un indicatore sufficiente a dimostrare l'inserimento del soggetto in circuiti criminali organizzati, giustificando così una valutazione di maggiore gravità del fatto e l'esclusione del beneficio.
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Lieve entità nello spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di escludere l'ipotesi di reato di lieve entità, valorizzando elementi come l'organizzazione dell'attività, la qualità elevata della sostanza (cocaina con principio attivo fino al 90%) e la fidelizzazione della clientela. Secondo la Suprema Corte, tali elementi indicano una professionalità nel traffico che è incompatibile con la fattispecie della lieve entità.
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Spaccio di droga: quando non è reato di lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di droga, evasione e detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva che il reato dovesse essere classificato come di lieve entità. La Corte ha stabilito che la notevole quantità di cocaina (sufficiente per oltre 269 dosi), il possesso di un bilancino di precisione e la modalità organizzata dell'attività escludono la possibilità di qualificare il fatto come lieve, rendendo irrilevante l'uso personale di una minima parte della sostanza. Il ricorso è stato ritenuto un tentativo di riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione chiarisce
Un soggetto, condannato per porto di oggetti atti ad offendere, ha impugnato la sentenza lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, pur in presenza dell'attenuante della lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo la netta distinzione tra i due istituti: la 'lieve entità' attenua la pena ma non elimina la rilevanza penale del fatto, mentre la 'particolare tenuità del fatto' presuppone un'offensività talmente minima da escludere la punibilità.
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Lieve entità esclusa per porto d’armi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto abusivo di un coltello a serramanico. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di escludere la causa di non punibilità per lieve entità, basandosi sui numerosi precedenti penali del ricorrente e sulla natura dell'arma. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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