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Lieve Entità — Anno 2025

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101 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Coltivazione di stupefacenti: Cassazione e prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di stupefacenti. Il caso riguardava la coltivazione di 174 piante di canapa e la detenzione di un quantitativo tale da produrre 793 dosi. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge. La condanna è stata confermata perché la grande quantità di principio attivo escludeva l'ipotesi di reato di lieve entità, e i precedenti penali dell'imputato giustificavano la pena inflitta.
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Porto di coltello: quando è reato? Analisi Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello illegale, dichiarando inammissibile il ricorso di un uomo trovato con un coltello a serramanico in tasca. Secondo la Corte, il porto di un coltello senza un giustificato motivo costituisce reato, e la sua pronta disponibilità esclude l'ipotesi di lieve entità, anche se di dimensioni ridotte.
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Rapina di lieve entità: Cassazione chiarisce i criteri
Un uomo condannato per rapina aggravata ha richiesto una riduzione della pena in base a una nuova sentenza della Corte Costituzionale sulla "rapina di lieve entità". La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per riconoscere la lieve entità non basta un danno economico minimo. È necessaria una valutazione complessiva che consideri le modalità del fatto, come la presenza di un complice e l'impatto sulla vittima, elementi che in questo caso hanno escluso la possibilità di qualificare il reato come di lieve entità.
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Inammissibilità ricorso penale: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Firenze per un reato di spaccio. La decisione si fonda sulla valutazione che il fatto non fosse di 'lieve entità', data l'organizzazione nell'occultamento dello stupefacente. A seguito dell'inammissibilità, attribuita a colpa del ricorrente, quest'ultimo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Spaccio Organizzato: No Lieve Entità
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio organizzato. La richiesta di riconoscere la lieve entità del reato è stata respinta a causa del numero di dosi vendute, del profitto e delle modalità organizzate, come l'uso di un'auto e di nascondigli per la droga.
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Lieve entità: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza 23281/2025, dichiara inammissibile un ricorso, confermando la decisione di non applicare l'attenuante della lieve entità. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice deve considerare tutti gli aspetti del reato, inclusi il valore del bene e l'intensità della violenza, che in questo caso sono stati ritenuti ostativi al riconoscimento del beneficio.
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Ricorso inammissibile e valutazione dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sul principio che la Suprema Corte non può riesaminare i fatti del processo, compito esclusivo dei giudici di merito. Viene confermata la condanna e il diniego della qualificazione del reato come 'fatto di lieve entità', poiché il ricorso mirava a una rivalutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità.
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Associazione lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza ribadisce i criteri per distinguere l'ipotesi di associazione lieve entità da quella ordinaria, sottolineando che elementi come l'ingente quantitativo di droga, la complessa struttura organizzativa e l'ampio giro d'affari escludono la configurabilità del reato minore. La Corte ha ritenuto le motivazioni della Corte d'Appello logiche e ben fondate, respingendo le censure fattuali dei ricorrenti.
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Lieve entità: esclude la particolare tenuità del fatto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16461/2025, ha stabilito un principio fondamentale: se un reato è qualificato di lieve entità, non può contemporaneamente essere considerato non punibile per particolare tenuità del fatto. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato, chiarendo che le due figure giuridiche sono ontologicamente incompatibili. La qualifica di lieve entità implica che il fatto merita una sanzione penale, seppur attenuata, escludendo a priori la possibilità che lo stesso fatto sia di offensività talmente minima da non meritare alcuna sanzione.
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Porto di coltello: quando è reato? Analisi Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello a un individuo che, fermato per un controllo, ha tentato la fuga. L'imputato sosteneva di necessitare dell'arma per lavoro, ma la sua giustificazione è stata ritenuta non credibile a causa delle circostanze, della sua condotta e dell'assenza di altri attrezzi. La Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, valutando la gravità complessiva della condotta, che andava oltre la semplice dimensione del coltello.
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Rapina lieve entità: la violenza esclude l’attenuante
Un soggetto condannato per rapina per il furto di vino, commesso minacciando il personale con un coltello e aggredendo gli agenti, ha chiesto una riduzione della pena invocando l'attenuante della rapina di lieve entità. La Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta, stabilendo che la notevole violenza usata contro le persone prevale sul modesto valore economico del bottino, escludendo così la possibilità di considerare il fatto di lieve entità.
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Lieve entità: quando è esclusa nello spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare l'ipotesi di lieve entità, prevista dall'art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990. Secondo gli Ermellini, la valutazione sulla lieve entità deve essere complessiva e anche un solo elemento di particolare gravità, come la professionalità dell'attività di spaccio, è sufficiente a escludere tale beneficio, rendendo la motivazione del giudice di merito non sindacabile se logicamente argomentata.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si conferma la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa del carattere ripetitivo delle cessioni e dell'organizzazione di un punto vendita stabile.
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Lieve entità spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità spaccio. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che elementi come la reiterazione delle condotte, la quantità di dosi, la stabilità delle forniture e l'entità dei guadagni escludono la possibilità di qualificare il reato come di minore gravità, richiedendo una valutazione complessiva di tutti gli indici sintomatici.
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Lieve entità droga: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della lieve entità droga. La decisione si basa sull'elevato quantitativo di cocaina (285,6 grammi puri) e sulla piena consapevolezza dell'imputato di collaborare con un'organizzazione estesa a più regioni. La Corte ribadisce che per la lieve entità è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi, e in questo caso quelli ostativi erano preponderanti.
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Rapina di lieve entità: ricorso generico inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina aggravata. L'imputato invocava l'applicazione dell'attenuante della rapina di lieve entità, introdotta dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 86/2024. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto il motivo generico e ha escluso l'applicabilità dell'attenuante a causa della gravità complessiva del fatto, caratterizzato dall'uso di un'arma impropria (un cacciavite), lesioni alla vittima e il valore non modico del bene sottratto.
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Rapina lieve entità: quando non si applica la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione dell'attenuante della rapina lieve entità. Sebbene introdotta dalla Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che tale attenuante non può essere concessa in presenza di gravi circostanze aggravanti, come l'azione commessa da più persone riunite, in un luogo isolato, di notte e con l'uso di un'arma impropria (una bottiglia rotta). La gravità complessiva del fatto esclude la sua qualificazione come di 'lieve entità'.
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Lieve entità rapina: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del riconoscimento dell'attenuante della lieve entità rapina, non è sufficiente il solo danno patrimoniale esiguo. Con la sentenza n. 10038/2025, i giudici hanno rigettato il ricorso di un condannato per una rapina in un supermercato. Sebbene il valore della merce sottratta fosse minimo, l'uso di un'arma, anche se per poco tempo, è stato ritenuto un elemento di gravità tale da escludere la lieve entità complessiva del fatto. La Corte ha chiarito che l'attenuante del danno lieve (art. 62 n. 4 c.p.) e quella della lieve entità introdotta dalla Corte Costituzionale sono compatibili, ma la loro applicazione richiede una valutazione globale di tutti gli aspetti della condotta, senza automatismi.
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Rapina lieve entità: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina pluriaggravata, che chiedeva l'applicazione della nuova attenuante della rapina lieve entità. La Corte ha stabilito che la presenza di circostanze aggravanti, come l'aver agito in gruppo e approfittato di condizioni a sfavore della vittima, è intrinsecamente incompatibile con il concetto di "lieve entità", confermando la decisione dei giudici di merito.
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Rapina di lieve entità: la nuova attenuante speciale
Un individuo è stato condannato per rapina per aver sottratto beni di scarso valore usando una forza minima (una spinta). In seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che ha introdotto una nuova attenuante per la rapina di lieve entità, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna limitatamente alla pena. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per ricalcolare la sanzione, considerando che la violenza minima e il danno esiguo configurano un reato di 'lieve entità'.
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