LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Lieve Entità — Anno 2023

Pagina 17 di 22

438 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Traffico di stupefacenti: conferma della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti a carico di un imputato coinvolto in plurime cessioni di eroina e cocaina. La difesa contestava la natura indiziaria del quadro probatorio, basato su intercettazioni e osservazioni di polizia. La Suprema Corte ha ritenuto logica la ricostruzione dei giudici di merito, confermando il diniego della lieve entità a causa dell'organizzazione dell'attività e dei quantitativi non modici di droga sequestrati, pari a circa 400 grammi di eroina.
Continua »
Lieve entità e spaccio: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, escludendo l'ipotesi di lieve entità nonostante la difesa sostenesse la natura di piccolo spaccio da strada. La decisione si fonda sulla quantità di principio attivo (oltre 120 dosi medie) e sulla suddivisione in 151 ovuli, elementi che indicano un inserimento stabile nel mercato illecito. La Corte ha inoltre legittimato la confisca di oltre 30.000 euro in contanti, ritenuti sproporzionati rispetto all'assenza di redditi leciti dell'imputato, ribadendo che per i reati di spaccio non lieve non è necessario provare il nesso diretto tra denaro e singola vendita.
Continua »
Detenzione stupefacenti: distinzione tra droghe
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a un caso di detenzione stupefacenti che coinvolgeva sia cocaina che hashish. Il ricorrente contestava la mancata unificazione delle condotte sotto l'ipotesi della lieve entità. La Corte ha chiarito che la detenzione di droghe pesanti e leggere integra fattispecie di reato distinte con regimi sanzionatori differenti, impedendo una valutazione unitaria basata solo sulla gravità di una delle due condotte.
Continua »
Tirapugni: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto ingiustificato di un tirapugni, ribadendo che tale oggetto è un'arma propria. La decisione esclude l'applicabilità dell'attenuante della lieve entità, nonostante l'incensuratezza e la giovane età del soggetto, poiché la natura stessa dello strumento impedisce una valutazione di minima offensività. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguente condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Recidiva: quando l’aggravante è illegittima
La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso di un soggetto condannato per la coltivazione di 80 piante di marijuana, da cui erano ricavabili oltre 8000 dosi. Sebbene la qualificazione del reato come spaccio ordinario sia stata confermata a causa dell'organizzazione del sistema di irrigazione e dell'entità del raccolto, la Suprema Corte ha accolto il motivo relativo alla recidiva. I giudici hanno stabilito che l'applicazione di tale aggravante richiede una motivazione specifica e individualizzata, non potendo basarsi su formule stereotipate, specialmente quando i precedenti penali sono remoti nel tempo e di natura diversa rispetto al nuovo reato contestato.
Continua »
Sostanze stupefacenti: i limiti del ricorso.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di sostanze stupefacenti. Il ricorrente contestava l'interpretazione di intercettazioni telefoniche relative all'acquisto di 500 grammi di cocaina e la mancata concessione dell'attenuante della lieve entità per una cessione minore. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di una doppia conforme, non è possibile richiedere una rilettura dei fatti se la motivazione dei giudici di merito è logica e coerente. Inoltre, la reiterazione delle condotte e l'inserimento in un contesto organizzato escludono la natura occasionale del reato, impedendo la riqualificazione della condotta.
Continua »
Traffico di stupefacenti: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti a carico di due imputati, dichiarando inammissibili i loro ricorsi. La sentenza ribadisce il principio di autosufficienza del ricorso, sottolineando che non è possibile lamentare vizi procedurali senza indicare specificamente gli atti contestati. Inoltre, i giudici hanno escluso l'ipotesi della lieve entità a causa della pluralità delle transazioni e dell'alto valore economico degli scambi, validando l'uso delle intercettazioni ambientali e telefoniche come prova diretta della colpevolezza.
Continua »
Sostanze stupefacenti: i limiti della lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante la detenzione di sostanze stupefacenti, negando la qualificazione del fatto come di lieve entità. La decisione si fonda sulla rilevanza del dato quantitativo, sulla qualità della droga e sul possesso di strumenti per il confezionamento in dosi. Inoltre, la Corte ha confermato il diniego della sostituzione della pena, valorizzando la gravità della condotta e i precedenti penali del ricorrente, elementi che precludono una prognosi favorevole sulla futura condotta del reo.
Continua »
Detenzione stupefacenti: prove e packaging
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione stupefacenti a carico di un uomo trovato in possesso di un ingente quantitativo di hashish. La droga era occultata in un sottoscala condominiale, ma la riconducibilità all'imputato è stata provata attraverso il rinvenimento di suoi indumenti nel locale e, soprattutto, dall'uso di un packaging identico (carta con disegni di occhi a cuore) per tutti i panetti. La Corte ha rigettato la richiesta di riqualificazione del fatto come lieve entità, sottolineando la natura non occasionale della condotta e il volume della sostanza detenuta.
Continua »
Finalità di spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, rigettando il ricorso dell'imputato. La decisione si fonda sulla provata finalità di spaccio, desunta non solo dal possesso di circa 50 grammi di cocaina pura al 70%, ma anche da elementi sintomatici quali l'uso di messaggistica criptata e l'impiego di un'auto con adesivi di un'associazione di soccorso per eludere i controlli. La Corte ha escluso l'ipotesi della lieve entità a causa dell'elevato numero di dosi ricavabili, stimato in oltre duecento, e della sproporzione tra il costo della droga e il reddito dell'imputato.
Continua »
Ricettazione: quando scatta la lieve entità?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva l'attenuante della lieve entità nel reato di ricettazione di una carta di pagamento e documenti. I giudici hanno stabilito che la ricettazione di strumenti di credito non può essere considerata di scarso valore economico, data la loro potenziale utilizzabilità seriale. Inoltre, la valutazione della tenuità del fatto deve includere obbligatoriamente la personalità del reo e il corretto giudizio di comparazione con la recidiva.
Continua »
Giustificato motivo e porto di coltello in pubblico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto in luogo pubblico di un coltello a serramanico, stabilendo che il giustificato motivo deve essere addotto immediatamente al momento del controllo di polizia. Non è ammessa una giustificazione fornita a posteriori in sede processuale. La Corte ha inoltre negato l'attenuante della lieve entità a causa della pericolosità dell'arma e dei precedenti penali del ricorrente.
Continua »
Lieve entità: quando il reato non è attenuato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mancato riconoscimento della lieve entità per un reato di detenzione di stupefacenti. I giudici hanno confermato che la valutazione del merito, basata su indici quantitativi e qualitativi della sostanza e sulle modalità dell'azione, era corretta e priva di vizi logici. È stata inoltre confermata l'esclusione della continuazione esterna con precedenti condanne.
Continua »
Lieve entità: quando lo spaccio non è attenuato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che richiedeva il riconoscimento della lieve entità per un reato legato agli stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito è corretta quando non si limita al solo dato quantitativo della sostanza, ma analizza complessivamente le modalità dell'azione e le circostanze del fatto. La decisione conferma che la lieve entità non può essere concessa automaticamente in presenza di poca droga se il contesto operativo indica una diversa gravità.
Continua »
Lieve entità: quando lo spaccio è meno grave
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per spaccio, evidenziando l'errata esclusione della **lieve entità**. Il giudice di merito aveva negato la riqualificazione basandosi esclusivamente sulla qualità della sostanza (cocaina) e su elementi soggettivi come i precedenti penali dell'imputato. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione deve invece concentrarsi su dati oggettivi quali la modesta quantità, i mezzi utilizzati e le modalità dell'azione, escludendo fattori estranei alla condotta specifica.
Continua »
Stupefacenti: quando la quantità esclude la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. I giudici hanno confermato l'esclusione dell'ipotesi di lieve entità a causa dell'elevato numero di dosi rinvenute, pari a oltre 1.100 di marijuana e altre sostanze, unitamente al possesso di una somma di denaro significativa. La genericità dei motivi di ricorso ha comportato la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Detenzione stupefacenti: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione stupefacenti. I giudici hanno confermato l'esclusione dell'ipotesi di lieve entità basandosi su indici fattuali univoci: il possesso di oltre 250 dosi tra cocaina e crack, il rinvenimento di strumentazione per il confezionamento e la presenza di un sistema di videosorveglianza. È stata inoltre rigettata l'attenuante del danno di speciale tenuità, poiché il calcolo deve riferirsi all'intero quantitativo di droga disponibile, che superava i limiti della modica quantità.
Continua »
Coltivazione illecita: i limiti della lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, dichiarando inammissibile il ricorso di un soggetto sorpreso a irrigare una piantagione organizzata. La decisione sottolinea che la coltivazione illecita non può essere considerata di lieve entità quando sono presenti 95 piante, un sistema organizzato e un potenziale di 634 dosi medie, confermando così il rigetto delle attenuanti richieste dalla difesa.
Continua »
Lieve entità: i limiti nel traffico di cocaina
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della lieve entità in un caso di spaccio continuativo di cocaina. Il ricorrente aveva contestato la decisione della Corte d'Appello, ma i giudici hanno rilevato indici fattuali univoci: oltre 50 cessioni di quantitativi significativi (5-10 grammi) e un debito di 7.000 euro maturato da un solo acquirente. Tali elementi dimostrano un'attività di spaccio strutturata e non occasionale, rendendo il ricorso inammissibile e comportando la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Spaccio di stupefacenti: quando non è lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un imputato, dichiarando inammissibile il ricorso presentato. La difesa mirava a ottenere la riqualificazione del fatto nell'ipotesi di lieve entità, ma i giudici hanno ritenuto determinanti il dato ponderale (365 dosi di eroina), il contenuto della galleria fotografica dello smartphone e il possesso di denaro contante. Tali elementi, già valutati nei precedenti gradi di giudizio, escludono la natura minima dell'attività delittuosa.
Continua »