LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Falsa Attestazione A Pubblico Ufficiale

Pagina 2 di 6

114 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Attenuanti generiche negate: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale. L'imputato contestava la mancata concessione delle attenuanti generiche, sostenendo un difetto di motivazione da parte dei giudici di merito. I giudici supremi hanno respinto le doglianze, stabilendo che per negare il beneficio della riduzione di pena è sufficiente che la sentenza indichi con precisione gli elementi ritenuti decisivi e rilevanti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: condanna confermata
L'Imputata ha subito una condanna nei giudizi di merito per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale, previsto dall'articolo 495 del codice penale, per aver fornito generalità non veritiere durante un controllo. La difesa ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello davanti alla Corte di Cassazione, contestando nuovamente l'affermazione della responsabilità penale. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. Il motivo sollevato riproduceva infatti le stesse lamentele già respinte dai giudici territoriali e richiedeva una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna definitiva dell'Imputata, imponendole il pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: condanna confermata
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari ha avuto un incidente stradale ed è andato al pronto soccorso. L'uomo ha fornito false generalità al personale dell'accettazione e successivamente all'agente di polizia intervenuto per identificarlo. I giudici di merito lo hanno condannato a otto mesi di reclusione per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'inutilità dell'inganno, poiché l'agente conosceva già la sua situazione per mezzo di un parente, e contestando il calcolo della prescrizione e della recidiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e ha confermato la condanna. L'agente non possedeva la certezza dell'identità dell'individuo e doveva compiere le opportune verifiche. I giudici hanno inoltre stabilito che la recidiva incide legittimamente sul calcolo del tempo di prescrizione.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: la condanna resta valida
L'Imputato subisce una condanna penale nei gradi di merito per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. Successivamente presenta ricorso in Cassazione lamentando la mancanza dell'elemento psicologico e la presenza di un vizio di motivazione. La Suprema Corte rileva che la difesa si è limitata a riproporre le stesse argomentazioni già esaminate e respinte dai giudici d'appello, senza apportare elementi critici specifici. Di conseguenza, la Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e condanna L'Imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: ricorso e sanzione
L'Imputato è stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale, previsto dall'articolo 495 del codice penale. Egli ha proposto ricorso per cassazione contestando la sussistenza del reato e lamentando la violazione di legge e il vizio di motivazione. La Corte di Cassazione ha esaminato l'atto e ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della totale genericità delle doglianze. I motivi presentati si limitavano a riprodurre le stesse argomentazioni difensive già esaminate e respinte con motivazione logica dalla Corte d'Appello. A causa della condotta processuale colposa, la Suprema Corte ha condannato L'Imputato al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: niente prescrizione
L'Imputato è stato condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione contestando il riconoscimento della recidiva e sostenendo la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che le contestazioni sulla recidiva erano del tutto generiche e già respinte nei precedenti gradi. Inoltre, la presenza della recidiva infraquinquennale estende il termine di prescrizione fino a tredici anni e sei mesi, impedendo l'estinzione del reato. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: ricorso respinto e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina condannata per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. L'imputata contestava la gravità della sanzione inflitta nei precedenti gradi di giudizio. I giudici di legittimità hanno chiarito che la determinazione della pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, purché vengano rispettati i criteri di legge. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di quattromila euro.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: la pena resta severa
Il Ricorrente è stato condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. Ha proposto ricorso in Cassazione contestando la misura della pena e i relativi aumenti per la continuazione dei reati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, il quale ha applicato correttamente i criteri di legge sulla gravità del reato e sulla personalità del reo. Il Ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: ricorso vago costa caro
Un cittadino è stato condannato nei primi due gradi di giudizio per i reati di minaccia e falsa attestazione a pubblico ufficiale. L'imputato ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, contestando la decisione dei giudici di appello. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso del tutto generico. I motivi presentati dalla difesa non affrontavano in modo specifico le motivazioni della sentenza precedente, limitandosi a semplici affermazioni contrarie senza prove. Per questo motivo, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, l'imputato ha perso definitivamente la causa ed è stato condannato a pagare le spese del processo, oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: mentire costa 3000 euro
L'Imputato è stato condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale per aver fornito le generalità del proprio fratello durante un controllo di polizia. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando la determinazione della pena e l'applicazione della recidiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e si limitavano a riprodurre le medesime obiezioni già respinte in secondo grado. Di conseguenza, l'imputato perde la causa, con la conferma della condanna penale e l'obbligo di pagare le spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: l’inganno che costa caro
Un uomo, sottoposto a una misura di prevenzione personale, ha fornito false generalità durante un controllo di polizia per nascondere la violazione degli obblighi a suo carico. La Corte d'Appello lo ha condannato per i reati di violazione della misura e falsa attestazione a pubblico ufficiale. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando l'assenza di dolo, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la falsa attestazione a pubblico ufficiale era finalizzata intenzionalmente a eludere il controllo, confermando così la piena consapevolezza del reato. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: ricorso respinto e multa
Il cittadino è stato condannato per i reati di falsa attestazione a pubblico ufficiale e violazione delle misure di prevenzione antimafia. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contestando la ricostruzione dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché generico e basato su argomentazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: la firma nega l’errore
L'Imputato è stato condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale per aver fornito generalità non corrispondenti al vero. La difesa ha sostenuto che vi fosse un errore di verbalizzazione o una somiglianza fonetica tra il nome reale e quello registrato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando la genericità della contestazione. I giudici hanno accertato che non vi era alcuna somiglianza fonetica e che lo stesso Imputato aveva scritto di proprio pugno il nome falso sul verbale. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha sanzionato l'uomo al pagamento delle spese processuali e di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: la bugia costa 3000 euro
Un cittadino straniero, colpito da un provvedimento di espulsione regolarmente notificato, ha fornito false generalità alle autorità per evitare l'allontanamento dal territorio nazionale. Condannato nei primi gradi di giudizio per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale e violazione delle norme sull'immigrazione, l'uomo ha proposto ricorso in Cassazione. Il ricorrente ha contestato la ricostruzione dei fatti e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità e che il diniego delle attenuanti era stato correttamente motivato dai giudici di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: mentire sull’identità
L'Imputato ha fornito diverse date di nascita false alle forze dell'ordine in più occasioni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. I giudici hanno chiarito che fornire molteplici generalità contrastanti integra il reato, anche se non si accerta la vera identità o se in un'occasione l'imputato avesse detto il vero. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile il ricorso per la mancata concessione delle attenuanti generiche, giustificata dai numerosi precedenti penali dell'uomo. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: mentire consuma il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina condannata per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. La difesa sosteneva la tesi della desistenza dal reato, ma i giudici hanno chiarito che il delitto si consuma nell'istante stesso in cui la falsa dichiarazione viene resa al pubblico ufficiale. Non rileva che l'attestazione sia stata effettivamente registrata in un atto pubblico, essendo sufficiente la sua destinazione a tale scopo. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: ricorso inutile e multa salata
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale (art. 495 c.p.). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi presentati dalla difesa erano generici e non correlati alle motivazioni della sentenza d'appello. Inoltre, i giudici hanno ritenuto logica e coerente la valutazione della recidiva e della pericolosità sociale dell'Imputato, basata sul nuovo delitto commesso. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: condannato il bugiardo
Un automobilista, fermato alla guida di un autocarro per violazioni del Codice della Strada, ha fornito agli agenti le generalità del fratello per evitare le sanzioni. L'inganno è emerso poiché il fratello non era mai stato informato dell'arrivo delle multe presso il proprio domicilio. L'uomo è stato quindi condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal conducente, poiché i motivi di impugnazione si limitavano a riproporre le stesse difese già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza contestare in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: no alle attenuanti
Il Cittadino Straniero è stato condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale per aver fornito false dichiarazioni sulla propria identità. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Secondo la difesa, i giudici di merito non avrebbero considerato l'annullamento di un precedente provvedimento di espulsione dovuto al suo status di soggetto meritevole di protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che i numerosi precedenti penali dell'uomo giustificano ampiamente il diniego delle attenuanti, poiché delineano una personalità negativa che non può essere compensata dall'annullamento dell'espulsione.
Continua »
Falsa attestazione a pubblico ufficiale: mentire costa caro
L'Imputato, fermato dalle forze dell'ordine, forniva false generalità. Condannato nei gradi precedenti, proponeva ricorso in Cassazione chiedendo di riqualificare il reato in una fattispecie meno grave o di applicare la particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che fornire false generalità destinate alla redazione di atti di rito integra pienamente il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »