L'Imputata ha subito una condanna nei giudizi di merito per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale, previsto dall'articolo 495 del codice penale, per aver fornito generalità non veritiere durante un controllo. La difesa ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello davanti alla Corte di Cassazione, contestando nuovamente l'affermazione della responsabilità penale. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. Il motivo sollevato riproduceva infatti le stesse lamentele già respinte dai giudici territoriali e richiedeva una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna definitiva dell'Imputata, imponendole il pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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