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Decadenza — Anno 2025

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Decadenza indennità disoccupazione: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8484/2025, chiarisce un punto cruciale sulla decadenza dell'indennità di disoccupazione. Un lavoratore aveva ricevuto un pagamento solo parziale dall'ente previdenziale e aveva agito in giudizio per la differenza oltre un anno dopo. La Corte ha stabilito che, in caso di riconoscimento parziale, il termine annuale di decadenza per l'azione giudiziaria decorre dalla data del pagamento parziale. La domanda del lavoratore, presentata tardivamente, è stata quindi respinta, riformando le decisioni dei gradi precedenti.
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Decadenza riliquidazione pensione: la Cassazione decide
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. L'ente previdenziale si è opposto, invocando la decadenza triennale introdotta da una legge del 2011. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza per la riliquidazione pensione si applica anche ai trattamenti pensionistici precedenti alla legge, ma il termine decorre solo dall'entrata in vigore della nuova norma. La decadenza colpisce solo i ratei arretrati maturati oltre il triennio, non il diritto alla pensione ricalcolata per il futuro.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo pensione, introdotto nel 2011, si applica anche alle pensioni sorte prima di tale data. Tuttavia, il termine non è retroattivo e inizia a decorrere solo dall'entrata in vigore della nuova legge. Questa decadenza ricalcolo pensione limita solo il diritto agli arretrati ultra-triennali, ma non incide sul diritto a ottenere una pensione correttamente calcolata per il futuro, bilanciando così gli interessi del pensionato con l'esigenza di certezza del diritto.
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Pensione spettacolo: il massimale si applica a quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione di merito che aveva escluso tale limite. È stato inoltre ribadito il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo. Il caso riguarda la riliquidazione della pensione di un'artista.
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Pensione lavoratori spettacolo: limiti quota B confermati
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo che il limite massimo di retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B" non fosse più in vigore. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che tale limite è ancora applicabile. Inoltre, ha affermato che la decadenza triennale per le azioni giudiziarie si applica anche ai trattamenti pensionistici maturati prima del 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della norma che ha introdotto tale termine.
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Doppia ratio decidendi: quando l’appello è inefficace
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore contro la cancellazione dagli elenchi agricoli. La decisione si fonda sul principio della doppia ratio decidendi: il ricorrente non ha impugnato validamente entrambe le motivazioni autonome su cui si basava la sentenza d'appello, rendendo il ricorso inefficace.
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Decadenza lavoratori agricoli: la pubblicazione online
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore contro la cancellazione dagli elenchi agricoli. La Corte ha stabilito che il termine per la decadenza lavoratori agricoli decorre dalla pubblicazione online degli elenchi da parte dell'INPS, non dalla ricezione dell'estratto conto. Il ricorso è stato respinto perché contestava la valutazione dei fatti del giudice di merito, anziché una violazione di legge, configurando un errore processuale.
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Spese di lite previdenza: esenzione per il lavoratore
Una lavoratrice agricola si opponeva alla cancellazione dagli elenchi e alla richiesta di restituzione degli aiuti. La Corte di Cassazione ha respinto il motivo sull'illegittimità della notifica online per periodi pregressi, ma ha accolto quello sull'esenzione dalle spese legali. La Corte ha stabilito che l'esonero dal pagamento delle **spese di lite previdenza**, previsto dall'art. 152 att. c.p.c., si applica anche in questi casi, annullando la condanna al pagamento delle spese a carico della lavoratrice.
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Notifica telematica INPS: valida anche per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica telematica INPS per il disconoscimento di giornate lavorative, anche se relative a periodi antecedenti l'entrata in vigore della legge del 2011. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto inefficace tale notifica, affermando che la pubblicazione sul sito dell'ente fa scattare i termini di decadenza per l'impugnazione da parte del lavoratore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Decadenza fideiussione: agire entro sei mesi è d’obbligo
Un creditore perde la garanzia per decadenza fideiussione non avendo intrapreso azioni legali entro sei mesi dalla scadenza del debito. La Cassazione chiarisce che la procedura di concordato preventivo del debitore non esonera il creditore da tale onere. Tuttavia, la Corte cassa la sentenza d'appello per non aver adeguatamente motivato il rigetto della prova testimoniale sulla presunta rinuncia alla decadenza da parte del fideiussore.
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Decadenza sanzioni INPS: notifica in 90 giorni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando l'estinzione di una sanzione amministrativa per omesso versamento di contributi. La decisione si fonda sul principio di decadenza sanzioni INPS: l'ente non ha rispettato il termine perentorio di 90 giorni per la notifica della violazione, termine che si applica anche ai fatti commessi prima della depenalizzazione del 2016. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il rispetto del termine spetta all'amministrazione, a tutela della certezza del diritto e del diritto di difesa del cittadino.
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Decadenza sanzioni amministrative: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'annullamento di sanzioni amministrative. La Corte ha stabilito che la mancata notifica della violazione entro il termine perentorio di 90 giorni, previsto dalla legge sulla depenalizzazione (D.Lgs. 8/2016), comporta la decadenza sanzioni amministrative. Questo principio tutela la certezza del diritto e il diritto di difesa del cittadino, imponendo alla Pubblica Amministrazione di agire tempestivamente.
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Cessazione materia del contendere: no a giudicato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la portata del provvedimento di 'cessazione della materia del contendere'. La Corte ha stabilito che tale pronuncia ha natura meramente processuale e non impedisce di agire in un separato giudizio per far valere i vizi dell'opera. Nel caso di specie, un subappaltatore sosteneva che una precedente causa per il pagamento, conclusasi con tale formula, gli precludesse di essere chiamato in garanzia per difetti. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la cessazione della materia del contendere non equivale a un accertamento sul merito della prestazione e non forma, quindi, un giudicato sostanziale.
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Decadenza definizione agevolata: le conseguenze del Fisco
Un contribuente aderisce a una definizione agevolata, paga la prima rata ma omette le successive. I giudici di merito ritengono che il debito originario non possa risorgere. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che il mancato pagamento comporta la decadenza dalla definizione agevolata. Questo fa venir meno il beneficio e consente all'Amministrazione Finanziaria di riscuotere l'intero debito originario. La Corte sottolinea che non si verifica alcuna novazione del debito, ma una semplice perdita del vantaggio fiscale per inadempimento del contribuente.
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Definizione agevolata: stop se non paghi le rate
Un contribuente aderisce a una definizione agevolata, ma paga solo la prima rata. La Corte di Cassazione stabilisce che il mancato versamento delle rate successive comporta la decadenza dal beneficio. L'Agenzia delle Entrate ha quindi il diritto di riscuotere l'intero debito originario, poiché l'accordo non costituisce una novazione dell'obbligazione tributaria.
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Decadenza diritto di superficie: contratto a rischio?
Un promissario acquirente ha citato in giudizio una società costruttrice, poi fallita, per ottenere il trasferimento di un immobile tramite sentenza costitutiva. La Corte d'Appello aveva accolto la sua richiesta. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione, evidenziando un errore cruciale: la Corte d'Appello non aveva considerato l'eccezione del fallimento relativa alla intervenuta decadenza del diritto di superficie, un evento che rendeva materialmente impossibile l'esecuzione del contratto. La causa è stata rinviata per un nuovo esame che tenga conto di questa circostanza fondamentale.
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Domande tardive nel sovraindebitamento: la Cassazione
Una banca ha presentato una domanda di ammissione al passivo oltre i termini in una procedura di sovraindebitamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le domande tardive sono inammissibili secondo la Legge 3/2012. La Corte ha chiarito che il termine fissato dal liquidatore è perentorio per garantire la celerità della procedura e che l'assenza di una norma per i ritardatari è una scelta legislativa deliberata, non una lacuna da colmare con l'analogia.
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Decadenza accertamento TARI: i termini per il Comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decadenza accertamento TARI per un Comune che aveva notificato un avviso per l'anno 2013 solo nel 2019. La Corte ha ribadito che il termine di cinque anni per la notifica scade il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento avrebbero dovuto essere effettuati. In questo caso, il termine era scaduto il 31 dicembre 2018, rendendo l'atto successivo nullo.
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Impugnativa licenziamento: requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che l'impugnativa licenziamento firmata dal solo avvocato è valida solo se supportata da una procura scritta anteriore. In assenza di tale prova, l'atto è inefficace e non interrompe i termini di decadenza. La Corte ha ritenuto inammissibile il motivo relativo a una seconda impugnativa per insufficiente prova di notifica.
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Rimborso credito IVA: senza limiti di tempo per il Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può contestare una richiesta di rimborso credito IVA anche dopo la scadenza dei termini ordinari di accertamento. In un caso riguardante una società in fallimento, i giudici di merito avevano accolto la richiesta di rimborso, ritenendo decaduto il potere di controllo del Fisco. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che il diritto di verificare la fondatezza di una richiesta di rimborso non è soggetto agli stessi termini di decadenza previsti per l'attività di accertamento, garantendo così al Fisco un potere di controllo senza limiti temporali su tali istanze.
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