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Decadenza — Anno 2025

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Iscrizione a ruolo: la cartella non basta come prova
Una società contesta una cartella di pagamento per omessi versamenti del 1996, eccependo la decadenza. La Cassazione chiarisce che per provare la tempestività dell'iscrizione a ruolo non è sufficiente la data indicata sulla cartella esattoriale, in quanto non è un atto pubblico fidefacente per i dati forniti dall'ente impositore. Il ricorso dell'Amministrazione finanziaria viene rigettato.
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Elenchi lavoratori agricoli: la pubblicazione online
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bracciante agricolo, confermando che la cancellazione dagli elenchi lavoratori agricoli si considera notificata con la pubblicazione sul sito dell'INPS. Tale modalità è sufficiente a far decorrere il termine di decadenza per l'impugnazione ed è stata ritenuta costituzionalmente legittima, bilanciando efficienza amministrativa e conoscibilità per il lavoratore.
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Vendita su campione: decadenza e aliud pro alio
La Corte di Cassazione chiarisce i confini tra vizio e 'aliud pro alio' in una vendita su campione. Un'impresa edile aveva contestato la fornitura di infissi non conformi al campione, ma lo aveva fatto oltre il termine di 8 giorni. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un bene dello stesso genere (infissi in legno) seppur difforme, non si configurava un 'aliud pro alio' ma un vizio soggetto al termine di decadenza. Di conseguenza, la denuncia tardiva ha fatto perdere all'acquirente il diritto di far valere la garanzia.
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Credito d’imposta occupazionale: comunicazione obbligo
Una società ha perso il diritto a un credito d'imposta occupazionale per non aver inviato la comunicazione annuale sul mantenimento dei livelli di impiego. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale adempimento è essenziale e la sua omissione comporta la decadenza dal beneficio, ribaltando la decisione di merito che riteneva illegittima tale previsione.
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Riserve appalti pubblici: quando iscriverle?
Una società di costruzioni ha perso il diritto a un compenso extra per ritardi causati da sottoservizi non previsti. La Corte di Cassazione ha confermato che le riserve appalti pubblici sono state presentate tardivamente. La sentenza sottolinea che la riserva va iscritta non appena si percepisce la potenziale dannosità del fatto, senza attendere la quantificazione del danno, pena la decadenza dal diritto.
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Conguaglio CIGS: quando il pagamento è tempestivo?
Una società aveva effettuato un conguaglio per recuperare le somme anticipate ai dipendenti a titolo di Cassa Integrazione (CIGS), ma l'ente previdenziale lo riteneva tardivo. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per evitare la decadenza, non è sufficiente una semplice richiesta, ma è necessario l'effettivo conguaglio CIGS, che si realizza con il pagamento della differenza contributiva. Tale pagamento deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo alla scadenza del semestre di decadenza. Nel caso specifico, la Corte ha ritenuto il conguaglio tempestivo, rigettando il ricorso dell'ente.
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Decadenza accertamento elusione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, in tema di decadenza accertamento elusione, ha chiarito che il termine per l'accertamento di un'operazione elusiva con effetti pluriennali decorre dall'anno in cui si manifesta il vantaggio fiscale e non dall'anno in cui l'atto è stato compiuto. Nel caso specifico, pur accogliendo in astratto questo principio a favore del Fisco, la Corte ha rigettato il ricorso perché la valutazione sulla non abusività della fusione contestata, operata dal giudice di merito, costituiva un insindacabile accertamento di fatto.
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Decadenza prestazione previdenziale: quando scade?
Un lavoratore ha citato in giudizio l'ente previdenziale per il ricalcolo della sua indennità di disoccupazione agricola. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'azione legale era stata avviata troppo tardi. Il diritto di richiedere il ricalcolo di una prestazione è soggetto a un termine di un anno, che decorre dal momento del riconoscimento parziale da parte dell'ente, anche se non viene effettuato alcun pagamento a causa di una compensazione. Questo principio sancisce la decadenza prestazione previdenziale se non si agisce tempestivamente.
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Raddoppio termini IRAP: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento IRAP per il 2005, notificato nel 2012. L'Agenzia delle Entrate ha applicato il cosiddetto 'raddoppio dei termini' di accertamento, giustificandolo con la presenza di fatti penalmente rilevanti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il raddoppio termini IRAP non è applicabile. La motivazione risiede nel fatto che per l'IRAP non sono previste sanzioni penali specifiche, rendendo illegittimo l'avviso di accertamento perché notificato oltre i termini ordinari di decadenza.
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Conguaglio contributi: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per il conguaglio contributi relativi a integrazioni salariali anticipate dal datore di lavoro, il termine di decadenza semestrale è rispettato con il solo atto contabile del pagamento. La successiva e tardiva trasmissione del flusso telematico (UNIEMENS) non fa perdere il diritto al rimborso, in quanto rappresenta un adempimento separato, finalizzato al controllo da parte dell'Ente Previdenziale e non al perfezionamento del conguaglio stesso.
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Decadenza conguaglio contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza conguaglio contributi previdenziali, prevista in sei mesi, non può essere interrotta da una semplice domanda di autorizzazione all'ente. Per salvare il diritto, l'azienda deve effettuare materialmente il conguaglio e il relativo pagamento entro il termine perentorio stabilito dalla legge, poiché non è richiesta alcuna autorizzazione preventiva. La sentenza ribalta la decisione di merito che aveva erroneamente considerato sufficiente la richiesta, tutelando la certezza dei termini legali.
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Conguaglio CIG: come evitare la decadenza semestrale
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i termini per il conguaglio CIG. L'Ente Previdenziale aveva negato a un'azienda il diritto di recuperare le somme anticipate per la cassa integrazione, a causa di irregolarità nei flussi telematici. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto non decade se l'operazione di conguaglio, intesa come compensazione automatica, viene effettuata tempestivamente, anche in presenza di errori nelle successive comunicazioni. La decadenza è impedita dal pagamento effettivo della differenza contributiva, non dalla perfezione formale delle denunce.
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Decadenza CIGS piloti: obbligo di comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un pilota percettore di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) decade dal diritto al sussidio se non comunica preventivamente all'ente previdenziale l'inizio di un'attività di addestramento presso un nuovo vettore aereo, qualora tale attività non sia finalizzata esclusivamente al mantenimento del brevetto di volo ma si inserisca in un contesto contrattuale di nuova occupazione. La sentenza sottolinea l'importanza di verificare la natura del rapporto sottostante per determinare l'obbligo di comunicazione e la conseguente decadenza CIGS piloti.
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Comunicazione preventiva CIGS: obbligo per i piloti
Un pilota in Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) avvia un periodo di addestramento presso una nuova compagnia aerea senza informare preventivamente l'ente previdenziale. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, stabilisce che la mancata comunicazione preventiva CIGS comporta la perdita del beneficio. L'addestramento, se parte di un nuovo contratto di lavoro, non può essere considerato un 'periodo neutro' finalizzato solo al mantenimento del brevetto, e pertanto doveva essere comunicato prima del suo inizio.
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Decadenza ricorso agricolo: la notifica telematica
La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello di una lavoratrice agricola, confermando che il termine di 120 giorni per impugnare il disconoscimento delle giornate lavorative decorre dalla pubblicazione telematica del provvedimento sul sito dell'ente previdenziale. La Corte ha stabilito che questa modalità di notifica è valida anche per i periodi lavorativi antecedenti l'introduzione della norma, sancendo la decadenza del ricorso agricolo presentato oltre i termini.
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Decadenza vizi appalto: quando scatta il termine?
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che rigettava la richiesta di risarcimento di una committente per vizi nell'opera di ristrutturazione. La sentenza ribadisce la fondamentale importanza del rispetto del termine di decadenza vizi appalto di 60 giorni per la denuncia dei difetti palesi, che decorre dalla data di effettiva ultimazione dei lavori. Viene inoltre chiarito che la fornitura di materiali di valore inferiore a quelli pattuiti non rientra nella garanzia per vizi, ma costituisce inesatto adempimento, soggetto alle regole ordinarie.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Una società, a seguito di una fusione, ha impugnato la notifica di una cartella esattoriale, lamentando vizi procedurali e l'incompetenza territoriale dell'agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che specifici motivi di nullità non possono essere sollevati per la prima volta in appello se inizialmente si è contestata solo genericamente la mancata notifica. Ha inoltre confermato che l'agente della riscossione del territorio del debitore originario può legittimamente notificare la cartella alla società incorporante, poiché la delega ad altro agente è una facoltà, non un obbligo.
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Procedimento disciplinare: quando si considera concluso?
Una dipendente pubblica ha ricevuto una sanzione disciplinare. Ha presentato ricorso sostenendo che il procedimento disciplinare fosse stato concluso oltre il termine di 120 giorni, a causa di un'approvazione amministrativa tardiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il procedimento si conclude con l'adozione della sanzione stessa, non con i successivi passaggi burocratici.
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Raddoppio termini accertamento: no se l’evasione è lieve
Una contribuente riceve un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2003 notificato nel 2013, oltre i termini ordinari. L'Agenzia delle Entrate giustificava il ritardo con il raddoppio termini accertamento, presupponendo un reato tributario. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, chiarendo che il raddoppio è illegittimo se l'importo contestato dall'Agenzia stessa è inferiore alla soglia di punibilità penale prevista dalla legge. Di conseguenza, l'accertamento era tardivo e nullo.
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Deroga art. 1957 c.c.: i limiti del giudice di rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, annulla per la seconda volta una decisione della Corte d'Appello, ribadendo i rigidi limiti imposti al giudice di rinvio. Il caso riguarda una fideiussione e la presunta deroga all'art. 1957 c.c., che libera il garante se il creditore non agisce entro sei mesi. La Suprema Corte stabilisce che il giudice di rinvio non può cercare nuove clausole contrattuali per giustificare una deroga già esclusa in un precedente giudizio di cassazione, ma deve attenersi strettamente al principio di diritto enunciato e ai fatti già accertati.
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