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Decadenza — Anno 2025

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Decadenza sanzioni amministrative: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza della potestà sanzionatoria di un ente previdenziale per mancato versamento di ritenute. La sentenza stabilisce che, in caso di depenalizzazione di un reato, il termine di 90 giorni per notificare la sanzione amministrativa decorre dalla data di entrata in vigore della nuova legge, anche in assenza di trasmissione degli atti da parte dell'autorità giudiziaria. L'ente non ha agito tempestivamente, quindi la sanzione è stata annullata per intervenuta decadenza delle sanzioni amministrative.
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Decadenza sanzioni amministrative: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando che il termine di 90 giorni per la notifica di una sanzione amministrativa, previsto dalla L. 689/1981, si applica anche agli illeciti depenalizzati dal D.Lgs. 8/2016. La sentenza stabilisce che tale termine è perentorio e la sua inosservanza comporta la decadenza del potere sanzionatorio. La decisione si fonda sulla necessità di garantire la certezza del diritto e il diritto di difesa del cittadino, ponendo a carico dell'amministrazione l'onere di provare il rispetto della tempistica.
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Agevolazioni prima casa: onere della prova inidoneità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che si era visto revocare le agevolazioni "prima casa". La Corte ha stabilito che l'onere della prova riguardo l'inidoneità abitativa dell'immobile già posseduto grava interamente sul contribuente, il quale non aveva fornito prove sufficienti. La valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Agevolazioni prima casa e Covid: stop alla decadenza
Un contribuente ha perso le agevolazioni prima casa per non aver trasferito la residenza entro 18 mesi. Ha impugnato l'avviso di liquidazione sostenendo che fosse tardivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la normativa emergenziale Covid-19 ha sospeso e prorogato i termini di decadenza per l'azione dell'Agenzia delle Entrate, rendendo l'avviso tempestivo. Altri motivi procedurali e di calcolo sono stati respinti.
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Agevolazioni prima casa: unione immobili e decadenza
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni prima casa a un contribuente che non ha dimostrato l'effettiva fusione di due unità immobiliari acquistate entro il termine di tre anni. La sentenza chiarisce che la prova dell'unione deve essere concreta e non bastano le sole autorizzazioni amministrative. Viene inoltre precisato che il termine per l'accertamento fiscale decorre dalla scadenza del triennio concesso per i lavori.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, secondo la disciplina transitoria della L. 208/2015, per il raddoppio dei termini di accertamento è sufficiente che la denuncia penale sia stata presentata prima della scadenza ordinaria. Il giudice tributario non può sindacare l'eventuale uso strumentale della denuncia da parte dell'Amministrazione Finanziaria. Il caso riguardava un avviso di accertamento per il 2009 notificato nel 2016, basato su una denuncia penale inviata l'ultimo giorno utile del 2014.
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Decadenza notifica cartella: la Cassazione chiarisce
Una società impugnava una cartella di pagamento per debiti fiscali, sostenendo che la notifica fosse avvenuta oltre i termini di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla decadenza notifica cartella: ai fini del rispetto del termine perentorio, ciò che rileva è la data in cui l'atto viene notificato al contribuente, non il momento, precedente e interno all'amministrazione, della semplice iscrizione a ruolo del debito. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Esenzione IMU beni merce: dichiarazione obbligatoria
Una società di costruzioni si è vista negare il diritto all'esenzione IMU beni merce per non aver presentato la prescritta dichiarazione. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato che l'adempimento dichiarativo è un requisito essenziale e la sua omissione comporta la decadenza dal beneficio, indipendentemente dalla natura effettiva degli immobili. La sentenza ribadisce che il termine per la dichiarazione è perentorio e non sanabile a posteriori.
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Decadenza accertamento tributario: la Cassazione decide
Una società contesta un avviso di rettifica IMU, eccependo la decadenza dell'accertamento tributario. La Cassazione rigetta il motivo sulla decadenza, ma accoglie quello sull'omesso esame dell'appello incidentale, cassando la sentenza e rinviando alla Corte di Giustizia Tributaria.
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Credito d’imposta: quando la dichiarazione è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito d'imposta è valido se dichiarato nell'anno in cui sorge, anche se non indicato nella dichiarazione dell'anno di utilizzo. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato un credito per ricerca e sviluppo utilizzato in compensazione da una società, ritenendolo inesistente per tale omissione. La Corte ha qualificato l'omissione come mera irregolarità formale, rigettando il ricorso dell'Agenzia e confermando che il presupposto per l'esistenza del credito è la sua dichiarazione nell'anno di formazione.
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Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è d’obbligo
Un Comune ha impugnato con successo una decisione che concedeva un'esenzione IMU a una società costruttrice per i suoi immobili invenduti. La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU beni merce è indispensabile presentare un'apposita dichiarazione. L'omissione di tale adempimento formale comporta la perdita (decadenza) del diritto all'agevolazione, anche se lo stato degli immobili è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti.
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Pensione spettacolo: la Cassazione sui limiti
Un lavoratore del settore dello spettacolo aveva ottenuto in appello la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del massimale pensionabile. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito due principi fondamentali: primo, si applica il termine di decadenza triennale alle azioni di riliquidazione anche per le pensioni liquidate prima del 2011, con decorrenza dall'entrata in vigore della legge; secondo, il massimale pensionabile giornaliero deve essere applicato anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione spettacolo. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
Un ex amministratore di un istituto di credito, sanzionato dall'autorità di vigilanza finanziaria per irregolarità nella vendita di obbligazioni subordinate, aveva ottenuto l'annullamento della multa in appello per tardività della contestazione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'autorità, ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che il termine per esercitare il potere sanzionatorio Consob non decorre dalla generica conoscenza di una crisi bancaria, ma dal momento in cui l'indagine specifica sulla violazione è completata. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per l'esercizio del potere sanzionatorio Consob. La mera conoscenza di un'ispezione di un'altra autorità non fa decorrere il termine di decadenza di 180 giorni. È necessario il completamento dell'istruttoria da parte della Commissione per l'accertamento dell'illecito. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato una sanzione per tardività, stabilendo principi chiave sulla distinzione tra constatazione e accertamento del fatto.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, chiarendo la decorrenza dei termini di decadenza. In un caso riguardante la sanzione a un consigliere di una banca, la Corte ha stabilito che il termine per la contestazione non decorre dalla mera conoscenza di una situazione critica, ma dal momento in cui l'autorità conclude la propria attività istruttoria e accerta pienamente i fatti. La sentenza di merito, che aveva annullato la sanzione per tardività, è stata cassata con rinvio.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva cancellato una sanzione a un ex direttore di banca. Il caso riguarda il potere sanzionatorio Consob e la decorrenza dei termini per la contestazione. La Suprema Corte ha stabilito che il termine non decorre dalla semplice conoscenza generica di un problema, ma dal momento in cui l'Autorità completa l'istruttoria necessaria a verificare la specifica violazione, distinguendo tra 'constatazione' e 'accertamento' del fatto.
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Potere sanzionatorio Consob: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, annullando una decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la decadenza dell'autorità di vigilanza per tardività. La Suprema Corte ha stabilito che il termine per la contestazione di una violazione non decorre dalla mera conoscenza di una situazione di crisi di un istituto di credito, ma dal momento in cui l'autorità completa l'attività istruttoria specifica, necessaria a verificare la sussistenza dell'infrazione. Viene così ribadita la differenza tra la semplice acquisizione di un fatto e il suo completo accertamento ai fini sanzionatori.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, chiarendo la decorrenza dei termini per la contestazione delle violazioni. Il caso riguarda una sanzione inflitta a un ex amministratore di un istituto di credito, annullata in appello per presunta tardività dell'azione di vigilanza. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che il termine per contestare un illecito non decorre dalla generica conoscenza di difficoltà della banca, ma dal momento in cui l'autorità completa l'attività istruttoria specifica sulla violazione contestata, distinguendo nettamente i diversi ambiti di vigilanza.
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Obbligo comunicazione cassa integrazione: il caso pilota
La Corte di Cassazione ha stabilito che un pilota in cassa integrazione che svolge un'attività di addestramento finalizzata a una futura assunzione, e non esclusivamente al mantenimento dei brevetti, è tenuto alla comunicazione preventiva all'ente previdenziale. In assenza di tale comunicazione, decade dal diritto all'integrazione salariale. La Corte ha chiarito che il cosiddetto "periodo neutro" si applica solo quando l'attività ha l'unica ed esclusiva finalità di conservare le abilitazioni professionali, annullando la decisione di merito che aveva escluso l'obbligo di comunicazione cassa integrazione.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8487/2025, ha riformato una decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo deve rispettare il massimale pensionabile giornaliero. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, affermando sia l'applicabilità del termine di decadenza triennale per le azioni di riliquidazione, sia la vigenza del tetto retributivo per la determinazione della cosiddetta 'quota B' della pensione. Questo ribalta le sentenze di merito che avevano dato ragione a un lavoratore, il quale chiedeva un ricalcolo basato sulla retribuzione effettiva e non su quella ridotta al limite di legge.
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