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Decadenza — Anno 2025

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Compenso custode: decadenza dopo 100 giorni
Una società, nominata custode giudiziario di bestiame in un procedimento penale, ha presentato la richiesta di liquidazione delle spese oltre il termine di 100 giorni dalla cessazione dell'incarico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che anche il custode giudiziario rientra nella categoria degli ausiliari del magistrato. Di conseguenza, il diritto al compenso custode è soggetto al termine di decadenza di 100 giorni previsto dall'art. 71 del D.P.R. 115/2002, senza distinzioni tra procedimenti civili o penali.
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Notifica nulla e decadenza: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tempestiva impugnazione da parte del contribuente sana la notifica nulla, in quanto dimostra che l'atto ha raggiunto il suo scopo. Questa sanatoria, unita al principio della scissione degli effetti della notifica, impedisce la decadenza del potere di accertamento dell'Amministrazione Finanziaria, se questa aveva avviato il procedimento notificatorio entro i termini di legge.
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Agevolazioni fiscali agricoltura: l’affitto a terzi
Una società agricola perde le agevolazioni fiscali sull'acquisto di un terreno perché lo concede in affitto, prima dei cinque anni, a un'altra società, seppur con la stessa compagine sociale. La Corte di Cassazione conferma la revoca del beneficio, sottolineando che le norme sulle agevolazioni fiscali agricoltura sono di stretta interpretazione e richiedono la coltivazione diretta da parte dell'acquirente, non essendo applicabile l'eccezione prevista per i parenti.
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Impugnazione tardiva: la notifica sana la prescrizione
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento per prescrizione. La Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la mancata contestazione di precedenti intimazioni rende l'impugnazione tardiva e cristallizza il debito, sanando anche l'eventuale prescrizione già maturata.
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Domanda tardiva liquidazione: è inammissibile?
Una società creditrice ha presentato una domanda di partecipazione alla procedura di liquidazione del patrimonio di un debitore oltre il termine fissato dal liquidatore. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta, stabilendo che la disciplina sul sovraindebitamento (L. 3/2012) non consente la presentazione di una domanda tardiva liquidazione, a differenza di quanto previsto in ambito fallimentare. Il termine, pur non essendo definito 'perentorio' dalla legge, ha una funzione preclusiva che comporta la decadenza dal diritto per il creditore ritardatario.
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Dichiarazione integrativa: termini notifica cartella
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11596/2025, ha stabilito che i termini di notifica di una cartella di pagamento, in seguito a una dichiarazione integrativa, si allungano solo per le imposte oggetto della modifica. Se l'Agenzia delle Entrate contesta un'imposta non variata nella dichiarazione integrativa, deve rispettare i termini di decadenza ordinari. Nel caso specifico, la cartella per l'IVA, non oggetto di integrazione, è stata annullata perché notificata tardivamente.
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Decadenza NASpI per socio amministratore: no al rischio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza NASpI non si applica al socio amministratore di una S.r.l. che omette di comunicare la propria carica all'ente previdenziale. La norma sulla decadenza, essendo di stretta interpretazione, riguarda solo lo svolgimento effettivo di un'attività di lavoro autonomo o d'impresa individuale, e non la mera titolarità di una carica sociale.
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Raddoppio termini accertamento: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11981/2025, ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento per capitali detenuti all'estero in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale si applica oggettivamente, a prescindere dall'uso da parte dell'Agenzia delle Entrate della presunzione legale specifica. Il caso riguardava un avviso di accertamento notificato agli eredi di un contribuente per redditi derivanti da somme depositate a San Marino. La Corte ha chiarito che la norma sul raddoppio termini accertamento è uno strumento procedurale volto a contrastare l'evasione fiscale legata ai paradisi fiscali, applicabile anche se l'Ufficio prova l'illecito tramite presunzioni semplici.
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Crediti inesistenti: quando scatta la decadenza?
Una società cooperativa si oppone a un atto di recupero per crediti d'imposta utilizzati negli anni 2002, 2003 e 2004, sostenendo la violazione del giudicato e la decadenza del potere impositivo. La Corte di Cassazione chiarisce che l'annullamento di un precedente atto per vizi formali non impedisce una nuova azione fiscale. Tuttavia, accoglie il motivo sulla decadenza, precisando che il termine esteso di otto anni si applica solo ai crediti inesistenti, la cui natura deve essere accertata in concreto, distinguendoli dai crediti non spettanti. La sentenza d'appello viene cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Termine perentorio Garante Privacy: Cassazione rinvia
Una casa editrice ha impugnato una sanzione dell'Autorità Garante per la Privacy, sostenendo che l'Autorità avesse superato il termine per decidere. La questione centrale riguarda la natura di questo termine: è un termine perentorio la cui violazione annulla la sanzione? Data la complessità e l'importanza della domanda, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Decadenza contratti a termine: la Cassazione chiarisce
Un lavoratore, dopo anni di contratti a termine reiterati, ha agito in giudizio per ottenere un risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità della domanda, chiarendo un punto fondamentale sulla decadenza dei contratti a termine: per contestare l'abuso derivante dalla successione di più contratti, è necessario impugnare l'ultimo rapporto di lavoro entro i brevi termini di decadenza previsti dalla legge. L'omessa impugnazione dell'ultimo contratto preclude la possibilità di far valere l'illegittimità dell'intera sequenza contrattuale.
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Credito al consumo: denuncia dei vizi e decadenza
Due consumatori hanno finanziato l'acquisto di un impianto fotovoltaico difettoso. Hanno smesso di pagare il prestito e hanno chiesto la risoluzione del contratto di credito al consumo collegato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il diritto di risolvere il finanziamento si perde se il consumatore non denuncia i difetti del prodotto al venditore entro il termine di due mesi previsto dal Codice del Consumo. Questo caso chiarisce la stretta connessione tra il contratto di vendita e il credito al consumo collegato.
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Rottamazione quater: sospensione del processo tributario
Un contribuente aderisce alla rottamazione quater per una cartella di pagamento impugnata. La Cassazione, di fronte al pagamento rateale in corso, sospende il giudizio in attesa della decisione delle Sezioni Unite sulla sorte dei processi pendenti in questi casi, evidenziando l'incertezza giuridica sulla definizione immediata o sospensione della causa.
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Competenza territoriale: quando si radica il processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la competenza territoriale del tribunale. La Corte ha ribadito che, in base al principio di 'perpetuatio iurisdictionis', la competenza territoriale stabilita all'inizio del processo non muta, anche se l'imputato viene poi assolto per il reato che l'aveva determinata. Inoltre, l'eccezione non era stata sollevata tempestivamente, causando la decadenza dal diritto di proporla.
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Comunicazione ENEA: no decadenza bonus energetici
A un contribuente sono state negate le detrazioni fiscali per lavori di efficientamento energetico a causa della gestione della comunicazione ENEA. La Corte di Cassazione ha stabilito che questo adempimento ha finalità meramente statistiche. Di conseguenza, l'omessa o tardiva trasmissione non comporta la perdita del beneficio fiscale, a condizione che tutti i requisiti sostanziali siano soddisfatti. L'appello dell'Amministrazione Finanziaria è stato respinto.
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Comunicazione ENEA: omissione non causa perdita bonus
Una società si è vista negare la detrazione IRES per lavori di riqualificazione energetica a causa della mancata comunicazione di fine lavori all'ENEA. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale omissione non comporta la perdita del beneficio fiscale. Secondo la Corte, la comunicazione ENEA ha finalità puramente statistiche e non costituisce un requisito sostanziale per l'accesso alla detrazione, la quale spetta se il contribuente possiede l'asseverazione tecnica e la certificazione energetica che provano l'effettiva esecuzione dei lavori.
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Comunicazione ENEA tardiva: si perde il bonus?
Una società si è vista negare la detrazione IRES per lavori di riqualificazione energetica a causa dell'invio della comunicazione ENEA oltre il termine di 90 giorni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12425/2025, ha stabilito che la comunicazione ENEA tardiva non comporta la perdita del beneficio fiscale. La Corte ha chiarito che, in assenza di un'espressa previsione di legge, il ritardo in questo adempimento, avente finalità statistiche, non può causare la decadenza dalla detrazione.
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Comunicazione ENEA: la Cassazione salva il bonus
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12426/2025, ha stabilito che l'omessa o tardiva comunicazione ENEA per lavori di riqualificazione energetica non comporta la perdita del diritto alla detrazione fiscale. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio a un contribuente, ritenendo l'invio della comunicazione un obbligo a pena di decadenza. La Suprema Corte ha invece chiarito che tale adempimento ha una finalità meramente statistica e di monitoraggio, non costituendo un requisito sostanziale per l'accesso al bonus. La detrazione è salva se il contribuente può provare di aver sostenuto le spese e di possedere le altre certificazioni tecniche richieste dalla legge.
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Comunicazione ENEA: omessa non toglie la detrazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa comunicazione all'ENEA della conclusione dei lavori di riqualificazione energetica non comporta la decadenza dal diritto alla detrazione fiscale. Secondo la Corte, tale adempimento ha una finalità meramente statistica e non costituisce un requisito sostanziale per l'accesso al beneficio, a condizione che il contribuente abbia documentato l'effettivo sostenimento delle spese e la conformità degli interventi.
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Detrazione riqualificazione energetica: ENEA e revoca
Una società si è vista negare la detrazione per riqualificazione energetica a causa della mancata comunicazione dei lavori all'ENEA. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale omissione non comporta la decadenza dal beneficio fiscale. Secondo la Corte, la comunicazione ha finalità puramente statistiche e di monitoraggio. La legge non prevede espressamente la perdita del bonus per questa mancanza, pertanto i requisiti sostanziali, come l'effettivo sostenimento delle spese e le certificazioni tecniche, sono sufficienti per ottenere la detrazione.
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