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Decadenza — Anno 2025

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Definizione agevolata: quando si perde il beneficio?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, stabilendo che il mancato pagamento delle rate successive alla prima in una definizione agevolata comporta la decadenza totale dal beneficio. La Corte ha chiarito che l'adesione a tale procedura è condizionata al puntuale rispetto del piano di rateazione. La motivazione iniziale del diniego, anche se generica, è stata ritenuta sufficiente a informare il contribuente della problematica relativa ai versamenti.
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Rimborso accise: la Cassazione chiarisce la decadenza
Una società energetica ha richiesto il rimborso accise versate in eccesso. L'Amministrazione Finanziaria ha eccepito la decadenza biennale, sostenendo che il termine decorresse da ogni periodo d'imposta. La Cassazione ha chiarito che, nel sistema del credito "revolving", il termine per il rimborso accise decorre dalla presentazione dell'ultima dichiarazione annuale, momento in cui il credito si cristallizza e non può più essere compensato.
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Rimborso tributi: prescrizione decennale, non breve
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21782/2025, chiarisce che il diritto del contribuente al rimborso di tributi versati e non dovuti si prescrive in dieci anni, non in cinque. La prescrizione decennale decorre dalla formazione del silenzio-rifiuto dell'ente locale sulla richiesta di restituzione. La prescrizione breve quinquennale si applica solo al credito dell'ente impositore, non all'azione di ripetizione dell'indebito del cittadino.
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Rimborso imposte: la decadenza non attende l’UE
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di 48 mesi per la richiesta di rimborso imposte decorre dalla data del versamento o della ritenuta, non da una successiva sentenza della Corte di Giustizia UE che dichiari illegittima la norma nazionale. La pronuncia sottolinea la prevalenza del principio di certezza del diritto e dei "rapporti esauriti" sulla retroattività delle sentenze europee, confermando che la decadenza è un limite invalicabile.
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Minimale contributivo: CCNL e contratti di prossimità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di servizi, confermando la legittimità di un avviso di addebito per contributi non versati. La Corte ha stabilito che il minimale contributivo deve essere calcolato sulla base del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) corrispondente all'attività effettivamente svolta dall'impresa, e non su un CCNL diverso, anche se applicato in azienda. Inoltre, ha chiarito che i cosiddetti "contratti di prossimità" non possono derogare in senso peggiorativo al minimale retributivo previsto dalla contrattazione nazionale ai fini previdenziali. Infine, è stato precisato che il termine di decadenza per l'azione di riscossione si riferisce alla data di emissione dell'avviso di addebito e non a quella della sua notifica al debitore.
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Rimborso accise: decadenza dal singolo pagamento
Una società energetica ha richiesto il rimborso delle accise sul gas naturale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di pagamento non dovuto sin dall'origine (indebito ab origine), il termine di decadenza biennale per la richiesta di rimborso accise decorre dalla data di ogni singolo versamento e non dalla presentazione della dichiarazione annuale dei consumi. La richiesta della società è stata quindi considerata tardiva per il periodo in contestazione.
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Procedimento disciplinare: quando inizia il termine?
Un dirigente pubblico è stato sanzionato per aver svolto un'attività extra-lavorativa non comunicata durante l'orario di servizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, chiarendo un punto fondamentale sul procedimento disciplinare pubblico impiego: il termine per la contestazione decorre dalla ricezione formale degli atti da parte dell'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) e non dalla conoscenza informale che possano averne i suoi singoli membri. La sentenza ribadisce l'impossibilità per la Cassazione di riesaminare i fatti del processo.
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Onere della prova raccomandata: a chi spetta?
Un lavoratore ha impugnato il licenziamento sostenendo che la raccomandata ricevuta non contenesse la lettera di recesso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio secondo cui l'onere della prova raccomandata spetta al destinatario. Questi deve dimostrare che la busta era vuota o conteneva un documento differente. Essendo tardiva l'impugnazione stragiudiziale, il ricorso è stato respinto.
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Denuncia vizi immobile: quando scatta il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20678/2025, chiarisce un punto cruciale sulla denuncia vizi immobile. Il termine di un anno per la denuncia dei gravi difetti di costruzione, previsto dall'art. 1669 c.c., decorre dal momento in cui il committente acquisisce una consapevolezza sufficientemente seria della gravità dei vizi e della loro possibile causa, anche senza una perizia tecnica formale. Nel caso di specie, i committenti avevano perso il diritto ad agire perché avevano atteso troppo tempo da quando un geometra di loro fiducia aveva constatato i difetti, rendendo tardiva la successiva azione legale.
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Notifica atti tributari: valida se fatta da agenzie
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento per la tassa sui rifiuti, contestando la validità della notifica eseguita da un'agenzia postale privata e la legittimità delle tariffe applicate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica di atti tributari da parte di operatori postali privati autorizzati è pienamente valida a partire dal 30 aprile 2011. Inoltre, ha ritenuto inammissibili le censure sulle tariffe a causa di un precedente giudicato formatosi sulla stessa questione tra le parti.
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NASpI e nuovo lavoro: conta la durata effettiva
Un lavoratore in NASpI accetta un contratto di 12 mesi ma viene licenziato dopo 5 mesi. L'ente previdenziale revoca il sussidio, ma la Corte di Cassazione interviene stabilendo un principio chiave: ai fini della compatibilità tra NASpI e nuovo lavoro, si deve considerare la durata effettiva del rapporto e non quella pattuita. Se il lavoro cessa prima dei sei mesi, la prestazione va solo sospesa e non revocata.
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Interruzione prescrizione vizi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'interruzione prescrizione vizi in una compravendita immobiliare è sufficiente un atto stragiudiziale, come una lettera di messa in mora. La sentenza ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che riteneva necessaria l'azione giudiziale. Il caso riguardava acquirenti di ville con difetti che avevano agito per la riduzione del prezzo. La Suprema Corte ha chiarito che la comunicazione formale della volontà di far valere la garanzia avvia un nuovo periodo di prescrizione di un anno, proteggendo i diritti dell'acquirente.
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Recupero indebito TFS: i termini per la P.A.
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per il recupero indebito TFS da parte dell'ente previdenziale. Se l'errore di calcolo deriva da dati errati forniti dall'amministrazione datrice di lavoro, il termine per la richiesta di restituzione non è di un anno, ma di 60 giorni decorrenti dalla ricezione della comunicazione di rettifica. La sentenza sottolinea la distinzione tra errori interni all'ente ed errori esterni, proteggendo l'azione di recupero quando l'ente non ha colpa.
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Notifica cartella pagamento: i termini per ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento per accise non versate. La Corte ha stabilito che l'eccezione di tardività del ricorso è rilevabile d'ufficio in appello, anche se il giudice di primo grado ha deciso nel merito, in assenza di un giudicato esplicito sulla questione. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo relativo a un presunto errore nella notifica della cartella di pagamento, in quanto sollevato per la prima volta in Cassazione e privo della necessaria specificità.
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Somministrazione abusiva: no decadenza per frode
Un lavoratore impiegato per 7 anni con oltre 300 contratti di somministrazione ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. I giudici di merito avevano respinto la domanda per la scadenza dei termini di impugnazione (decadenza). La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la decadenza sui singoli contratti non impedisce di valutare l'intera sequenza per accertare una possibile somministrazione abusiva e una frode alla legge, in conformità con la normativa europea.
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Termine dilatorio accertamento: avviso nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale perché emesso prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni previsto dallo Statuto del Contribuente. La Corte ha chiarito che l'imminente scadenza dei termini di accertamento non costituisce una valida "ragione di urgenza" per derogare a questa fondamentale garanzia difensiva. La violazione del termine dilatorio accertamento comporta la nullità dell'atto impositivo.
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Credito d’imposta: nuove regole retroattive?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito d'imposta per ricerca e sviluppo, sebbene maturato in base a una legge, può essere subordinato a nuovi adempimenti da una norma successiva. La Corte ha ritenuto legittima l'introduzione retroattiva di un obbligo di presentare un apposito formulario per prenotare l'accesso al beneficio, giustificando la modifica con l'esigenza di monitorare e garantire la copertura finanziaria dello Stato. Di conseguenza, l'omessa presentazione del formulario ha causato la decadenza dal diritto per l'impresa.
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Dichiarazione integrativa: sì alla modifica tardiva
Una società si è vista negare un'agevolazione fiscale ambientale perché richiesta tramite una dichiarazione integrativa successiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo due principi fondamentali. Primo, la dichiarazione dei redditi può sempre essere modificata per correggere errori, inclusi quelli derivanti da un'oggettiva incertezza normativa che ha indotto il contribuente a non richiedere inizialmente il beneficio. Secondo, il diritto all'agevolazione sorge al momento dell'effettuazione dell'investimento, non con la successiva richiesta, salvaguardando così i diritti del contribuente anche in caso di abrogazione della norma di favore.
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Agevolazioni fiscali ASD: decadenza per irregolarità
La Corte di Cassazione ha stabilito che le agevolazioni fiscali ASD decadono automaticamente in caso di irregolarità contabili, come la mancata tracciabilità dei pagamenti, a prescindere dalla loro gravità. La sentenza ha annullato la decisione di merito che aveva ridotto le imposte a un'associazione sportiva, affermando che il mancato rispetto delle norme comporta la perdita del regime speciale e ha confermato la responsabilità solidale del legale rappresentante per le sanzioni.
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Eccezione inadempimento: quando è tardiva? La Cassazione
Una società acquirente non pagava l'anticipo per un veicolo, versando solo la caparra. La venditrice non consegnava il mezzo e, citata in giudizio, sollevava tardivamente l'eccezione di inadempimento. La Cassazione chiarisce che tale difesa è un'eccezione in senso stretto, soggetta a precisi termini di decadenza. Avendo la venditrice proposto la difesa oltre i termini, la Corte ha cassato la sentenza d'appello che l'aveva erroneamente considerata una mera difesa proponibile in ogni momento.
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