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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per De Plano

Provvedimenti

Ricusazione giudice: quando non è incompatibilità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soggetti che chiedevano la ricusazione di un collegio giudicante. I ricorrenti sostenevano che i giudici, avendo già disposto un'estensione del sequestro dei beni, fossero prevenuti e quindi incompatibili a decidere sulla confisca definitiva. La Suprema Corte ha chiarito che il sequestro è una misura provvisoria e interinale, non un giudizio di merito anticipato. Pertanto, la partecipazione del giudice a tale decisione non ne compromette l'imparzialità per la successiva fase di confisca, rendendo infondata la richiesta di ricusazione del giudice.
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Procedura di estradizione: l’obbligo dell’udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che negava la revoca della custodia cautelare a un cittadino straniero. La decisione è stata presa senza un'udienza in camera di consiglio, violando la specifica procedura di estradizione che impone il contraddittorio tra le parti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione ordinanza: ricorso o opposizione?
La Corte di Cassazione chiarisce la corretta procedura per l'impugnazione di un'ordinanza emessa 'de plano' dal giudice dell'esecuzione. In un caso relativo alla restituzione di una somma sequestrata, la Corte ha stabilito che il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso giudice. L'impugnazione errata è stata quindi riqualificata, applicando il principio del 'favor impugnationis', e gli atti sono stati trasmessi al giudice competente per la decisione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mancato riconoscimento di un'attenuante nell'ambito di un concordato in appello. La Corte ha chiarito che gli elementi dell'accordo tra le parti, se la pena risultante è legale, non sono sindacabili dal giudice di legittimità, in quanto il patto processuale non può essere modificato unilateralmente dopo essere stato accettato.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12622/2025, chiarisce che il ricorso basato su questioni coperte da un accordo di patteggiamento in appello è inammissibile. L'adesione a tale accordo implica una rinuncia a contestare punti come la qualificazione giuridica del reato, precludendo il successivo giudizio di legittimità.
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Opposizione giudice esecuzione: la via corretta
La Corte di Cassazione ha chiarito la procedura corretta nelle materie di competenza del giudice dell'esecuzione. Contro un'ordinanza che rigetta un'istanza 'de plano' (senza udienza), il rimedio esperibile non è il ricorso per cassazione, bensì l'opposizione al giudice dell'esecuzione stesso. La Corte ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile tale opposizione, ripristinando il diritto della parte a un riesame nel merito in un'udienza formale.
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Giudizio di ottemperanza e diritti dei detenuti
Un detenuto, autorizzato ad acquistare 18 testate giornalistiche ma a cui ne veniva concessa solo una, ha richiesto l'esecuzione del provvedimento. Il Magistrato di sorveglianza ha respinto l'istanza senza udienza. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudizio di ottemperanza, volto a garantire i diritti dei detenuti, deve sempre svolgersi in contraddittorio tra le parti, non potendo essere deciso de plano.
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Opposizione a confisca: nullità senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che respingeva un'opposizione a confisca senza aver prima tenuto un'udienza. Il caso riguardava somme di denaro sequestrate a un individuo condannato per reati di droga. La Suprema Corte ha ribadito che, in fase di esecuzione penale, l'opposizione a confisca deve sempre essere decisa dopo aver garantito il contraddittorio tra le parti in un'apposita udienza. La decisione presa 'de plano', cioè basata solo sugli atti, costituisce una violazione del diritto di difesa e comporta la nullità assoluta del provvedimento.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione avverso un provvedimento di archiviazione. La decisione si fonda sul fatto che l'impugnazione è stata proposta personalmente dalla parte interessata e non, come richiesto dalla legge, da un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Accordo sulla pena in appello: limiti al ricorso
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello per un reato riqualificato, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena in appello preclude la possibilità di sollevare ulteriori questioni, comprese quelle rilevabili d'ufficio, poiché equivale a una rinuncia ai motivi di impugnazione.
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Ricorso inammissibile: avvocato non abilitato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché presentato da un difensore non iscritto all'albo speciale per il patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente, in affidamento in prova ai servizi sociali, aveva impugnato il diniego di un'autorizzazione a viaggiare per lavoro. La Corte, rilevando il vizio procedurale, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, senza entrare nel merito della questione.
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Ricorso straordinario inammissibile: le regole della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso straordinario inammissibile perché costituiva la mera ripetizione di un precedente ricorso già rigettato. L'ordinanza chiarisce che la reiterazione di un'istanza identica e la presentazione fuori termine sono cause di inammissibilità, che comportano la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione avverso una condanna per truffa, poiché proposto personalmente dall'imputato detenuto e non da un avvocato abilitato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità. La Corte ha inoltre rilevato che la sentenza era già divenuta irrevocabile a seguito di un precedente ricorso già rigettato.
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Ricorso inammissibile: avvocato non abilitato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto da un avvocato non abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. L'ordinanza chiarisce che la conversione di un appello erroneo in ricorso non può sanare il difetto di legittimazione del difensore, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza reiterativa: quando è ammissibile un riesame
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di inammissibilità emesso da un Tribunale di Sorveglianza, che aveva qualificato una richiesta di misure alternative come mera istanza reiterativa. La Corte ha chiarito che la presentazione di nuovi elementi, come la richiesta di una misura diversa (semilibertà) o nuove prove che chiariscono i rapporti personali del condannato, impedisce la declaratoria di inammissibilità senza udienza e impone una valutazione nel merito.
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Ricorso inammissibile: i limiti del concordato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di concordato in appello per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte chiarisce che, accettando il concordato, l'imputato rinuncia a contestare la propria responsabilità, rendendo impossibile sollevare tale questione in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Remissione di querela: annullamento senza rinvio
Due imputati, condannati in primo e secondo grado per furto pluriaggravato, hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, è intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dai ricorrenti. La Corte di Cassazione, preso atto di ciò, ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando il reato estinto. Gli imputati sono stati comunque condannati al pagamento delle spese processuali.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto, presentato per una presunta omessa notifica dell'avviso di udienza. La Corte chiarisce che, essendo il procedimento originario stato deciso 'de plano' a causa della tardività del ricorso iniziale, non era prevista alcuna udienza né avviso alle parti, escludendo così la sussistenza di un errore di fatto.
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Ricorso inammissibile avvocato non iscritto: il caso
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto da un avvocato non iscritto nell'apposito albo speciale. L'ordinanza chiarisce che la conversione dell'appello in ricorso non sana tale vizio di legittimazione, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il caso evidenzia l'importanza dei requisiti formali per l'accesso alla Suprema Corte.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che l'impugnazione è consentita solo per i motivi tassativamente indicati dall'art. 448, co. 2-bis, c.p.p. Un presunto vizio di motivazione non rientra tra questi, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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