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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso tardivo: inammissibilità e condanna spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla constatazione che l'impugnazione era un ricorso tardivo, essendo stata proposta oltre il termine perentorio stabilito dalla legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione e obbligo di difesa tecnica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla normativa che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile Cassazione: l’avvocato conta
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in quanto proposto da un difensore non iscritto all'apposito albo speciale. Questa decisione, presa de plano, evidenzia l'importanza dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità e comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza, poiché proposto personalmente dall'interessato e non tramite un avvocato abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. Tale vizio procedurale comporta non solo il rigetto dell'istanza, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. Il caso evidenzia l'importanza del patrocinio legale obbligatorio per il ricorso in Cassazione personale.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. L'ordinanza chiarisce che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientra la censura sulla motivazione in merito alla responsabilità penale. La decisione sottolinea la natura di accordo del patteggiamento, che limita fortemente le possibilità di impugnazione.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un privato cittadino avverso un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso per Cassazione personale sia sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché il motivo addotto - vizio di motivazione - non rientra tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La decisione ribadisce che il ricorso patteggiamento è consentito solo per questioni relative alla volontà, alla qualificazione giuridica, alla correlazione tra richiesta e sentenza o all'illegalità della pena.
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Ricorso personale inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un individuo contro la revoca della semilibertà. La decisione sottolinea una regola procedurale fondamentale: il ricorso in Cassazione in materia penale deve essere proposto esclusivamente da un avvocato. A causa di questo vizio, il ricorso personale inammissibile ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La decisione si fonda sul principio che, a seguito delle riforme, il ricorso in Cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: Avvocato sempre obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario presentato personalmente da due cittadini. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, che ogni Ricorso per Cassazione in materia penale sia sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Interesse ad impugnare: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto ricorre contro un'ordinanza di correzione di errore materiale che, di fatto, lo favoriva eliminando la sua condanna al pagamento delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse ad impugnare, poiché l'appellante non ha dimostrato quale concreto vantaggio avrebbe ottenuto dall'annullamento del provvedimento favorevole.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. La motivazione si basa sulla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, confermando l'impossibilità di un ricorso per cassazione personale.
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Ricorso in Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione personale poiché non sottoscritto da un avvocato abilitato, come imposto dalla riforma del 2017. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Impugnazione incompetenza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro un'ordinanza con cui un giudice si era dichiarato incompetente. Secondo la Corte, l'impugnazione dell'incompetenza non è il rimedio previsto dalla legge. La procedura corretta, nel caso in cui anche il secondo giudice si dichiari incompetente, è sollevare un conflitto di competenza. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali, introdotte nel 2017, che impongono la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La decisione ribadisce la regola procedurale introdotta nel 2017, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., come modificato dalla Legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, accettando l'accordo sulla pena, si rinuncia alla possibilità di contestarne la determinazione, salvo casi eccezionali di illegalità. L'impugnazione basata sulla presunta erronea applicazione dei criteri di commisurazione della pena è quindi preclusa.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che aveva applicato una pena concordata tra le parti. L'imputato, dopo aver raggiunto un accordo in appello sulla pena (il cosiddetto concordato in appello) e aver rinunciato agli altri motivi di impugnazione, aveva tentato di contestare proprio quella pena dinanzi alla Cassazione. La Corte ha stabilito che non si può impugnare un accordo liberamente sottoscritto, confermando l'inammissibilità del ricorso e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile se non firmato da avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non da un avvocato abilitato. La legge n.103/2017 impone la firma di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di tremila euro.
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