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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso inammissibile: accordo sulla pena in appello
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza di appello che aveva recepito un accordo sulla pena (ex art. 599-bis c.p.p.). L'impugnazione è stata respinta poiché verteva su punti oggetto di rinuncia e sul trattamento sanzionatorio concordato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha ribadito che, a seguito della legge n.103/2017, il ricorso per cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato abilitato, pena l'inammissibilità. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso inammissibile dopo concordato in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato che, dopo aver accettato una rideterminazione della pena in appello (c.d. concordato), ha tentato di contestare la propria responsabilità. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello, presupposto del concordato, preclude la possibilità di riproporli in Cassazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile Cassazione: serve l’avvocato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non da un avvocato iscritto all'albo speciale. La Corte sottolinea come la legge imponga, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore cassazionista. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sull'articolo 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato, a pena di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile cassazione: firma avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché presentato personalmente dal condannato e non sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. Tale vizio procedurale ha impedito l'esame nel merito della questione e ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando serve un avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato senza la sottoscrizione di un difensore abilitato. Questa violazione procedurale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro. La decisione sottolinea la necessità imprescindibile della difesa tecnica specializzata per adire la Suprema Corte.
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Inammissibilità ricorso cassazione: firma avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso cassazione presentato personalmente da un condannato. La motivazione risiede nella violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'invalidità dell'atto stesso.
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Prova nuova in revisione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5684/2025, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la revisione del processo per bancarotta fraudolenta sulla base di una lettera del coimputato. La Corte ha stabilito che tale dichiarazione, proveniente da una fonte già ritenuta inattendibile nel processo originario e priva di solidi riscontri esterni, non costituisce una prova nuova in revisione idonea a demolire il quadro probatorio che ha fondato la condanna definitiva.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Due imputati ricorrono in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento. Il primo lamenta una pena diversa da quella richiesta, il secondo una pena eccessiva. La Suprema Corte dichiara entrambi i ricorsi inammissibili. Si chiarisce che il primo motivo era infondato in fatto, mentre il secondo non è un vizio deducibile in sede di legittimità per un patteggiamento. La decisione sottolinea i rigidi limiti del ricorso patteggiamento, circoscritto a specifici vizi di legalità.
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Sospensione condanna civile: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile una richiesta di sospensione condanna civile, poiché presentata prima del deposito del ricorso. L'ordinanza sottolinea che, ai sensi dell'art. 612 c.p.p., la pendenza del ricorso è un presupposto essenziale per poter chiedere la sospensione dell'esecutività delle statuizioni civili, come il pagamento di una provvisionale.
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Errore materiale sentenza: quando è un errore di diritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5851/2025, interviene su un caso di rapina per definire i confini tra errore materiale e errore di diritto. Una Corte d'Appello aveva omesso di indicare la pena pecuniaria nel dispositivo letto in udienza, aggiungendola poi nella motivazione scritta, qualificando l'omissione come un errore materiale. La Cassazione ha annullato tale aggiunta, stabilendo che l'omissione di una pena prevista per legge non è un semplice errore materiale sentenza, bensì un errore di diritto non sanabile con la procedura di correzione, soprattutto se peggiora la posizione dell'imputato.
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Giudice dell’esecuzione: quando è nullo il de plano
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza con cui un giudice dell'esecuzione aveva dichiarato inammissibile, senza udienza (de plano), un'istanza per la nullità di notifiche. La Corte ha stabilito che la procedura de plano è illegittima se la richiesta non è manifestamente infondata, poiché tale valutazione richiede un'analisi di merito da svolgersi in contraddittorio tra le parti.
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Ricorso per cassazione: l’imputato non può firmarlo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si basa sulla normativa vigente, che richiede obbligatoriamente la rappresentanza tecnica di un difensore per proporre ricorso in sede di legittimità. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza di revisione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un'istanza di revisione per una condanna per omicidio. La Corte chiarisce che la revisione non può essere una semplice rilettura critica delle prove già valutate, ma richiede l'allegazione di prove nuove e decisive, capaci di minare la solidità del giudicato penale. In assenza di tali elementi, la richiesta è considerata meramente esplorativa e quindi inammissibile.
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Opposizione al giudice dell’esecuzione: la Cassazione
Un soggetto, dopo la revoca di un sequestro, ha contestato la trattenuta di somme per le spese di amministrazione giudiziaria. La Corte d'Appello ha respinto la sua istanza. La Corte di Cassazione, anziché decidere nel merito, ha riqualificato il ricorso come una opposizione al giudice dell'esecuzione, applicando il principio di conservazione degli atti e rinviando il caso allo stesso giudice per un nuovo esame.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello per ricorso tardivo. La sentenza spiega come calcolare i termini per l'impugnazione, chiarendo che il termine di 45 giorni decorre dalla scadenza del deposito delle motivazioni, portando alla condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Appello tardivo: errore materiale non riapre i termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini di legge. L'ordinanza sottolinea un principio fondamentale: la successiva correzione di un errore materiale nella sentenza impugnata non ha l'effetto di riaprire i termini per l'impugnazione. Il caso riguardava un appello tardivo proposto quasi tre mesi dopo la scadenza del termine perentorio, rendendo inevitabile la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso Cassazione inammissibile: serve un avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso in Cassazione inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non da un avvocato iscritto all'albo speciale. La Corte ha applicato la Legge 103/2017, che impone la firma di un difensore abilitato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Termini impugnazione: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini di impugnazione. L'ordinanza chiarisce che il termine di 45 giorni decorre dalla scadenza del periodo fissato per il deposito della sentenza e che la successiva correzione di un errore materiale non riapre i termini. La presenza dell'imputato in videoconferenza esclude inoltre l'applicazione di proroghe.
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