LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

De Plano

4124 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

De plano è una locuzione latina che significa "senza alcuna difficoltà" (in francese: tout court).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Sfoglia per anno

Provvedimenti

Ricorso Personale Inammissibile: La Cassazione Ferma il Condannato
Un condannato ha presentato un ricorso personale alla Corte di Cassazione contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso personale. La legge stabilisce che solo un avvocato iscritto all'albo speciale della Cassazione può firmare un ricorso di questo tipo. Il ricorso del condannato, essendo stato presentato personalmente, non rispettava questa regola fondamentale. Di conseguenza, la Corte ha respinto il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Accordo e sanzione: limiti al ricorso contro patteggiamento
Due imputati hanno concordato la pena per reati di cessione di stupefacenti mediante patteggiamento. Successivamente, la difesa ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando la mancanza di motivazione sull'eventuale proscioglimento immediato. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso contro patteggiamento. La legge limita tassativamente i casi di impugnazione delle sentenze concordate a vizi di volontà, difetto di correlazione, erronea qualificazione giuridica o illegalità della pena. Non rientrando in queste ipotesi, il ricorso è stato respinto con procedura rapida senza formalità. Gli imputati hanno subito la condanna alle spese e al versamento di quattromila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: l’avvocato non abilitato blocca l’ultimo grado
Un Imputato, condannato per estorsione e incendio, ha presentato un ricorso in Cassazione tramite il suo difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difensore non abilitato, poiché l'avvocato che lo ha sottoscritto non era iscritto all'albo speciale per il patrocinio in Cassazione. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di 3.000 euro alla cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea l'importanza della corretta abilitazione professionale per le impugnazioni di ultimo grado.
Continua »
Ricorso contro patteggiamento: limiti rigidi e sanzioni
L'Imputato ha concordato l'applicazione della pena mediante patteggiamento per reati in materia di stupefacenti. Successivamente, ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, contestando la mancata riqualificazione del fatto nella fattispecie di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile senza formalità. Il ricorso contro patteggiamento è infatti consentito solo in casi eccezionali e tassativi, come l'errore manifesto nella qualificazione giuridica. I giudici di legittimità hanno accertato la piena coerenza della qualificazione rispetto alle prove e al capo d'accusa. Di conseguenza, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese legali e di una sanzione di quattromila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: La Sottoscrizione del Difensore
Un Lavoratore ha presentato personalmente un ricorso contro una sentenza del Giudice dell'Udienza Preliminare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso penale inammissibile. Questo è avvenuto perché, secondo una modifica legislativa del 2017, i ricorsi in Cassazione in materia penale devono essere obbligatoriamente firmati da un avvocato iscritto all'albo speciale della Cassazione, e non possono essere presentati direttamente dalla parte. Il Lavoratore è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso contro il patteggiamento: stop ai ripensamenti
L'Imputato ha concordato l'applicazione della pena con il Giudice per le indagini preliminari in relazione a una contestazione in materia di sostanze stupefacenti. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso per cassazione lamentando l'errata attribuzione del reato contestato. La Corte di Cassazione ha rigettato l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che il ricorso contro il patteggiamento è consentito solo in presenza di un errore macroscopico ed evidente nella qualificazione del fatto rispetto all'imputazione. Poiché l'atto difensivo sollevava critiche generiche e astratte senza dimostrare uno sbaglio palese e immediato del giudice, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: no al ricorso per contestare la pena
L'Imputato, condannato per il reato di rapina, ha concordato la riduzione della sanzione nel giudizio di secondo grado tramite l'istituto del concordato in appello. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione contestando la responsabilità penale e la misura della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge vieta di impugnare in sede di legittimità i punti della decisione che sono stati oggetto di patteggiamento tra le parti. L'Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende per la colpa nella proposizione del ricorso.
Continua »
Ricusazione del Giudice: Richiesta Tardiva, Appello Respinto
Un imputato ha chiesto la **ricusazione del giudice** in un processo per lesioni personali. L'imputato riteneva che il giudice avesse già espresso un parere sul caso, dopo aver sospeso l'esame di alcuni testimoni e averli segnalati per possibile falsa testimonianza. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta di ricusazione inammissibile, perché presentata troppo tardi, non durante l'udienza in cui si era manifestato il presunto motivo di incompatibilità. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la richiesta di **ricusazione del giudice** deve essere formulata prima della fine dell'udienza in cui sorge il motivo, anche se il difensore non era presente o non aveva una procura specifica.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Legittimazione è Cruciale
Un cittadino ha presentato personalmente un ricorso contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'Inammissibilità ricorso penale perché il ricorrente non aveva la legittimazione legale per agire personalmente, come richiesto dalla legge. Di conseguenza, il ricorso non è stato esaminato nel merito e il cittadino è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso contro patteggiamento: l’accordo penale non si impugna
Un uomo concordava una pena con la procura per reati di resistenza, lesioni e spaccio di droga. Successivamente l'imputato proponeva un ricorso contro patteggiamento davanti alla Corte di Cassazione, lamentando la mancanza di motivazioni approfondite sulla propria responsabilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che nel patteggiamento il richiamo sintetico all'articolo 129 del codice di procedura penale basta a dimostrare il controllo del giudice. Non occorre un'analisi dettagliata delle prove quando i fatti appaiono chiari fin dall'imputazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione personale: scatta la multa
Un detenuto sottoposto al controllo della corrispondenza ha impugnato personalmente l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. L'uomo ha presentato un ricorso per cassazione personale senza l'assistenza di un difensore abilitato. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità immediata dell'atto. La legge vieta al condannato di rivolgersi direttamente ai giudici di legittimità senza un avvocato cassazionista. La Corte ha condannato il ricorrente alle spese e a una sanzione di tremila euro.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: Tentato Omicidio e Limiti della Cassazione
Un Lavoratore ha ricevuto una condanna per tentato omicidio della madre. Ha presentato ricorso contro la sentenza del GIP di Torino. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha stabilito che il difetto di motivazione lamentato non rientrava tra gli errori che la Cassazione può esaminare, come previsto dall'articolo 448, comma 2-bis, c.p.p. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro archiviazione: stop ai ricorsi
Un cittadino ha presentato un ricorso per cassazione contro archiviazione, impugnando l'ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari che aveva rigettato il suo reclamo contro la chiusura del caso. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. La legge penale non consente di impugnare in sede di legittimità l'ordinanza resa a seguito di reclamo. La Costituzione garantisce il diritto di difesa, ma non consente la proliferazione illimitata dei gradi di giudizio. Inoltre, le norme europee prevedono il doppio grado di giurisdizione soltanto per le sentenze di condanna. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: Quando l’Appello Non Supera il Primo Scoglio
Un cittadino ha presentato un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Il ricorso era inammissibile perché diretto contro un provvedimento non impugnabile con ricorso ordinario e basato su motivi già rinunciati o non previsti dalla legge. La decisione è avvenuta "de plano", cioè senza formalità. Il ricorrente dovrà pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Estradizione negata: ricorso tardivo blocca la richiesta per truffa
Un Cittadino Moldavo, condannato per truffa nel suo Paese, era oggetto di una richiesta di estradizione esecutiva. La Corte d'Appello di Venezia aveva negato l'estradizione, ritenendo il reato prescritto secondo la legge italiana. Il Procuratore Generale ha presentato ricorso contro questa decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso estradizione perché depositato oltre i termini di legge. Questo significa che il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito, confermando indirettamente la decisione precedente.
Continua »
Ricorso in Cassazione personale: la firma autonoma costa cara
Un detenuto ha presentato un ricorso in Cassazione personale per contestare la decisione del Magistrato di Sorveglianza su un reclamo disciplinare. La Suprema Corte ha dichiarato l'atto inammissibile. La riforma del 2017 ha infatti vietato la possibilità per il condannato di firmare e presentare autonomamente l'impugnazione nel terzo grado di giudizio. Il ricorso in Cassazione personale è ora vietato e richiede sempre la firma di un avvocato abilitato. I giudici hanno sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese del processo e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione patteggiamento e inammissibilità
L'Imputato ha presentato personalmente ricorso contro la sentenza con cui aveva concordato la pena davanti al Tribunale. Il ricorso per cassazione patteggiamento contestava la misura della sanzione liberamente pattuita tra le parti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge vieta all'imputato di proporre personalmente ricorsi di legittimità senza il patrocinio di un difensore abilitato. L'ordinamento limita le possibilità di impugnare le sentenze di patteggiamento esclusivamente a tassativi vizi di legalità della pena, del tutto assenti nel caso di specie. I giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Inammissibilità Ricorso Penale: L’Accordo Prevale sull’Appello
Un imputato, già condannato per reati legati agli stupefacenti, ha visto la sua pena ridotta in appello tramite un "concordato in appello", un accordo che prevedeva la rinuncia a specifici motivi di ricorso. Nonostante ciò, ha presentato un ricorso in Cassazione contestando la quantificazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso penale**, ribadendo che l'accordo precedentemente raggiunto impedisce di sollevare nuove contestazioni su punti già oggetto di rinuncia. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso in Cassazione contro il patteggiamento: i limiti legali
L'Imputato, accusato dei reati di rapina aggravata ed evasione, concorda con il pubblico ministero una pena di due anni e quattro mesi di reclusione oltre a ottocento euro di multa. Successivamente, tramite il proprio difensore, propone ricorso in Cassazione contestando la valutazione della responsabilità, la qualificazione del fatto e la congruità della sanzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il ricorso in Cassazione contro il patteggiamento è ammesso solo per casi tassativi, come l'errore manifesto o la pena illegale. Contestare la responsabilità o chiedere un riesame della pena concordata non è consentito. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione personale: la difesa autonoma è vietata
Un condannato ha presentato un ricorso per cassazione personale contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'atto poiché la riforma del 2017 vieta all'imputato o al condannato di agire in proprio davanti ai giudici di legittimità. L'impugnazione deve essere obbligatoriamente redatta e sottoscritta da un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »