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Ricusazione del Giudice: Richiesta Tardiva, Appello Respinto

Un imputato ha chiesto la **ricusazione del giudice** in un processo per lesioni personali. L’imputato riteneva che il giudice avesse già espresso un parere sul caso, dopo aver sospeso l’esame di alcuni testimoni e averli segnalati per possibile falsa testimonianza. La Corte d’Appello ha dichiarato la richiesta di ricusazione inammissibile, perché presentata troppo tardi, non durante l’udienza in cui si era manifestato il presunto motivo di incompatibilità. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la richiesta di **ricusazione del giudice** deve essere formulata prima della fine dell’udienza in cui sorge il motivo, anche se il difensore non era presente o non aveva una procura specifica.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 35285 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La Ricusazione del Giudice: Quando il Tempo è Cruciale

La ricusazione del giudice è uno strumento fondamentale per garantire l’imparzialità del processo. Permette a una parte di chiedere l’allontanamento di un giudice quando esistono motivi che ne compromettono la neutralità. Tuttavia, la legge stabilisce regole precise sui tempi e le modalità per presentare tale richiesta. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito l’importanza della tempestività, dichiarando inammissibile una richiesta di ricusazione presentata oltre i termini previsti.

Il Caso di Ricusazione del Giudice

Il caso riguardava un imputato coinvolto in un processo per lesioni personali. Durante un’udienza, il giudice aveva sospeso l’esame di due testimoni. Aveva anche segnalato questi testimoni alla Procura per possibile falsa testimonianza. Questo perché le loro dichiarazioni sembravano contraddire la versione della persona offesa e favorire l’imputato.

Il difensore dell’imputato ha ritenuto che il giudice avesse già formato un proprio convincimento sul caso. Questo sarebbe avvenuto prima della fine dell’istruttoria dibattimentale, cioè prima che tutte le prove fossero raccolte. Per questo motivo, l’imputato ha deciso di chiedere la ricusazione del giudice.

La Decisione della Corte d’Appello

L’imputato ha presentato l’istanza di ricusazione alla Corte d’Appello. Tuttavia, la Corte d’Appello ha dichiarato la richiesta inammissibile. La Corte ha ritenuto che la richiesta fosse stata presentata troppo tardi. Secondo la Corte, l’istanza doveva essere proposta “a verbale” durante l’udienza stessa in cui si era manifestato il presunto motivo di incompatibilità del giudice.

L’imputato ha contestato questa decisione. Ha sostenuto che l’atto che avrebbe causato l’incompatibilità del giudice non era ancora terminato. Questo perché l’esame dei testimoni non era ancora concluso. Inoltre, ha evidenziato che il suo difensore non era presente all’udienza e che lui stesso aveva appreso dei fatti solo in seguito, dopo aver letto il verbale.

Il Ricorso in Cassazione e la Questione della Tempestività della Ricusazione

L’imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Ha lamentato il mancato avviso della fissazione dell’udienza in camera di consiglio. Ha anche contestato l’interpretazione della Corte d’Appello sulla tempestività della richiesta di ricusazione del giudice. L’imputato sosteneva che il termine per la ricusazione non era scaduto, poiché l’attività istruttoria era ancora in corso.

La difesa ha argomentato che la causa di incompatibilità era “in fieri”, cioè ancora in atto. Ha anche sottolineato che il difensore presente all’udienza non aveva la procura necessaria per presentare l’istanza di ricusazione. L’imputato ha appreso i dettagli solo dopo aver avuto accesso al verbale stenotipico dell’udienza.

Le Motivazioni della Cassazione sulla Ricusazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondata la censura relativa al mancato avviso dell’udienza in camera di consiglio. La legge prevede che l’inammissibilità di una richiesta di ricusazione possa essere dichiarata “de plano”, cioè senza particolari formalità o avvisi, quando è palesemente infondata.

Sulla questione della tempestività della ricusazione del giudice, la Cassazione ha ribadito un principio consolidato. Se la causa di ricusazione sorge durante un’udienza, la richiesta deve essere proposta prima della fine di quella stessa udienza. L’udienza è intesa come una singola unità di lavoro. Non è rilevante che il difensore dell’imputato non fosse presente o non avesse una procura specifica per la ricusazione. La dichiarazione può essere formalizzata entro tre giorni, ma l’intenzione deve essere espressa in udienza.

Le Conclusioni della Suprema Corte

La Corte ha chiarito che l’atto che ha generato la presunta incompatibilità del giudice era la sospensione dell’esame dei testimoni e la loro segnalazione. Questo atto era già terminato al momento dell’udienza in questione. Pertanto, la richiesta di ricusazione del giudice, presentata oltre un mese dopo, era effettivamente tardiva. La Cassazione ha quindi confermato la decisione della Corte d’Appello. Il ricorso dell’imputato è stato dichiarato inammissibile. L’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 4.000,00 euro a favore della cassa delle ammende.

Cos’è la ricusazione del giudice?
La ricusazione è una richiesta formale per allontanare un giudice da un processo, quando si ritiene che la sua imparzialità sia compromessa da specifici motivi previsti dalla legge.

Quando si deve presentare una richiesta di ricusazione?
Se il motivo di ricusazione sorge durante un’udienza, la richiesta deve essere presentata prima della fine di quella stessa udienza. Se il motivo è noto prima dell’udienza, va presentata tempestivamente in cancelleria.

Cosa succede se la richiesta di ricusazione è tardiva?
Una richiesta di ricusazione presentata oltre i termini previsti dalla legge viene dichiarata inammissibile, il che significa che non verrà esaminata nel merito e il giudice continuerà a trattare il caso.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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