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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso per cassazione: avvocato obbligatorio
Un individuo presenta personalmente un appello alla Corte di Cassazione contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Suprema Corte dichiara il ricorso per cassazione inammissibile, ribadendo che, a seguito della legge 103/2017, solo un avvocato cassazionista può firmare l'atto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla riforma legislativa del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. A causa dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si basa sulla legge n. 103/2017, che richiede tassativamente la firma di un avvocato cassazionista, pena l'inammissibilità dell'atto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un condannato ha presentato un ricorso per cassazione personale contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che, a seguito della L. 103/2017, tale ricorso deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha escluso la facoltà dell'imputato di proporre personalmente ricorso per cassazione, rendendo obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un imputato, il cui reato di appropriazione indebita era stato dichiarato prescritto in appello, ha presentato un ricorso personale alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso per cassazione personale in ambito penale è vietato. La legge richiede l'assistenza obbligatoria di un avvocato abilitato per garantire l'elevato tecnicismo necessario in questa fase del giudizio. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Revisione penale e contrasto di giudicati
Un soggetto, condannato in via definitiva per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico con rito abbreviato, ha chiesto la revisione penale della sua sentenza. La richiesta si basava sul fatto che i suoi coimputati, giudicati con rito ordinario, erano stati successivamente assolti per lo stesso reato con la formula "perché il fatto non sussiste". La Corte d'Appello aveva dichiarato la richiesta inammissibile. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la palese inconciliabilità tra i due giudicati e la presenza di nuove prove richiedevano un esame approfondito nel merito attraverso un'udienza in contraddittorio, e non un rigetto sommario in fase di ammissibilità.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza del Tribunale di Messina. La decisione si fonda sulla tardività della presentazione dell'appello: l'avviso di deposito era stato notificato l'11 aprile, mentre il ricorso è stato depositato il 26 aprile, oltre il termine perentorio previsto dalla legge. Questo caso evidenzia l'importanza del rispetto dei termini processuali.
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Provvedimento abnorme: no al ricorso se l’errore sana
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'ordinanza di un GUP che aveva annullato una richiesta di rinvio a giudizio. Sebbene l'ordinanza fosse errata e resa 'de plano' (senza udienza), la Corte ha stabilito che non si trattava di un provvedimento abnorme, in quanto non creava una stasi processuale irrimediabile. Il PM, infatti, non era vincolato dalle indicazioni errate del giudice e poteva procedere a sanare il vizio secondo le corrette modalità procedurali.
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Ricorso 599-bis: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza d'appello basata su un accordo tra le parti ex art. 599-bis c.p.p. La contestazione sulla motivazione del trattamento sanzionatorio non è un motivo valido di impugnazione quando la pena è stata concordata e non ne viene lamentata l'illegalità.
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