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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso patteggiamento inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. I motivi dell'appello, basati sulla mancata motivazione per un proscioglimento, non rientrano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso patteggiamento inammissibile, poiché i motivi, relativi alla quantificazione della pena e alle attenuanti generiche, non rientravano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione è limitata a specifici vizi di legalità, escludendo censure sulla congruità della sanzione concordata tra le parti.
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Impugnazione patteggiamento: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato di droga. La decisione si fonda sui limiti stringenti posti all'impugnazione patteggiamento dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che non includono la dedotta omessa motivazione su eventuali cause di proscioglimento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una multa.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un imputato. La decisione si fonda sulla modifica normativa introdotta dalla legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Impugnazione ordinanza dibattimentale: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'impugnazione di un'ordinanza dibattimentale che aveva disposto lo stralcio di trascrizioni di conversazioni. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato poiché proposto fuori dai casi tassativamente previsti dalla legge, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il motivo del ricorso inammissibile patteggiamento risiede nel fatto che le ragioni addotte non rientravano tra quelle tassativamente previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha chiarito che la lamentela generica sul mancato proscioglimento non è un motivo valido per impugnare una sentenza di applicazione della pena, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione e patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. La Corte ha chiarito che il ricorso in Cassazione per erronea qualificazione giuridica del fatto è ammesso solo se la qualificazione è 'palesemente eccentrica' rispetto all'imputazione, non per mere contestazioni valutative. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento per tentato furto. La Corte chiarisce che l'omessa valutazione di un proscioglimento non rientra tra i motivi di ricorso tassativamente previsti dalla legge, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale, poiché presentato direttamente dall'interessato e non da un avvocato abilitato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017 (Riforma Orlando), che ha reso obbligatoria la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello per furto aggravato. La Corte ha ribadito che l'accordo sui motivi di appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative alla responsabilità penale, considerate rinunciate. La manifesta infondatezza del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di 'patteggiamento in appello'. La Corte ha ribadito che, una volta accettato l'accordo, l'imputato rinuncia ai motivi di appello originari. Di conseguenza, il giudice di secondo grado non è tenuto a motivare la mancata assoluzione ai sensi dell'art. 129 c.p.p., e il successivo ricorso in Cassazione può basarsi solo su vizi relativi alla formazione dell'accordo, non sui motivi a cui si è rinunciato.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna penale perché non sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione sottolinea come, a seguito delle riforme, il ricorso in Cassazione non possa essere proposto personalmente dalla parte, pena l'invalidità dell'atto e la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende per colpa evidente nel presentare un'impugnazione palesemente inammissibile.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato ricorre in Cassazione lamentando la mancata concessione di attenuanti generiche in un concordato in appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che i vizi sulla determinazione della pena, se non illegale, non sono motivi validi per impugnare una sentenza ex art. 599-bis c.p.p.
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Ricorso inammissibile: i termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della sua presentazione oltre i termini di legge. L'ordinanza sottolinea la perentorietà dei termini per impugnare una sentenza penale, anche considerando le possibili proroghe, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione è stata presa 'de plano' data l'evidenza della tardività.
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Riduzione pena: quando il ricorso è opposizione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una riduzione pena disposta 'de plano' dal giudice dell'esecuzione. Anziché decidere nel merito, la Corte ha riqualificato il ricorso per cassazione, presentato dalla difesa, come opposizione. La decisione chiarisce che contro un provvedimento di questo tipo, emesso senza udienza, il rimedio corretto è l'opposizione davanti allo stesso giudice, e non il ricorso diretto in Cassazione.
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Rescissione del giudicato: unico rimedio per assenza
Un soggetto, condannato in sua assenza e senza averne mai avuto conoscenza, ha tentato di far dichiarare nulla la sentenza tramite un incidente di esecuzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'unico strumento giuridico corretto in questi casi è la rescissione del giudicato. Sebbene il giudice di merito avesse commesso un errore procedurale, la Corte ha riqualificato l'atto e confermato l'infondatezza della richiesta originale, ribadendo i principi stabiliti dalla giurisprudenza di legittimità.
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Ricorso tardivo: inammissibile e con condanna spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso il rigetto di un'istanza di sostituzione della custodia cautelare. Il motivo è il deposito tardivo dell'atto, avvenuto oltre il termine perentorio di 10 giorni. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei termini processuali, la cui inosservanza preclude l'esame nel merito del ricorso tardivo.
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Correzione errore materiale: la nullità senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di correzione errore materiale con cui un giudice aveva eliminato la condanna di un responsabile civile al pagamento delle spese legali. La decisione è stata presa 'de plano', ovvero senza convocare le parti per un'udienza. La Suprema Corte ha ritenuto tale procedura affetta da nullità insanabile per violazione del principio del contraddittorio, in quanto le parti civili non hanno potuto esporre le proprie ragioni.
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Sequestro conservativo: inammissibile ricorso duplicato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un decreto che rigettava un incidente di esecuzione. Il ricorso era relativo a un sequestro conservativo su beni per 2,7 milioni di euro, richiesto da un'autorità estera. La Corte ha ritenuto l'appello una mera duplicazione di un precedente ricorso già esaminato e respinto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Mandato ad impugnare: obbligatorio per l’assente?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34657/2025, ha stabilito che il difensore d'ufficio di un imputato dichiarato assente deve sempre essere munito di uno specifico mandato ad impugnare per presentare appello. Questo obbligo sussiste anche quando l'impugnazione è volta a contestare la legittimità della stessa dichiarazione di assenza. La Corte ha rigettato il ricorso di un difensore, sottolineando che la normativa mira a garantire la partecipazione consapevole e volontaria dell'imputato al processo, evitando impugnazioni automatiche. La mancanza del mandato rende l'atto di appello inammissibile.
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