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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso inammissibile: limiti e condanna alle spese
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché non basato sulle specifiche ipotesi di violazione di legge. La Corte ha chiarito che l'impugnazione è limitata a motivi tassativamente indicati dalla norma. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Qualificazione giuridica GIP: il potere sull’archiviazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza del GIP che, respingendo la richiesta di archiviazione del PM, aveva ordinato di formulare l'imputazione per gli stessi fatti ma con una diversa qualificazione giuridica. La Corte ribadisce che la qualificazione giuridica del GIP rientra nei suoi poteri e l'atto non è abnorme né impugnabile.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione decide de plano
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento. L'ordinanza chiarisce che l'inammissibilità può essere dichiarata con procedura semplificata 'de plano', condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Correzione errore materiale: come si rimedia a un nome
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale riguardante l'inversione del nome e cognome di un ricorrente negli atti di un'udienza pubblica. Applicando la procedura semplificata prevista dall'art. 625-bis del codice di procedura penale, i giudici hanno ordinato alla cancelleria di rettificare l'errore per garantire l'esattezza formale degli atti giudiziari. Il caso evidenzia l'importanza del meccanismo di correzione errore materiale per sanare sviste che non incidono sulla sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: quando il nome è sbagliato
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente in una precedente sentenza e in un ruolo di camera di consiglio. Un nome proprio di un ricorrente era stato trascritto in modo errato. La Corte ha ordinato la rettifica ai sensi della procedura semplificata 'de plano', evidenziando l'importanza cruciale dell'esatta identificazione delle parti all'interno del processo penale per garantire la certezza del diritto.
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Ricorso per cassazione: avvocato non abilitato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché l'atto era stato sottoscritto da un difensore non iscritto all'apposito albo speciale. La Corte ha sottolineato che tale requisito è indispensabile per la validità dell'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione evidenzia la rigidità delle norme procedurali per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile: perché serve un avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché presentato personalmente dall'interessato anziché da un avvocato iscritto all'albo speciale. La decisione sottolinea un requisito formale inderogabile della procedura penale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: firma dell’avvocato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'interessato anziché da un difensore abilitato. L'ordinanza sottolinea la necessità della sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale per gli atti in Cassazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha stabilito che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia a contestare la mancata valutazione di cause di proscioglimento, salvo casi eccezionali come l'applicazione di una pena illegale, non riscontrati nel caso di specie.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, ma la legge (art. 448, co. 2-bis c.p.p.) preclude questo specifico motivo di appello. Di conseguenza, il ricorso patteggiamento inammissibile ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i ristretti limiti di impugnazione delle sentenze emesse a seguito di concordato in appello. Il ricorso proposto da un imputato per contestare l'entità dell'aumento di pena è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile contestarne la misura, salvo l'ipotesi di palese illegalità della sanzione stessa.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sul principio che l'appello è consentito solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientrava la censura sollevata dal ricorrente. Quest'ultimo è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in appello: limiti al proscioglimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver optato per il patteggiamento in appello, lamentava la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento. La Suprema Corte chiarisce che la rinuncia ai motivi di impugnazione limita la cognizione del giudice, esonerandolo dal dovere di motivare sul mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione ribadisce che i motivi di impugnazione sono tassativi e limitati a vizi palesi, come un errore manifesto nella qualificazione giuridica, escludendo riesami nel merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti per l’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, chiarendo che l'impugnazione per errata qualificazione giuridica è valida solo in caso di errore manifesto ed evidente. Il provvedimento conferma la consolidata giurisprudenza sui rigidi limiti per contestare una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo i limiti tassativi per l'impugnazione. Il vizio di motivazione non rientra tra i motivi consentiti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., portando a una decisione 'de plano' e alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: accordo ex art. 599-bis
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla corretta applicazione dell'art. 599-bis c.p.p., che regola l'accordo tra le parti in appello. La Corte suprema sottolinea il dovere del giudice di merito di verificare la congruità e legalità di tale accordo prima di applicarlo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza del Tribunale. La decisione, presa con procedura de plano, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro. Il caso evidenzia le severe conseguenze derivanti dalla presentazione di un ricorso non conforme ai requisiti di legge, sottolineando l'importanza del rispetto delle norme procedurali nell'ambito dell'inammissibilità ricorso Cassazione.
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Ricorso Cassazione inammissibile: serve un avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso cassazione inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non da un avvocato abilitato, come richiesto dalla legge n. 103/2017. La decisione conferma che, dopo la riforma, è obbligatoria la sottoscrizione di un difensore specializzato, pena la condanna alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori, escludendo la possibilità per l'imputato o il condannato di agire personalmente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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