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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per De Plano

Provvedimenti

Ricorso personale Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 788/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso personale in Cassazione presentato direttamente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Giudice dell’esecuzione: poteri su nuova attenuante
Una persona condannata per rapina, la cui pena era ancora in esecuzione, ha richiesto l'applicazione della nuova attenuante della lieve entità del fatto, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta senza udienza ('de plano'), ritenendo preclusa ogni valutazione di merito dopo la condanna definitiva. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di valutare la richiesta nel merito, ma solo dopo aver garantito il contraddittorio tra le parti tramite un'udienza. La decisione 'de plano' è illegittima perché la valutazione sulla lieve entità del fatto non è una mera verifica di legge, ma un'analisi discrezionale che richiede un approfondimento.
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Sanzioni sostitutive: no recupero in fase esecutiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di ammissione alle sanzioni sostitutive non può essere presentata al giudice dell'esecuzione dopo che la sentenza di condanna è diventata definitiva. L'eventuale omissione del giudice di primo grado doveva essere contestata durante l'appello. La Corte ha ritenuto legittimo il provvedimento 'de plano' del giudice dell'esecuzione che ha dichiarato l'istanza inammissibile per manifesta infondatezza, confermando che la sede naturale per tali doglianze è il processo di cognizione e non la fase esecutiva.
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione conferma
Un appello è stato dichiarato inammissibile a causa di una difettosa elezione di domicilio appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che una dichiarazione generica è inidonea. La Corte ha applicato i principi delle Sezioni Unite sull'art. 581, co. 1-ter c.p.p., specificando che la norma, seppur abrogata, si applica agli atti depositati prima della sua abrogazione e che un richiamo a una precedente elezione di domicilio deve essere espresso e specifico per essere valido.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per violazione delle misure di prevenzione. L'appello è stato respinto perché basato su motivi generici, giuridicamente infondati e su punti per i quali era già intervenuta una rinuncia all'impugnazione. La decisione sottolinea come un ricorso inammissibile comporti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione difensore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione ribadisce un principio fondamentale: il ricorso per cassazione, a pena di inammissibilità, deve essere sempre sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale. La mancanza di un ricorso cassazione difensore specializzato ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sul principio che tali ricorsi devono essere obbligatoriamente sottoscritti da un difensore abilitato, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Impugnazione patteggiamento rigettato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che un'ordinanza che rigetta una richiesta di patteggiamento non è immediatamente appellabile. Nel caso esaminato, un imputato per un grave reato ha visto la sua istanza respinta dal GIP. Il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile perché il rimedio corretto è l'appello contro la sentenza di primo grado, non contro il provvedimento interlocutorio. Questa decisione ribadisce il principio sulla non immediata impugnazione del patteggiamento rigettato.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 24 ottobre 2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un condannato contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, a pena di inammissibilità, che il ricorso per cassazione personale sia sempre sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione avvocato non abilitato: i rischi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché proposto da un legale non iscritto all'albo speciale per le giurisdizioni superiori. Il caso riguarda un ricorso per cassazione da avvocato non abilitato avverso una condanna a una pena pecuniaria per porto di oggetti atti ad offendere. La decisione ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sul principio che il ricorso per cassazione personale è escluso, in quanto la legge richiede tassativamente la sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità e condanna alle spese.
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Ricorso Cassazione difensore: l’appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per stupefacenti. La decisione si basa su un vizio procedurale: l'appello è stato sottoscritto personalmente dall'imputato e non, come richiesto dalla legge, da un avvocato abilitato. Questo caso sottolinea l'importanza del ricorso Cassazione difensore specializzato per accedere al giudizio di legittimità.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. La decisione ribadisce che, dopo la riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti dalla legge, escludendo critiche sulla determinazione della pena o sulla mancata valutazione di cause di proscioglimento.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo che l'impugnazione contro una sentenza di applicazione della pena su richiesta è limitata ai soli vizi di legge tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Il vizio di motivazione non rientra tra questi, comportando la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato minore. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono limitati a specifici vizi di legittimità, escludendo censure generiche sulla motivazione. Questo caso evidenzia come un ricorso patteggiamento inammissibile comporti la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Patteggiamento: limiti e motivi di appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono tassativi. La presunta omessa valutazione di cause di proscioglimento non rientra tra i vizi deducibili, confermando la natura quasi definitiva dell'accordo tra le parti. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione patteggiamento: i motivi ammessi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello contro una sentenza di patteggiamento. L'ordinanza chiarisce che il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente indicati dalla legge, tra cui non rientrano i generici vizi di motivazione. La decisione sottolinea il rigore introdotto dalla riforma del 2017 sui mezzi di impugnazione delle sentenze di applicazione della pena su richiesta.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si raddoppia?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato da due dirigenti comunali condannati per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale. Gli imputati sostenevano l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha chiarito che per la prescrizione dell'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale, i termini sono raddoppiati. La Corte ha quindi confermato che il reato non era prescritto, respingendo l'istanza per errore di diritto e non di fatto.
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Patteggiamento in appello: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava l'eccessività della pena concordata in sede di 'patteggiamento in appello'. La Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui l'accordo sulla pena, una volta recepito dal giudice, non può essere unilateralmente modificato, a meno che non si configuri un'ipotesi di pena illegale, assente nel caso di specie. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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