LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

De Plano — Anno 2025

Pagina 23 di 31

610 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per De Plano

Provvedimenti

Concordato in appello: effetti della rinuncia ai motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena rinunciando ai motivi sulla responsabilità, ha impugnato la decisione per carenza di motivazione. La rinuncia ai motivi crea un effetto preclusivo, rendendo definitiva la statuizione sulla responsabilità.
Continua »
Correzione errore materiale: no senza contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di correzione errore materiale che aggiungeva la revoca della patente a una sentenza di patteggiamento per omicidio stradale. La Corte ha stabilito che, data la discrezionalità del giudice tra revoca e sospensione della patente (introdotta dalla Corte Costituzionale n. 88/2019), la decisione non poteva essere presa 'de plano' ma richiedeva un'udienza nel rispetto del contraddittorio. L'omissione di tale udienza ha causato la nullità del provvedimento.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena sulla base di un "concordato in appello". Il ricorso lamentava la mancata concessione di attenuanti generiche, un motivo che non rientra tra quelli ammessi per impugnare questo tipo di sentenze. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile contestarlo se non per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o per illegalità della sanzione stessa, confermando la natura vincolante del patto processuale.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento basato su una presunta carenza di motivazione della sentenza. La decisione ribadisce che i motivi per impugnare un patteggiamento sono tassativamente elencati dalla legge e la generica doglianza sulla motivazione non rientra tra questi. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Nullità assoluta per procedura de plano: Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza emessa da un Giudice dell'esecuzione che aveva respinto un'istanza senza fissare un'udienza. La Corte ha stabilito che l'utilizzo della procedura de plano al di fuori dei casi specificamente previsti dalla legge costituisce una nullità assoluta e insanabile, in quanto viola il diritto di difesa e il principio del contraddittorio, impedendo la necessaria partecipazione del difensore.
Continua »
Opposizione giudice esecuzione: la via corretta
Un soggetto ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di confisca emessa dal Giudice dell'esecuzione. La Suprema Corte, tuttavia, rileva un errore procedurale: il rimedio corretto non è il ricorso, ma l'opposizione al giudice dell'esecuzione. L'ordinanza chiarisce che avverso i provvedimenti emessi 'de plano' (senza udienza) in materia di esecuzione, è necessario prima esperire l'opposizione per garantire il contraddittorio. Di conseguenza, il ricorso viene riqualificato e gli atti restituiti al giudice di prime cure.
Continua »
Carenza di Interesse: no a esame se misura concessa
La Corte di Cassazione ha stabilito che una richiesta di affidamento terapeutico deve essere archiviata per sopravvenuta carenza di interesse se, nelle more del procedimento, al richiedente è già stata concessa la medesima misura alternativa, sebbene con prescrizioni diverse. L'interesse a ottenere condizioni meno restrittive va perseguito tramite un'istanza di modifica della misura già in atto, non mantenendo in vita un ricorso ormai superato dai fatti.
Continua »
Ricorso straordinario inammissibile: quando è errore?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso straordinario inammissibile, chiarendo che non può essere utilizzato per una rivalutazione delle prove. Il caso riguardava una condanna per ricettazione di un motociclo. La Corte ha stabilito che l'appello mirava a una nuova analisi dei fatti, e non a correggere un errore materiale, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento con cui si contestava la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ribadito che i motivi di ricorso avverso una sentenza di patteggiamento sono limitati alla sola illegalità della pena e non possono riguardare aspetti relativi alla sua commisurazione, come il mancato riconoscimento di circostanze attenuanti non incluse nell'accordo tra le parti.
Continua »
Opposizione esecuzione penale: diritto al contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la trattazione di un'opposizione in materia di confisca. Il caso riguarda l'opposizione esecuzione penale avverso un provvedimento emesso, per errore, in contraddittorio anziché 'de plano'. La Corte ha stabilito che il diritto a un'udienza in contraddittorio nella fase di opposizione è inviolabile e non può essere negato a causa di un precedente errore procedurale, poiché ciò violerebbe il principio di una doppia valutazione nel merito e integrerebbe una nullità assoluta.
Continua »
Revisione penale: quando è manifestamente infondata?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7730/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso per revisione penale. Il caso riguardava un uomo condannato per guida con patente revocata, che aveva chiesto la revisione sulla base di sentenze di un altro tribunale relative a fatti diversi. La Corte ha stabilito che la richiesta era manifestamente infondata, poiché le nuove prove addotte erano irrilevanti rispetto alla condanna specifica, confermando così i rigidi criteri di ammissibilità per questo strumento straordinario di impugnazione.
Continua »
Qualificazione giuridica del fatto: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la qualificazione giuridica del fatto come rapina impropria anziché furto. La Corte ha chiarito che, in sede di ricorso avverso una sentenza di patteggiamento, l'erronea qualificazione giuridica del fatto è censurabile solo se l'errore è manifesto e non quando la diversa qualificazione presenti margini di opinabilità, come nel caso di specie.
Continua »
Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato, in violazione del codice di procedura penale. L'imputato, condannato in appello per furto e uso indebito di strumenti di pagamento, viene anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: avvocato non abilitato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato da un avvocato non autorizzato a patrocinare dinanzi alla Suprema Corte. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
Continua »
Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione poiché presentato oltre i termini di legge. L'ordinanza chiarisce che la proroga di 15 giorni per l'imputato assente non si applica se l'appello è celebrato con rito cartolare senza richiesta di comparizione, rendendo il ricorso tardivo e sanzionando il ricorrente con le spese e un'ammenda.
Continua »
Termine per impugnare: l’avviso errato non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato tardivamente. La decisione sottolinea che il termine per impugnare decorre dal deposito tempestivo della motivazione della sentenza, e un eventuale avviso di deposito erroneamente inviato dalla cancelleria non ha l'effetto di modificare o prorogare tale scadenza, che è fissata per legge.
Continua »
Accordo sulla pena: aspettative deluse e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la validità di un accordo sulla pena. L'imputato sosteneva che il suo consenso era viziato poiché confidava, erroneamente, nella revoca di una misura cautelare. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena riguarda unicamente la sanzione e che la delusione di una mera aspettativa, non essendo la violazione di un diritto, non invalida l'accordo stesso.
Continua »
Difensore non abilitato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché proposto da un difensore non abilitato a patrocinare presso le giurisdizioni superiori. L'ordinanza chiarisce che il principio di conservazione del mezzo di impugnazione non può sanare un difetto di legittimazione così grave, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricusazione giudice: quando è manifestamente infondata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputate contro l'ordinanza che aveva respinto la loro istanza di ricusazione del giudice. Secondo la Corte, le normali attività procedurali, come l'ammissione di prove, non costituiscono un'anticipazione di giudizio e non giustificano la ricusazione del giudice. La manifesta infondatezza dell'istanza iniziale legittima la decisione senza udienza ('de plano').
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché i motivi addotti, relativi all'eccessività della pena, non rientrano tra quelli tassativamente previsti dalla legge. La decisione ribadisce che il ricorso patteggiamento può essere proposto solo per vizi specifici, come l'errata qualificazione giuridica o l'illegalità della pena, e non per contestare nel merito l'accordo raggiunto tra le parti.
Continua »