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De Plano — Anno 2025

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610 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per De Plano

Provvedimenti

Prescrizione e contraddittorio: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'appello che aveva dichiarato la prescrizione di reati edilizi senza celebrare un'udienza. La Suprema Corte ha ribadito la violazione del principio del contraddittorio e ha corretto l'errata applicazione delle norme sulla prescrizione, specificando la disciplina applicabile e la natura permanente dei reati contestati. La decisione sottolinea che la prescrizione in appello non può essere dichiarata inaudita altera parte.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17649/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una rideterminazione della pena tramite 'patteggiamento in appello' (art. 599-bis c.p.p.), contestava la mancata motivazione su possibili cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di appello, limitando la cognizione del giudice e precludendo un successivo ricorso in Cassazione su tali punti.
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Ricorso inammissibile contro l’archiviazione: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato dalla persona offesa contro l'archiviazione di un procedimento per lesioni, minaccia e calunnia. Il ricorso è stato respinto perché contestava il merito dei fatti anziché vizi di legittimità e perché l'ordinanza di archiviazione non è impugnabile con questo mezzo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte di Appello. Il ricorrente lamentava una errata determinazione della pena, ma la Suprema Corte ha stabilito che la doglianza era manifestamente infondata, poiché la pena era stata applicata conformemente a quanto richiesto dalle parti. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 4.000 euro.
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Correzione errore materiale: Cassazione chiarisce
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del nome del Pubblico Ministero. La Corte, applicando l'articolo 130 del codice di procedura penale, ha ordinato alla cancelleria di rettificare il nominativo, specificando che si trattava di un mero refuso che non inficiava la validità della decisione.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’art. 610 c.p.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, applicando l'art. 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria poiché i motivi del loro appello non rientravano nei casi previsti dalla legge.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi addotti non rientrano nei casi previsti dalla legge. La decisione, presa de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso 599-bis c.p.p.: inammissibile se sulla pena
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza d'appello emessa a seguito di un accordo sulla pena ex art. 599-bis c.p.p. Il ricorso contestava il trattamento sanzionatorio, ma la Corte ha stabilito che la pattuizione della pena tra le parti preclude la possibilità di impugnarla successivamente per motivi non consentiti. La decisione chiarisce i limiti del ricorso 599-bis c.p.p., affermando l'inammissibilità delle censure relative a punti già concordati.
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Inammissibilità opposizione: la decisione al Collegio
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di inammissibilità opposizione emesso dal solo Presidente del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha chiarito che l'opposizione a un decreto di espulsione è un'impugnazione e, come tale, la sua eventuale inammissibilità deve essere decisa dall'intero Collegio del tribunale e non dal singolo magistrato con un provvedimento de plano.
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Reclamo del detenuto: quando è inammissibile?
Un detenuto presentava un reclamo per le condizioni di illuminazione della sua cella. Il Presidente del Tribunale di Sorveglianza lo dichiarava inammissibile 'de plano' (senza udienza) a seguito del trasferimento del detenuto, ritenendo venuto meno l'interesse. La Corte di Cassazione ha annullato tale decreto, stabilendo che la decisione sull'ammissibilità di un reclamo del detenuto spetta esclusivamente all'organo collegiale del Tribunale e non al solo Presidente, garantendo così il diritto al contraddittorio.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). L'ordinanza chiarisce che l'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione della volontà delle parti o al contenuto difforme della pronuncia, ma non per ridiscutere la dosimetria della pena o il mancato riconoscimento di attenuanti, considerati motivi rinunciati con l'accordo. La Corte sottolinea inoltre che eventuali novità normative o giurisprudenziali, come una nuova attenuante introdotta dalla Corte Costituzionale, devono essere sollevate dinanzi al giudice d'appello prima della formalizzazione dell'accordo.
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Ricorso sentenza patteggiamento: i limiti dell’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sentenza patteggiamento. La decisione si basa sull'art. 448, c. 2-bis c.p.p., che limita l'impugnazione a specifiche violazioni di legge, escludendo vizi di motivazione sulla responsabilità dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: limiti dopo rinvio parziale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché le censure proposte, relative alla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p., non sono consentite in sede di legittimità dopo un annullamento con rinvio limitato alla sola determinazione della pena. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per reati fallimentari. Secondo l'ordinanza, i motivi del ricorso non erano consentiti per questa tipologia di sentenza. La Corte ha ribadito che il semplice richiamo all'art. 129 c.p.p. nella motivazione è sufficiente per attestare che il giudice di primo grado abbia correttamente escluso cause di proscioglimento prima di ratificare l'accordo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: termini perentori e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in materia di ingiusta detenzione a causa della sua presentazione oltre i termini di legge. L'appellante, precedentemente assolto da gravi accuse, aveva impugnato un'ordinanza della Corte d'Appello, ma l'invio tardivo dell'atto via PEC ha reso l'impugnazione invalida, comportando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Pena sostitutiva patteggiamento: l’avviso non è dovuto
Un imputato ha impugnato una sentenza di patteggiamento per detenzione di stupefacenti, lamentando la mancata notifica della possibilità di accedere a una pena sostitutiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la disciplina sulla pena sostitutiva patteggiamento ex art. 545-bis c.p.p. si applica solo al giudizio ordinario e non ai riti alternativi. Nel patteggiamento, la sostituzione della pena deve essere oggetto di accordo preventivo tra le parti.
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Ricorso patteggiamento: limiti di impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso patteggiamento presentato da un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ribadisce che le sentenze di patteggiamento possono essere impugnate solo per i motivi tassativamente previsti dalla legge, tra cui non rientra la lamentata omessa motivazione sulla qualificazione del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è tardi per il bis in idem
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. Il ricorrente lamentava la violazione del principio del 'ne bis in idem', ma la Corte ha stabilito che tale questione, implicando una valutazione di fatto, non poteva essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità, non essendo stata dedotta in appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: Cassazione su contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che dichiarava la prescrizione del reato senza celebrare un'udienza. La Corte ha stabilito che tale procedura viola il principio del contraddittorio e che, nel caso specifico, il calcolo della prescrizione del reato era errato, non avendo applicato correttamente la Riforma Orlando che estende i termini.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato contro una sua precedente ordinanza in materia cautelare. La decisione si fonda su due ragioni principali: il ricorso straordinario non è un rimedio previsto per i provvedimenti cautelari, ma solo per le sentenze di condanna irrevocabili, e, in ogni caso, il ricorso originario era stato correttamente gestito con procedura semplificata in quanto proposto personalmente dall'interessato.
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