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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Decadenza agenzia: esclusa l’applicazione art. 32
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23348/2024, ha stabilito un principio fondamentale in tema di decadenza agenzia. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza previsto dall'art. 32 della legge n. 183/2010 per l'impugnazione del recesso non si applica ai contratti di agenzia. La controversia vedeva un agente opporsi a una società preponente dopo la risoluzione del rapporto. I giudici di merito avevano dichiarato la domanda improcedibile per tardività. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la norma sulla decadenza riguarda esclusivamente i rapporti di collaborazione continuata e non i contratti di agenzia, data la loro specifica disciplina e natura. Di conseguenza, il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame nel merito.
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Ricorso per cassazione: i limiti del riesame di merito
Un agente ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere il pagamento di provvigioni a una percentuale maggiore e indennità di fine rapporto. La Corte Suprema dichiara il ricorso per cassazione inammissibile, ribadendo che non può riesaminare nel merito le valutazioni di fatto e di prova già compiute dai giudici di primo e secondo grado, se adeguatamente motivate.
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Competenza opere idrauliche: la Cassazione decide
Un proprietario terriero subisce danni a un uliveto a causa di un incendio originatosi dalle sterpaglie incolte sull'argine di un'opera idraulica. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, risolvendo un annoso contrasto giurisprudenziale, stabilisce che la competenza per opere idrauliche spetta sempre al Tribunale Regionale delle Acque quando esiste un nesso di causa tra l'opera (inclusa la sua manutenzione) e il danno, indipendentemente dalla natura della condotta (attiva od omissiva) dell'ente gestore.
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Indennità di trasferta: quando è esclusa da IRPEF
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'esenzione IRPEF per una indennità di trasferta. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione. Inoltre, il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché non contestava tutte le motivazioni della sentenza impugnata.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e spese legali
Una cassa di previdenza ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza che dichiarava illegittima una trattenuta sulla pensione di un iscritto. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, anche se la rinuncia non era stata notificata. Questa ordinanza chiarisce le conseguenze di una rinuncia al ricorso in Cassazione, confermando la condanna alle spese per la parte rinunciante.
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Errata comunicazione ente: quando c’è risarcimento?
Una cittadina ha citato in giudizio un ente previdenziale per danni derivanti da una errata comunicazione ente relativa ai termini di impugnazione, che ha causato la decadenza del suo diritto di contestare il diniego di una prestazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione sull'errore scusabile del cittadino e sul suo diritto al risarcimento è una questione di fatto, di competenza esclusiva dei giudici di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
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Prescrizione tributi erariali: 10 anni, dice la Cassazione
Una società ha contestato una cartella di pagamento per IRES e IVA, sostenendo la prescrizione quinquennale del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sua giurisprudenza costante secondo cui la prescrizione per i tributi erariali è quella ordinaria decennale. La Corte ha inoltre stabilito la legittimità dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione di avvalersi di avvocati del libero foro per la propria difesa in giudizio.
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Stato di insolvenza in liquidazione: la Cassazione decide
Una società in liquidazione ha impugnato la dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23290/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, cogliendo l'occasione per chiarire i criteri di valutazione dello stato di insolvenza per le imprese non più operative. La Corte ha stabilito che, in fase di liquidazione, l'insolvenza è di natura puramente patrimoniale: si deve unicamente verificare se l'attivo sia sufficiente a soddisfare integralmente i creditori. Viene inoltre confermata l'ampia discrezionalità del giudice di rinvio nel riesaminare i fatti dopo un annullamento per vizi di motivazione.
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Clausola risolutiva e buona fede: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di locazione commerciale in cui il locatore ha attivato la clausola risolutiva espressa per il mancato pagamento di due mensilità di canone e oneri condominiali pregressi. Nonostante il conduttore avesse pagato subito dopo la comunicazione, la Corte ha confermato la risoluzione del contratto, ritenendo che il comportamento del conduttore, caratterizzato da inadempimenti ripetuti, rendesse legittimo e non contrario a buona fede l'esercizio del diritto da parte del locatore.
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Estinzione del giudizio per rottamazione-quater
Un contribuente, durante un contenzioso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate Riscossione, aderisce alla definizione agevolata dei debiti ("rottamazione-quater"). La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, affermando che l'adesione alla sanatoria ridefinisce il rapporto debitorio e rende inutile la prosecuzione della causa, secondo quanto previsto dalla legge. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Ripetizione di indebito: no dopo l’esecuzione forzata
La Cassazione chiarisce che l'azione di ripetizione di indebito è inammissibile se il debitore non ha contestato il credito durante l'esecuzione forzata. In un caso relativo a una fideiussione, un garante ha cercato invano di recuperare somme assegnate a una banca dopo la chiusura della procedura espropriativa, poiché i rimedi andavano esperiti all'interno del processo esecutivo stesso.
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Notificazione cartella esattoriale: quando è nulla?
Una contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento, sostenendo la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta. I giudici di merito le hanno dato ragione, rilevando che l'avviso di ricevimento prodotto dall'Agente della Riscossione era privo di firma. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente. La Corte ha stabilito che la prova di una valida notificazione della cartella esattoriale non può prescindere da un avviso di ricevimento completo, e un ricorso che non contesta questo accertamento di fatto è inammissibile.
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Estinzione del processo: la rinuncia dopo l’accordo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La ricorrente, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ha rinunciato al ricorso con l'accettazione della controparte. La Suprema Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo e ha specificato che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale autonomo sulle pensioni, in quanto tale prelievo è una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per il recupero delle somme indebitamente trattenute.
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Inadempimento fornitura energia: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società petrolifera contro un fornitore e un distributore di energia. L'oggetto della controversia era un presunto inadempimento nella fornitura di energia elettrica a un nuovo impianto. La Corte d'Appello aveva già ribaltato la sentenza di primo grado, escludendo l'inadempimento delle società energetiche a causa di mancanze attribuibili alla stessa società cliente. La Cassazione ha confermato che il ricorso mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Prova notifica cartella: ammissibile in appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23259/2024, ha stabilito che nel processo tributario la prova della notifica di una cartella di pagamento può essere prodotta per la prima volta nel giudizio di appello. La Corte ha chiarito che il divieto di nuove prove in appello, tipico del processo civile, non si estende alle prove documentali nel contenzioso tributario, a patto che siano depositate nei termini. Il caso riguardava un contribuente che contestava la mancata notifica di alcune cartelle esattoriali. La sentenza del giudice d'appello, che aveva ritenuto tardiva la produzione della prova notifica cartella, è stata cassata con rinvio.
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Impugnazione spese legali competenza: la Cassazione
Una società energetica vince su un'eccezione di incompetenza territoriale, ma le spese legali vengono compensate. Appella solo per le spese, ma la Corte d'Appello dichiara l'atto inammissibile. La Cassazione chiarisce che l'impugnazione spese legali competenza, quando la parte è vittoriosa sulla questione principale, si fa con l'appello e non con il regolamento necessario di competenza, cassando la sentenza.
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Omesso esame fatto decisivo: i limiti in Cassazione
Un'azienda acquirente di un impianto fotovoltaico si rifiutava di saldare il pagamento, lamentando la mancata consegna di documenti essenziali. La Cassazione ha respinto il ricorso, basato sull'omesso esame di un fatto decisivo, chiarendo che non può riesaminare le prove (CTU) già valutate dal giudice di merito. La Corte ha stabilito che la richiesta di una nuova valutazione delle prove è inammissibile in sede di legittimità.
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Verbale ispettivo: valore di prova e termini di legge
La Corte di Cassazione conferma la validità di un'ordinanza ingiunzione per assunzioni irregolari, chiarendo il valore probatorio del verbale ispettivo. La Corte stabilisce che il termine di 90 giorni per la notifica decorre dalla conclusione delle complesse indagini, non dalla data della violazione. Le dichiarazioni raccolte dagli ispettori costituiscono un valido elemento di prova, liberamente valutabile dal giudice.
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Ricorso tributario per relationem: inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso tributario avverso un avviso di accertamento. Il contribuente si era limitato a richiamare i motivi esposti in altri ricorsi pendenti, senza articolarli specificamente. La Corte ha ribadito che il ricorso tributario per relationem è inammissibile, poiché ogni impugnazione deve essere autonoma e autosufficiente, contenendo in sé tutte le argomentazioni a sostegno, a pena di inammissibilità.
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