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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Crediti prededucibili: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti derivanti da forniture a un'impresa in amministrazione straordinaria sono crediti prededucibili anche nel successivo fallimento. Questa priorità non richiede un formale subentro del commissario nel contratto, poiché i rapporti pendenti proseguono per legge per garantire la continuità aziendale. La Corte ha rigettato il ricorso del Fallimento, confermando la decisione del Tribunale che aveva ammesso al passivo con prededuzione il credito della società fornitrice.
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Riposo compensativo: indennità per il giorno di smonto
Un operatore sanitario ha chiesto il riconoscimento di un'indennità per il giorno di riposo ('smonto') successivo a un turno notturno di 12 ore. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale giorno di riposo qualifica come 'riposo compensativo', finalizzato al recupero psico-fisico dopo una prestazione particolarmente gravosa. Pertanto, l'indennità è dovuta anche se non viene superato l'orario settimanale contrattuale di 36 ore, poiché la sua funzione è ristorare l'intensità del singolo turno.
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Riposo compensativo: indennità per turno notturno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo dopo un turno notturno di 12 ore va qualificato come riposo compensativo, dando diritto all'indennità di turno. Questa decisione si applica anche se il lavoratore non supera l'orario contrattuale settimanale, poiché il riposo serve a recuperare la maggiore gravosità della prestazione notturna.
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Deposito telematico tardivo: negato l’errore scusabile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente, confermando l'inammissibilità di un appello a causa di un deposito telematico tardivo. La Corte ha chiarito che la sola ricevuta di 'presa in carico' non perfeziona il deposito. È dovere del difensore verificare l'effettiva iscrizione a ruolo, la cui assenza per negligenza esclude l'applicazione dell'errore scusabile e della remissione in termini.
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Riposo compensativo: sì all’indennità post-turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di turno spetta al lavoratore sanitario anche per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore. Tale riposo è qualificato come 'riposo compensativo' in quanto finalizzato al recupero psico-fisico dalla particolare gravosità della prestazione, indipendentemente dal superamento dell'orario di lavoro settimanale. La decisione si fonda sull'interpretazione del CCNL Sanità, che valorizza la necessità di ristorare lo stress derivante da turni intensi.
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Errore di fatto: i limiti della revocazione in Cassazione
Un contribuente ha chiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo all'esistenza di un precedente giudicato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto revocatorio è solo una svista percettiva e non un errore di valutazione giuridica. La Corte aveva infatti esaminato e interpretato il giudicato esterno, compiendo un'attività di giudizio non sindacabile con la revocazione.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria, sostenendo la prescrizione dei crediti tributari sottostanti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23099/2024, ha accolto il ricorso, chiarendo la differente durata della prescrizione per le varie componenti del debito. È stato stabilito che, in assenza di una sentenza passata in giudicato, si applica la prescrizione decennale per i tributi, ma quella quinquennale sia per le sanzioni che per gli interessi. La sentenza del giudice di merito, che aveva erroneamente applicato il termine unico decennale, è stata cassata con rinvio.
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Querela di falso: i limiti della prova in un verbale
La Corte di Cassazione ha rigettato la querela di falso proposta da alcuni cittadini contro un verbale di sopralluogo comunale. Il motivo risiede nel fatto che i tecnici comunali non avevano attestato una misurazione da loro eseguita, ma si erano limitati a constatare l'immutazione dei luoghi rispetto a precedenti accertamenti. La querela di falso è ammissibile solo contro fatti che il pubblico ufficiale attesta come avvenuti in sua presenza o da lui compiuti, non su dati richiamati da altri atti.
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Motivi nuovi in appello: limiti nel processo tributario
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23070/2024, ha ribadito l'inammissibilità dei motivi nuovi in appello nel processo tributario. Nel caso specifico, una contribuente aveva inizialmente contestato una cartella di pagamento per omessa notifica, per poi introdurre in appello specifiche censure sul vizio del procedimento notificatorio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che tali censure costituiscono una mutazione della causa petendi, vietata dalla legge. Questo principio sottolinea l'importanza di articolare tutte le eccezioni fin dal ricorso introduttivo, poiché una contestazione generica non consente di ampliare il tema della controversia nei gradi successivi.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un lungo contenzioso tributario riguardante l'inclusione delle royalties nel valore doganale delle merci importate si conclude in Cassazione non con una sentenza di merito, ma con una declaratoria di estinzione del giudizio. Le società contribuenti hanno scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, sanando la propria posizione e ponendo fine alla controversia. La Corte, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato estinto il processo.
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Responsabilità del notaio: la volontà delle parti
Una società finanziaria ha citato in giudizio un notaio per non aver incluso un bene immobile di valore in una garanzia ipotecaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non vi era prova certa della volontà delle parti di includere tale bene. La sentenza chiarisce i limiti della responsabilità del notaio quando l'intento contrattuale non è inequivocabile e ribadisce che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti del caso.
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Indennità di funzione: il diritto resta dopo la riforma?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico ha diritto a mantenere un'indennità di funzione anche dopo la soppressione dell'ente di appartenenza. La Corte ha chiarito che se l'indennità è diventata una componente stabile e continuativa della retribuzione, essa è protetta dal principio di irriducibilità dello stipendio. La successiva abrogazione della norma che ha soppresso l'ente non cancella il diritto acquisito dal lavoratore sulla base di una legge precedente e non abrogata, che aveva generalizzato tale indennità.
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Notifica rendita catastale: quando è valida ai fini IMU?
Una società contesta un avviso di accertamento IMU basato su una nuova rendita catastale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto è nullo perché la notifica della rendita catastale non era mai stata effettuata al nuovo proprietario dell'immobile, rendendola inefficace ai fini fiscali secondo la normativa vigente.
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Querela di falso: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la tardività dei suoi appelli fiscali tramite una querela di falso. La Corte ha stabilito che la querela di falso contro documenti del giudizio di merito non può essere proposta per la prima volta in Cassazione, ma deve essere utilizzata come motivo di revocazione della sentenza impugnata. Il ricorso è stato quindi respinto.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. Secondo la Corte, una tale prestazione patrimoniale può essere introdotta solo da una norma di legge e non da un regolamento interno dell'ente, a causa della riserva di legge prevista dalla Costituzione. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto al rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Querela di falso: quando è inammissibile in Cassazione
Un contribuente ha impugnato degli avvisi di accertamento, sostenendo la falsità delle firme apposte sulle ricevute di notifica. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato tardivi i ricorsi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso del contribuente, chiarendo che la querela di falso relativa a documenti del giudizio di merito non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità. In tali casi, la falsità, una volta accertata in un giudizio separato, può essere fatta valere solo come motivo di revocazione della sentenza impugnata, confermando così la decisione di inammissibilità per tardività.
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Querela di falso in Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la tardività del proprio appello basandosi su una presunta falsità delle firme sulle ricevute di notifica. La Corte ha stabilito che la querela di falso non può essere proposta nel giudizio di Cassazione se riguarda documenti utilizzati nei gradi di merito, ma può costituire, se del caso, motivo di revocazione della sentenza impugnata. La decisione chiarisce i limiti procedurali di questo strumento nel contenzioso tributario.
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Sospensione processo tributario per definizione agevolata
Una società impugnava una cartella di pagamento per tributi non versati. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorreva in Cassazione. Durante il procedimento, aderiva a una definizione agevolata dei carichi fiscali. La Corte di Cassazione, applicando la normativa sulla rottamazione, ha disposto la sospensione del processo tributario fino al termine previsto per il pagamento dell'ultima rata, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del completamento del piano di pagamento.
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Carenza di Interesse: Inammissibilità del Ricorso
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fino in Cassazione, ha aderito a una procedura di definizione agevolata delle liti pendenti. Di conseguenza, ha presentato un'istanza per dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. La Corte di Cassazione, equiparando tale istanza a una rinuncia di fatto, ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'adesione a una sanatoria fiscale fa venir meno la necessità di una pronuncia nel merito.
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Querela di falso: notifica e ricorso tardivo
Un contribuente ha impugnato degli avvisi di accertamento sostenendo la falsità delle firme sulle ricevute di notifica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24497/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo che la querela di falso per documenti del giudizio di merito non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, la notifica è stata considerata valida e i ricorsi originari del contribuente sono stati dichiarati inammissibili per tardività.
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