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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Querela di falso: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando che la querela di falso non può essere proposta in sede di legittimità per contestare documenti del giudizio di merito. In questo caso, il contribuente contestava la firma su un avviso di ricevimento che rendeva tardivo il suo ricorso. La Corte ha stabilito che la falsità di un documento usato in primo o secondo grado può essere motivo di revocazione della sentenza, ma non di una querela incidentale in Cassazione. È stato inoltre confermato il diritto dell'Agenzia delle Entrate al rimborso delle spese legali anche se difesa da propri funzionari.
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Transazione fiscale: estingue il processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a una contestazione IVA. La decisione si fonda sulla sopravvenuta omologazione di una transazione fiscale nell'ambito di un concordato preventivo presentato dalla società contribuente. Secondo la Corte, tale accordo determina la cessazione della materia del contendere, rendendo inefficace la sentenza impugnata e l'originario avviso di accertamento.
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Contratto a tempo determinato: la Cassazione decide
La Cassazione rinvia a pubblica udienza il caso di un contratto a tempo determinato con un ente pubblico. La Corte deve valutare se il giudice d'appello poteva dichiarare la nullità per mancanza di causale, quando in primo grado la nullità era stata dichiarata solo per mansioni diverse. Si discute anche il divieto di conversione in rapporto a tempo indeterminato per gli enti pubblici.
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Sospensione processo tributario e rottamazione quater
La Corte di Cassazione ha stabilito la sospensione del processo tributario per un'azienda che, pur avendo ottenuto in appello il riconoscimento della forza maggiore per crisi di liquidità, ha aderito alla rottamazione quater. La decisione chiarisce che l'adesione alla definizione agevolata non comporta l'immediata estinzione del giudizio, ma ne impone la sospensione fino al completamento dei pagamenti.
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Trasferimento azienda: quando non si applica il 2112
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva l'assunzione presso una nuova compagnia aerea a seguito della liquidazione della precedente. La decisione conferma che la disciplina sul trasferimento azienda (art. 2112 c.c.) non si applica in assenza di continuità aziendale e in presenza di specifiche deroghe legali previste per le imprese in amministrazione straordinaria.
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Diritto di sciopero: limiti e requisiti collettivi
Alcuni dipendenti di una società concessionaria autostradale sono stati sanzionati per assenza ingiustificata dopo aver interrotto il lavoro senza una proclamazione formale. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che per esercitare il diritto di sciopero è indispensabile una deliberazione collettiva, anche se non sindacale. Un'astensione decisa individualmente non costituisce sciopero legittimo.
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Obbligo comunicazione dati conducente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28951/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo all'obbligo comunicazione dati conducente previsto dall'art. 126-bis del Codice della Strada. La Corte ha chiarito che tale obbligo non sorge immediatamente, ma solo dopo la definizione dei procedimenti di opposizione alla multa principale. Se la multa originaria viene annullata, viene meno anche il presupposto per la sanzione accessoria legata alla mancata comunicazione, che di conseguenza deve essere anch'essa annullata. Questa decisione ribalta un precedente orientamento che considerava le due violazioni come autonome.
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Termine notifica decreto: decorre da comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per la notifica del decreto di accoglimento della domanda di equo indennizzo (Legge Pinto) decorre dalla data di comunicazione dello stesso alla parte, e non dalla data del suo deposito in cancelleria. La Corte ha accolto il ricorso di un cittadino, il cui decreto era stato dichiarato inefficace per notifica tardiva, proprio perché la cancelleria non glielo aveva mai comunicato. Secondo i giudici, far decorrere il termine notifica decreto dal deposito, in assenza di comunicazione, violerebbe il diritto di difesa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento tributario. Dopo aver perso in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo, portando la società a presentare una rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che, data l'accettazione, non si deve decidere sulle spese legali e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, sanzione prevista solo per i ricorsi respinti o inammissibili.
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Proventi associazioni sportive: quando sono esenti?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che i proventi derivanti da sponsorizzazioni per un evento organizzato da un'associazione sportiva dilettantistica sono esenti da imposte. La sentenza chiarisce che il requisito dell'occasionalità, necessario per l'esenzione, non dipende dalla natura dell'evento o dalla sua ripetitività annuale, ma dal rispetto del limite legale di massimo due eventi all'anno e di una soglia di incasso definita per decreto. Questa decisione offre un importante chiarimento sul regime fiscale agevolato per i proventi associazioni sportive.
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Chiamata in causa ente: facoltà e non obbligo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26809/2024, ha stabilito che l'Agente della Riscossione non ha l'obbligo, ma solo la facoltà, di effettuare la chiamata in causa dell'ente impositore nel processo tributario avviato da un contribuente. La Corte ha qualificato tale atto come una 'litis denuntiatio', ovvero una mera comunicazione della pendenza della lite, che non richiede l'autorizzazione del giudice. Di conseguenza, il ricorso dell'Agente della Riscossione, che si lamentava del diniego del giudice di merito a tale chiamata, è stato respinto.
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Prenotazione a debito: la Cassazione decide sul reato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando che l'imposta di registro su una sentenza di risarcimento danni si applica con il meccanismo della prenotazione a debito quando i fatti alla base della condanna costituiscono, anche solo astrattamente, un reato. La Corte ha inoltre chiarito che la competenza per la riscossione spetta all'ufficio giudiziario e che si applica il termine di prescrizione decennale, non quello di decadenza.
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Vidimazione licenza taxi: da quando decorre?
Un tassista impugna 44 multe per accesso in ZTL con licenza ritenuta scaduta. La Cassazione chiarisce che la vidimazione licenza taxi decorre dalla data di cessione al nuovo titolare, non dal primo rilascio, annullando le sanzioni.
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Monetizzazione ferie: rinvio per società in-house
Un ex dipendente di una società di trasporto pubblico partecipata ha richiesto la monetizzazione delle ferie non godute. La Corte d'Appello ha accolto la sua richiesta. La società ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il divieto di monetizzazione ferie, previsto per il settore pubblico, dovrebbe applicarsi anche alle società in-house. La Suprema Corte, considerando la questione di alta rilevanza e una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Estinzione del giudizio: Cassazione chiarisce
Una società aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello che la condannava a pagare una somma a un lavoratore. In Cassazione, la società ha rinunciato al ricorso e il lavoratore ha accettato tale rinuncia. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che, data la reciproca adesione, non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali. Inoltre, ha chiarito che l'estinzione del giudizio non comporta l'obbligo per la ricorrente di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Licenziamento per falsificazione report: la Cassazione
Un informatore farmaceutico è stato licenziato dopo che un'indagine ha rivelato la falsificazione dei suoi report di attività. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per falsificazione report, ritenendo che tale condotta leda in modo insanabile il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, rendendo la sanzione proporzionata anche in assenza di precedenti disciplinari.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate. La rinuncia è stata motivata da pronunce giurisprudenziali favorevoli al contribuente, emesse dopo la presentazione del ricorso stesso. La Corte ha chiarito che tale atto è unilaterale e non richiede accettazione, disponendo la compensazione delle spese legali proprio in virtù delle ragioni sopravvenute che hanno indotto l'ente impositore a desistere.
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Giurisdizione polizza fideiussoria: a chi spetta?
Un'agenzia di riscossione ha escusso una polizza fideiussoria per un rimborso IVA inesistente tramite una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha risolto la controversia, dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice tributario. Il caso conferma che la competenza per la giurisdizione polizza fideiussoria spetta al giudice ordinario civile, anche se la riscossione ha origine fiscale. La sentenza precedente è stata cassata e la causa rimessa al giudice competente.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo tra le parti
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un caso tra una società in liquidazione e un suo creditore. A seguito di un ricorso contro una condanna di pagamento emessa dalla Corte d'Appello, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, risolvendo ogni loro pendenza. La Suprema Corte, prendendo atto della conciliazione, ha formalmente chiuso il giudizio, compensando le spese processuali.
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Raddoppio dei termini: quando è legittimo l’avviso
Una società impugna un avviso di accertamento sostenendo l'illegittimità del raddoppio dei termini. La Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che per il raddoppio dei termini è sufficiente la sussistenza di seri indizi di reato che impongono all'Amministrazione Finanziaria l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della stessa e dall'esito del procedimento penale.
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