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D.P.R. 917/1986 — Anno 2022

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999 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 917/1986

Tassazione plusvalenze ATER: dovute IRES e IRAP sulle vendite
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un'Azienda per l'Edilizia Residenziale la mancata dichiarazione di guadagni straordinari derivanti dalla vendita di immobili pubblici, richiedendo le imposte IRES e IRAP. L'ente pubblico sosteneva di non dover pagare, ritenendosi esente e vincolato a reinvestire i proventi per finalità sociali regionali. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione di merito, accogliendo le tesi del Fisco. I giudici hanno stabilito che in tema di tassazione plusvalenze ATER l'ente opera come un soggetto commerciale a tutti gli effetti. Di conseguenza, i proventi delle vendite immobiliari costituiscono plusvalenze tassabili ai fini IRES e IRAP. Il vincolo regionale sulla destinazione dei fondi non elimina il presupposto fiscale dell'imposta né attribuisce un'esenzione automatica.
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Indennità di Trasferta: Quando il Fisco Tassa i Rimborsi Aziendali
Una società di servizi di corriere ha contestato il `trattamento fiscale indennità di trasferta` applicato dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha confermato che le indennità di trasferta e i rimborsi chilometrici sono soggetti a tassazione ordinaria se il lavoratore non rientra nella categoria dei "trasfertisti". Per essere considerati tali, il contratto non deve indicare una sede di lavoro, l'attività deve richiedere continua mobilità e l'indennità deve essere fissa, pagata a prescindere dalla trasferta effettiva. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale.
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Definizione agevolata del giudizio: lite fiscale sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente, contestando l'applicazione di agevolazioni fiscali per un immobile storico privo di formale vincolo ministeriale e la deduzione dei costi di due autovetture. Dopo la conferma della pretesa fiscale nei precedenti gradi di giudizio, la vertenza è approdata davanti alla Suprema Corte. Nelle more della decisione, il cittadino ha formalmente domandato di accedere alla definizione agevolata del giudizio per chiudere la pendenza tributaria secondo le nuove norme di riforma della giustizia tributaria. I giudici di legittimità hanno accolto la richiesta del privato, disponendo la sospensione temporanea del processo e rinviando la causa a nuovo ruolo per permettere il completamento della procedura di sanatoria.
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Accertamento Fiscale: Valori OMI e Utili Nascosti, la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato gli accertamenti fiscali emessi dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di un'azienda di costruzioni e dei suoi soci. L'Amministrazione finanziaria aveva contestato maggiori valori di vendita di immobili e la conseguente distribuzione di utili extracontabili ai soci. L'azienda lamentava la mancata redazione di un processo verbale di constatazione e l'insufficienza delle prove. La Cassazione ha stabilito che il contraddittorio preventivo era stato garantito e che l'accertamento fiscale poteva basarsi su presunzioni semplici, come i valori OMI e prelievi di contanti non giustificati. Per le società a ristretta base sociale, si presume la distribuzione degli utili non dichiarati ai soci, salvo prova contraria. Il ricorso dell'azienda è stato rigettato.
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Deducibilità costi Paesi black list: Cassazione rinvia per prova interesse economico
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deducibilità costi Paesi black list di un'Azienda per operazioni con entità residenti in Stati a fiscalità privilegiata. La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'Agenzia, ritenendo insufficiente la verifica dell'effettivo interesse economico delle operazioni da parte dei giudici precedenti. Ha quindi rinviato il caso alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione sul merito, rigettando invece le eccezioni procedurali sollevate dall'Azienda. La sentenza sottolinea l'importanza della prova dell'interesse economico per la deducibilità dei costi.
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Fisco e costi d’impresa: vale il giudicato esterno tributario
L'Amministrazione Finanziaria ha negato a una società la deduzione di spese e la detrazione dell'IVA relative a operazioni di riorganizzazione aziendale, contestando profili penali e difetto di inerenza. I giudici tributari regionali hanno annullato l'avviso di accertamento. L'ente impositore ha proposto ricorso per cassazione per contestare l'omessa valutazione dell'inerenza dei costi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso applicando l'efficacia del giudicato esterno tributario. Altre sentenze definitive relative a diverse annualità avevano già accertato la piena legittimità dell'operazione societaria pluriennale e l'inerenza delle spese. Il Fisco non può riaprire la medesima questione già definita irrevocabilmente.
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Operazioni Inesistenti: Cassazione Ribadisce l’Onere della Prova
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di "operazioni soggettivamente inesistenti" che coinvolgeva una società e l'Agenzia delle Entrate. La società aveva detratto l'IVA per acquisti di autovetture da un fornitore ritenuto privo della struttura necessaria. Dopo un precedente annullamento con rinvio, la Commissione Tributaria Regionale non aveva riesaminato i fatti come indicato dalla Cassazione, in particolare non aveva verificato se il fornitore interposto avesse le risorse per eseguire le prestazioni. La Cassazione ha quindi cassato nuovamente la sentenza, ribadendo l'importanza dell'onere della prova in questi casi e rinviando la causa affinché il giudice di merito compia l'accertamento fattuale richiesto.
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Doppia Imposizione Dividendi: Cassazione tutela società estera
Una società britannica ha chiesto il rimborso di un credito d'imposta per evitare la doppia imposizione sui dividendi ricevuti da una società italiana. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo l'assenza di un effettivo pagamento di imposta nel Regno Unito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. Ha stabilito che la Convenzione Italia-Regno Unito e il principio di neutralità fiscale mirano a prevenire la doppia imposizione, anche indiretta. Non è necessario dimostrare un esborso monetario effettivo se la doppia imposizione è evitata tramite compensazione. La sentenza di appello è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Detrazione IVA società consortile: la Cassazione fissa i limiti
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società consortile per omessa fatturazione, mancato ribaltamento di costi e ricavi verso le aziende consorziate e illegittima detrazione dell'imposta. I giudici di secondo grado hanno parzialmente annullato la pretesa fiscale, sostenendo che le anomalie non avessero generato un danno effettivo per l'Erario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, precisando che il criterio dell'assenza di danno erariale è errato. La legittima detrazione IVA società consortile richiede la regolare fatturazione, la corretta documentazione contabile e la rigorosa prova dell'inerenza dei costi sostenuti rispetto all'attività svolta.
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IVA su Immobili Affittati: Deducibilità Negoziata, Spese Pubblicitarie da Rivedere
L'Azienda ha contestato avvisi di accertamento per IRAP e IVA, inclusa la deducibilità costi aziendali per un immobile affittato e spese pubblicitarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'IVA non è detraibile per le spese di ristrutturazione e gestione di un immobile concesso in locazione, poiché non è strumentale all'attività principale dell'impresa. Ha invece rigettato la contestazione dell'Agenzia delle Entrate sul prestito al socio per mancanza di prove. Per le spese pubblicitarie, la Corte ha rinviato la questione, poiché la Commissione Tributaria Regionale non aveva valutato se i costi fossero imputabili anche a una società collegata.
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Litisconsorzio necessario tra società e soci: causa da rifare
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società in nome collettivo contestando indebite detrazioni IVA, maggiori ricavi IRAP e spese per carburanti non documentate. La società ha impugnato l'atto da sola, senza la partecipazione dei singoli soci. I giudici di primo e secondo grado hanno annullato la pretesa fiscale nel merito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, dichiarando la nullità dell'intero procedimento. Quando l'accertamento fiscale riguarda imposte dirette o IRAP di una società di persone, sussiste un litisconsorzio necessario tra società e soci. L'assenza anche di un solo socio invalida l'intero processo, imponendo la celebrazione di un nuovo giudizio a contraddittorio integro dinanzi ai giudici di primo grado.
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Indennità di Trasferta: Quando il Fisco non fa sconti ai Trasfertisti
Un'Azienda ha contestato la tassazione delle "indennità di trasferta" pagate ai suoi dipendenti, sostenendo che dovessero rientrare nel regime fiscale più favorevole dell'Art. 51, comma 5, del TUIR. L'Agenzia delle Entrate, invece, ha applicato il regime per i "trasfertisti" (Art. 51, comma 6 TUIR), meno vantaggioso. La Corte di Cassazione ha confermato che per qualificare un lavoratore come "trasfertista" e applicare la relativa tassazione, devono coesistere tre condizioni: assenza di sede di lavoro nel contratto, continua mobilità e indennità fissa. Poiché il giudice di merito ha correttamente accertato questi fatti, il ricorso dell'Azienda è stato rigettato, confermando l'applicazione del regime fiscale meno favorevole per le indennità di trasferta dei trasfertisti.
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Ammortamento diritto di superficie tra fabbricati e fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società industriale la deduzione delle quote per l'ammortamento diritto di superficie a tempo determinato, ritenendo la spesa un costo immateriale autonomo da ripartire in sessanta anni e non un onere accessorio dei preesistenti fabbricati. L'Ufficio ha inoltre eccepito l'indebita duplicazione fiscale di perdite pregresse all'interno del consolidato nazionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso erariale sul divieto di doppio utilizzo delle perdite individuali pregresse per compensare i dividendi infragruppo. Al contempo, i giudici di legittimità hanno accolto le doglianze della società, sancendo che il costo a forfait per il diritto superficiario, finalizzato all'utilizzo continuativo dei manufatti industriali, costituisce onere accessorio ammortizzabile insieme al fabbricato materiale.
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Tassazione indennità fondo previdenza: no all’esenzione totale
Un ex dipendente pubblico ha chiesto il rimborso delle maggiori imposte trattenute alla cessazione del rapporto di lavoro sulla somma liquidata dal fondo ministeriale. I giudici territoriali avevano riconosciuto la totale esenzione da imposte della somma. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione sostenendo la natura imponibile dell'emolumento. La Corte di Cassazione ha chiarito la corretta disciplina sulla tassazione indennità fondo previdenza. La somma percepita non è del tutto esente, ma costituisce retribuzione differita assimilabile al trattamento di fine rapporto. Di conseguenza, il contribuente ha diritto al rimborso parziale calcolato applicando il regime agevolato della tassazione separata in luogo della tassazione ordinaria.
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Gestione Separata INPS: Reddito Basso non Esclude l’Obbligo Contributivo
L'Ente Previdenziale ha contestato la decisione di un tribunale che esonerava un'Avvocata dal versare contributi alla Gestione Separata INPS per il 2010, poiché il suo reddito era inferiore a 5.000 euro. La Corte d'Appello aveva ritenuto che il superamento di questa soglia fosse un requisito per l'iscrizione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. Ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per i professionisti senza cassa propria dipende dalla natura *abituale* dell'attività, non dal superamento della soglia di 5.000 euro, che rileva solo per il lavoro *occasionale*. La sentenza è stata annullata e rinviata per una nuova valutazione sull'abitualità dell'attività.
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Costi deducibili, IVA no: la Cassazione sulle Operazioni Soggettivamente Inesistenti
L'Amministrazione Fiscale ha contestato a L'Azienda costi e IVA derivanti da **operazioni soggettivamente inesistenti** e frodi carosello, emettendo un avviso di accertamento. La Commissione Tributaria Regionale ha permesso la deduzione dei costi, anche se l'Azienda era consapevole, purché non ci fosse rilevanza penale. Ha negato, invece, la detraibilità dell'IVA per assenza di buona fede. La Cassazione ha confermato entrambe le decisioni. Ha ribadito che per l'IVA, il contribuente deve dimostrare massima diligenza e inconsapevolezza della frode, mentre per i costi, la mera consapevolezza non basta a negarne la deducibilità senza un profilo penale. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati.
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Fattura non pagata: la Cassazione conferma la presunzione di pagamento
Un professionista ha emesso una fattura di 60.000 euro per prestazioni professionali, sostenendo di non averla mai incassata. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per IRPEF e IVA. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Ufficio, applicando la presunzione di pagamento fattura, dato che le fatture sono solitamente emesse al momento del saldo. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la validità di questa presunzione e il principio di cassa per le imposte dirette. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della presunzione di pagamento fattura in assenza di prova contraria da parte del contribuente.
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Plusvalenza immobile da demolire: il Fisco perde la causa
L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento a due contribuenti per la compravendita di un complesso immobiliare. L'ufficio fiscale sosteneva che la presenza di fabbricati destinati alla demolizione trasformasse l'operazione in una vendita di terreno edificabile. Su tale base, il Fisco chiedeva il pagamento dell'IRPEF sulla plusvalenza. I contribuenti si sono opposti contestando la riqualificazione dell'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che la presenza di un fabbricato al momento della cessione esclude la tassazione della plusvalenza immobile da demolire come area edificabile, a prescindere dalle future intenzioni di demolizione dell'acquirente o dagli accordi presi. L'amministrazione finanziaria e risultata soccombente ed e stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Iscrizione Gestione Separata: reddito basso non esclude l’obbligo
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'obbligo di Iscrizione Gestione Separata per i professionisti. Il caso riguardava una Professionista a cui l'INPS aveva contestato l'omessa iscrizione. La Corte d'Appello aveva ritenuto che un reddito annuo inferiore a 5.000 euro escludesse l'abitualità dell'attività e, di conseguenza, l'obbligo contributivo. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'iscrizione alla Gestione Separata è dovuta se l'attività professionale è svolta in modo abituale, anche se non esclusivo. Il reddito sotto soglia è solo un indizio, non una prova definitiva dell'occasionalità. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: frodi e limiti di difesa
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società commerciale il coinvolgimento in due frodi carosello per commercio di pneumatici, accertando operazioni soggettivamente inesistenti e operazioni oggettivamente inesistenti con recupero di imposte dirette e IVA. In primo grado, l'azienda introduceva con motivi aggiunti censure contro le imposte dirette inizialmente non contestate. La CTR accoglieva le ragioni difensive sulle operazioni soggettive ritenendo in buona fede l'acquirente senza motivare adeguatamente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso erariale: dichiara inammissibili i motivi aggiunti perché non giustificati da documenti nuovi e cassa con rinvio la pronuncia tributaria. I giudici di merito hanno errato nel non verificare con rigore presuntivo la diligenza dell'acquirente, non potendo riconoscere la detrazione IVA e la deducibilità dei costi in presenza di gravi anomalie senza un controllo rigoroso.
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