L'Agenzia delle Entrate ha emesso cinque avvisi di accertamento per imposte non versate nei confronti di un professionista dello spettacolo, formalmente iscritto all'anagrafe consolare nel Principato di Monaco. I giudici di primo e secondo grado hanno accolto il ricorso del contribuente, ritenendo valida la sua residenza fiscale all'estero sulla base di utenze telefoniche e presenze occasionali in Italia. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto, accogliendo il ricorso del Fisco. La Suprema Corte ha chiarito che la semplice iscrizione all'anagrafe estera non esclude la tassazione in Italia se il centro degli affari economici e delle relazioni personali rimane sul territorio nazionale. I giudici territoriali hanno omesso di esaminare la titolarità di immobili, i compensi professionali e le movimentazioni bancarie non giustificate.
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