La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11152/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di usufrutto quote societarie. Il caso riguardava alcuni nudi proprietari di quote di una s.r.l. che, a seguito della liquidazione della società, ritenevano di avere diritto al rimborso del credito d'imposta sull'utile distribuito. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'utile derivante dalla liquidazione, ovvero la somma che eccede il costo di acquisto della quota, è da considerarsi un "frutto civile". Poiché l'usufrutto non si estingue con la messa in liquidazione ma solo con la cancellazione della società, tale frutto spetta all'usufruttuario, il quale diventa l'unico soggetto passivo del rapporto tributario.
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