L'Agenzia delle Entrate ha revocato a un contribuente l'autorizzazione a svolgere operazioni intracomunitarie. L'Amministrazione finanziaria ha motivato l'atto basandosi sull'età avanzata del titolare, superiore a settant'anni, e sul presunto rischio di evasione fiscale derivante da precedenti controlli. Il contribuente ha impugnato il provvedimento, evidenziando che i precedenti avvisi di accertamento erano già stati totalmente annullati dai giudici tributari. Sia la Commissione Tributaria Provinciale sia quella Regionale hanno dato ragione al cittadino, annullando il blocco. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'amministrazione non può richiedere una nuova valutazione delle prove già esaminate correttamente nel merito.
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