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D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis — Sezione Lavoro Civile

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Contributo di solidarietà illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto a un pensionato. La Corte ha ribadito che qualsiasi prelievo patrimoniale deve avere un fondamento in una legge specifica, che in questo caso mancava. Inoltre, ha confermato la prescrizione decennale per la restituzione delle somme e ha sanzionato la cassa per abuso del processo.
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Assegno nucleo familiare: l’onere della prova del reddito
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare l'assegno nucleo familiare a un lavoratore straniero per i familiari residenti all'estero, a causa della mancata prova del requisito reddituale. La sentenza sottolinea che la prova del reddito è un onere del richiedente e un elemento costitutivo del diritto. Inoltre, non è possibile presentare documenti essenziali, come la certificazione dei redditi, per la prima volta in appello se non esisteva già una traccia probatoria nel giudizio di primo grado.
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Onere della prova: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore in una causa per differenze retributive. La decisione evidenzia come il mancato rispetto dell'onere della prova, consistente nel non contestare specificamente le reali motivazioni della sentenza d'appello, porti al rigetto del ricorso. Il caso verteva sul calcolo delle ore di straordinario e sulla restituzione di una somma di denaro, ma l'appello in Cassazione è fallito per vizi procedurali legati all'aspecificità dei motivi presentati.
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Statuto cassa previdenziale: la sua natura negoziale
Un professionista ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che lo statuto di una cassa previdenziale privatizzata ha natura negoziale e non di legge. L'impugnazione per errata interpretazione deve basarsi sulla violazione dei canoni di ermeneutica contrattuale.
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Assunzione graduatoria pubblica: l’errore dell’ente
Una candidata, in posizione utile in una graduatoria, non veniva assunta da un'Azienda Sanitaria a causa di una convocazione inviata a un indirizzo errato. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dell'ente, dichiarando inammissibile il suo ricorso. Il principio chiave è che il diritto all'assunzione da graduatoria pubblica prevale sugli errori procedurali dell'amministrazione, che ha il dovere di garantire l'assunzione del candidato avente diritto.
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Prescrizione perequazione pensione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2369/2025, ha confermato che il diritto a ottenere specifici incrementi sulla pensione, come la perequazione automatica, è soggetto alla prescrizione decennale. Il caso riguardava la richiesta di un pensionato di ricalcolare il proprio assegno in base a un beneficio abolito da decenni. La Corte ha distinto il diritto alla pensione, che è imprescrittibile, dai singoli ratei o maggiorazioni, che si prescrivono se non richiesti entro dieci anni.
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NASpI e lavoro autonomo: obbligo di comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi percepisce l'indennità NASpI e svolge un'attività di lavoro autonomo preesistente deve comunicare il reddito presunto all'ente previdenziale entro 30 giorni dalla domanda. L'omissione o il ritardo in questa comunicazione comporta la decadenza dal diritto al sussidio. Questa ordinanza chiarisce che l'obbligo di comunicazione, finalizzato a verificare lo stato di bisogno effettivo, si applica non solo alle nuove attività ma anche a quelle già in essere al momento della richiesta della NASpI.
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Assegno Nucleo Familiare: prova del reddito essenziale
Un cittadino straniero si è visto negare l'assegno nucleo familiare perché non ha fornito prova adeguata del reddito complessivo della sua famiglia, i cui membri risiedevano in parte all'estero. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che l'onere di dimostrare tutti i requisiti, incluso quello reddituale, spetta interamente al richiedente. La mancanza di questa prova è stata decisiva per il rigetto della domanda.
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Assegno familiare: la prova del reddito è decisiva
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero per l'ottenimento dell'assegno per il nucleo familiare. La decisione si fonda sulla mancata e completa prova del reddito dell'intero nucleo familiare, inclusi i componenti residenti all'estero. La Suprema Corte ha sottolineato che la dimostrazione del requisito reddituale è un elemento costitutivo del diritto e non una mera condizione per l'erogazione, confermando così le sentenze dei gradi precedenti.
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Contratto a progetto nullo: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito che avevano dichiarato la nullità di un contratto a progetto, convertendolo in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L'ordinanza analizza gli indici della subordinazione e chiarisce un punto fondamentale sul risarcimento del danno: l'indennità di disoccupazione (NASpI) percepita dal lavoratore non può essere detratta dalle somme dovute dal datore di lavoro. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Differenze retributive: i limiti del potere del giudice
Un lavoratore marittimo ha agito in giudizio per ottenere il pagamento di cospicue differenze retributive. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha drasticamente ridotto l'importo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, chiarendo che l'interpretazione della domanda giudiziale da parte del giudice di merito non costituisce omessa pronuncia, ma rientra nei suoi poteri. La Corte ha ribadito di non poter riesaminare le valutazioni di fatto, come i calcoli contabili.
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Errore di Fatto Revocatorio: Quando è Inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto revocatorio. Il ricorrente contestava la condanna alle spese legali, sostenendo che l'amministrazione si fosse difesa da sola. Tuttavia, la Corte ha stabilito che, non avendo sollevato questo specifico motivo nel ricorso originario, l'errore non può essere considerato un 'errore di fatto revocatorio' ai sensi di legge, ma al massimo un errore di giudizio, non emendabile con questo strumento.
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Superminimo contributi: è retribuzione imponibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che il superminimo erogato da un'azienda per mantenere un trattamento salariale di maggior favore, dopo l'applicazione di un contratto collettivo meno vantaggioso, ha natura retributiva e non risarcitoria. Di conseguenza, tale importo è pienamente soggetto a contribuzione previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando che l'omesso versamento dei contributi su questa voce costituisce evasione contributiva, in quanto l'obbligazione contributiva si calcola sulla retribuzione effettivamente corrisposta al lavoratore.
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Ferie imposte dal datore: quando è legittimo?
Un dipendente scolastico ha contestato la decisione del proprio dirigente di collocarlo in ferie d'ufficio per due giorni di chiusura prefestiva della scuola. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che rientra nel potere organizzativo del datore di lavoro imporre le ferie per far fronte a esigenze aziendali, come una chiusura programmata. La decisione sulle ferie imposte è stata ritenuta legittima in quanto conforme al contratto collettivo, che permetteva il frazionamento delle ferie, e non pregiudicava il diritto al riposo del lavoratore.
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Incapacità a testimoniare del lavoratore: la Cassazione
Una società ricorre contro un accertamento contributivo basato su un presunto errato inquadramento di alcuni dipendenti. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo i limiti dell'incapacità a testimoniare del lavoratore. La Corte stabilisce che il dipendente può testimoniare nella causa tra datore di lavoro ed ente previdenziale, poiché il suo è un interesse di mero fatto e non un interesse giuridico che lo legittimerebbe a partecipare al giudizio. Vengono inoltre ribadite le rigide regole procedurali per sollevare l'eccezione e per il deposito di documenti in sede di legittimità.
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Fondo Garanzia TFR: automaticità senza prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che il Fondo di Garanzia gestito dall'ente previdenziale deve erogare il TFR a una lavoratrice anche se i contributi dovuti dal datore di lavoro insolvente sono prescritti. Viene sancita la piena applicazione del principio di automaticità delle prestazioni, in assenza di una specifica norma limitativa per questo fondo, garantendo così la tutela del lavoratore in linea con le direttive europee. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile la censura relativa alla non vincolatività di una precedente sentenza, poiché i giudici di merito avevano comunque svolto una valutazione autonoma delle prove.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
Una Cassa Previdenziale privata aveva applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato l'illegittimità di tali trattenute. La Corte ha stabilito che, in assenza di una specifica norma di legge, le casse non hanno il potere autonomo di imporre tale contributo, confermando la prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Interesse ad agire: quando impugnare un atto esattoriale
Una società si opponeva a un'intimazione di pagamento ricevuta dall'Agente della riscossione, poiché basata su una cartella esattoriale la cui efficacia era stata sospesa dal tribunale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano dichiarato l'inammissibilità dell'azione per carenza di interesse ad agire. Secondo la Corte, in pendenza della sospensione del titolo, l'intimazione non costituisce un atto immediatamente lesivo, ma una mera comunicazione, rendendo l'interesse del contribuente a impugnarla solo ipotetico e non attuale.
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Onere prova esenzioni contributive: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, stabilendo che in tema di esenzioni contributive per trasferte, l'onere della prova grava interamente sul datore di lavoro. Non basta la registrazione sul Libro Unico del Lavoro; è necessaria una documentazione analitica che provi in modo rigoroso le singole trasferte e le spese sostenute, altrimenti l'esenzione non è applicabile.
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Termine breve Rito Fornero: Cassazione inammissibile
Una lavoratrice impugna il licenziamento, ma il suo ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ribadisce che il termine breve di 60 giorni per l'impugnazione, previsto dal Rito Fornero, decorre dalla semplice comunicazione via PEC della sentenza d'appello, confermando la rigidità di tale scadenza processuale.
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