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D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis — Sezione Lavoro Civile

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357 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis

Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. Tale prelievo, non essendo un criterio di calcolo della pensione ma una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha anche ribadito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e gli interessi decorrono da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non dagli organi interni della Cassa. È stato inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento è illegittimo. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una norma primaria può introdurre prelievi patrimoniali. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalle Casse
Un professionista ha contestato il contributo di solidarietà trattenuto dalla sua pensione da parte della Cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della Cassa inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'imposizione di un contributo di solidarietà, essendo una prestazione patrimoniale imposta, è una prerogativa esclusiva dello Stato, soggetta a riserva di legge secondo la Costituzione. L'ente previdenziale ha quindi agito illegittimamente e deve restituire le somme, con interessi, applicando la prescrizione decennale.
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Termine ricorso cassazione e comunicazione integrale
Un lavoratore impugna il proprio licenziamento fino alla Corte di Cassazione. Il ricorso viene però dichiarato inammissibile perché tardivo. La Corte Suprema chiarisce che il termine ricorso cassazione di 60 giorni decorre dalla data in cui la sentenza d'appello viene comunicata via PEC dall'ufficio giudiziario, basandosi sull'attestazione della cancelleria. Viene rigettata la tesi del ricorrente secondo cui la comunicazione non sarebbe stata in forma integrale, poiché la legge presume che la comunicazione contenga il testo completo del provvedimento.
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Prescrizione lavoro carcerario: quando decorre?
Un detenuto ha richiesto il pagamento di differenze retributive per il lavoro svolto in carcere. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione lavoro carcerario: il termine non inizia a decorrere alla fine di ogni singola mansione, ma solo alla cessazione definitiva dell'intero rapporto di lavoro, che va considerato come unico e continuativo. Di conseguenza, la richiesta del lavoratore è stata accolta.
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Indebito arricchimento PA: la prova dell’utilità
Un consulente ha agito in giudizio contro un Ente Regionale per ottenere il pagamento di prestazioni svolte senza un contratto formale. In subordine, ha richiesto un indennizzo per indebito arricchimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha sottolineato che, nell'azione di indebito arricchimento, è onere del creditore dimostrare non solo di aver eseguito una prestazione, ma anche l'effettiva 'utilitas', ovvero il vantaggio concreto, che la Pubblica Amministrazione ne ha tratto. La semplice esecuzione dell'attività non è sufficiente a fondare il diritto all'indennizzo.
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Indennità di trasferta: i limiti del CCNL e la decisione
Una ditta individuale ha contestato la decisione della Corte d'Appello che negava la qualifica di 'indennità di trasferta' a somme erogate ai dipendenti, in quanto non conformi al CCNL Autotrasporti. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che i requisiti del contratto collettivo, come la durata minima del servizio, sono inderogabili. La Corte ha stabilito che l'autonomia contrattuale non può essere usata per eludere gli oneri previdenziali, e che la clausola sulle 'condizioni di miglior favore' era una norma transitoria non applicabile al caso di specie.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale di categoria, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni.
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Deposito sentenza impugnata: ricorso improcedibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della sentenza impugnata. L'ordinanza sottolinea come questo adempimento, previsto dall'art. 369 c.p.c., sia un requisito fondamentale la cui omissione non può essere sanata, portando inevitabilmente alla chiusura del processo senza un esame nel merito. Il caso evidenzia il rigore formale richiesto nei giudizi di legittimità.
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Lavoro in cooperativa: quando è subordinato?
Una società cooperativa ha impugnato un accertamento dell'ente previdenziale per contributi non versati, sostenendo che i suoi soci fossero lavoratori autonomi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il rapporto di lavoro in cooperativa era di natura subordinata. La decisione si è basata sull'analisi delle concrete modalità di svolgimento della prestazione, come l'inserimento stabile nell'organizzazione aziendale e l'assenza di rischio d'impresa per i soci, qualificando l'inadempimento come evasione contributiva.
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Notifica fallita: ricorso inammissibile se non rinnovata
Una lavoratrice ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di trasporti, ma la notifica dell'atto è fallita. Nonostante la conoscenza dell'esito negativo, la ricorrente non ha provveduto a rinnovare la notifica tempestivamente. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che in caso di notifica fallita, anche per cause non imputabili, la parte ha l'obbligo di riattivare immediatamente il procedimento notificatorio, pena l'inammissibilità dell'atto.
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Benefici vittime del dovere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva i benefici per le vittime del dovere per l'esposizione a fattori nocivi durante missioni militari. La decisione si fonda sull'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità, specialmente in presenza di una 'doppia decisione conforme' dei giudici di merito che avevano già escluso la sussistenza di rischi straordinari.
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Sgravi contributivi: disoccupazione effettiva essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12299/2025, ha stabilito che per beneficiare degli sgravi contributivi, lo stato di disoccupazione del lavoratore assunto deve essere effettivo e non solo formale. Un'impresa è stata condannata a restituire le agevolazioni ricevute poiché il dipendente, pur iscritto alle liste di disoccupazione, percepiva un reddito da lavoro autonomo superiore ai limiti di legge, invalidando così il requisito sostanziale per il beneficio.
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Premio alla nascita: no a discriminazione stranieri
La Corte di Cassazione ha stabilito che escludere dal 'premio alla nascita' le cittadine straniere non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo costituisce una discriminazione illegittima. La sentenza ha confermato che un ente previdenziale non può introdurre, tramite proprie circolari, requisiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge. È stata inoltre ribadita la piena legittimazione delle associazioni a tutela dei diritti degli immigrati a intentare azioni legali contro discriminazioni collettive basate sulla nazionalità.
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Onere della prova: la contestazione generica non basta
Un imprenditore si opponeva a un decreto ingiuntivo di un ente previdenziale per contributi non versati, lamentando la mancata dimostrazione del credito. La Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'onere della prova non è violato se il debitore non contesta in modo specifico e dettagliato i fatti posti a fondamento della pretesa creditoria. Una contestazione generica non è sufficiente a ribaltare l'onere probatorio sull'ente.
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Interruzione prescrizione: basta la difesa del creditore
Una società si opponeva a una cartella esattoriale di un ente previdenziale, sostenendo la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'interruzione prescrizione del credito è sufficiente la memoria difensiva con cui l'ente creditore chiede il rigetto dell'opposizione. Tale atto, infatti, equivale a una domanda giudiziale e non è necessaria la notifica di una formale domanda riconvenzionale.
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Obbligo contributivo geometri: basta l’iscrizione
Un geometra ha contestato una cartella di pagamento per contributi minimi dovuti alla cassa professionale per l'anno 2013, sostenendo di non esercitare la professione in modo continuativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: il semplice fatto di essere iscritti all'albo professionale è condizione sufficiente a determinare l'obbligo contributivo geometri. L'esercizio occasionale dell'attività o la mancata produzione di reddito sono irrilevanti ai fini del versamento del contributo minimo.
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Licenziamento ritorsivo: quando è nullo e illegittimo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un licenziamento disciplinare inflitto a un'infermiera da un'associazione non profit. I giudici hanno stabilito che le motivazioni addotte dal datore di lavoro erano pretestuose e che il recesso era in realtà un licenziamento ritorsivo, ovvero una vendetta. Di conseguenza, è stata confermata la reintegrazione della lavoratrice, chiarendo che la tutela reale si applica anche alle cosiddette 'organizzazioni di tendenza' in caso di licenziamenti nulli.
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Minimale contributivo: appello inammissibile
Un ente previdenziale contesta a una società il mancato versamento del minimale contributivo. La Corte di Cassazione dichiara l'appello inammissibile perché l'ente introduce una questione nuova, diversa da quella discussa nei gradi di merito, violando i principi processuali.
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