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d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater — Sezione Quinta Civile

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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo fiscale a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La società, accusata di frode carosello ma vittoriosa nei primi due gradi di giudizio, ha perfezionato la procedura pagando il 40% del valore della controversia, come previsto dalla legge in caso di soccombenza dell'Agenzia Fiscale in primo grado. L'ordinanza conferma che il corretto utilizzo di questo strumento comporta la chiusura definitiva del contenzioso.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento IRPEF notificato oltre i termini ordinari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio termini accertamento. Secondo i giudici, per i periodi d'imposta antecedenti al 2016, è sufficiente la sussistenza di una violazione che comporti l'obbligo di denuncia penale per estendere il periodo di accertamento, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia o dall'esito del procedimento penale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a debiti fiscali non notificati che gli impedivano di ricevere un'indennità da un ente pubblico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34546/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che, nonostante le nuove norme restrittive, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammissibile se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come il blocco di pagamenti dovuti da una pubblica amministrazione.
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Credito d’imposta sisma: legittimo anche per acconti
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità di un credito d'imposta sorto a seguito della sospensione dei versamenti degli acconti IRPEF, concessa dalla legislazione emergenziale post-sisma. La Corte ha chiarito che, per i residenti nel 'cratere sismico', la sospensione non era limitata all'importo del saldo finale dell'imposta. Di conseguenza, il recupero del credito da parte dell'Agenzia delle Entrate è stato ritenuto illegittimo, poiché il contribuente ha correttamente applicato una normativa di favore volta a fornire un reale sostegno economico.
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IRAP autonoma organizzazione: quando non è dovuta?
Un agente di commercio ha richiesto e ottenuto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non possedere il requisito della autonoma organizzazione. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha confermato che, per l'assoggettamento all'IRAP, non sono sufficienti compensi elevati o l'uso di beni strumentali essenziali, ma è necessaria una struttura che potenzi l'attività del professionista, la cui assenza deve essere provata dal contribuente.
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IRAP autonoma organizzazione: quando non è dovuta
Un agente di commercio ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo la mancanza di un'autonoma organizzazione. I giudici di merito gli hanno dato ragione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34334/2024, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che l'uso di beni essenziali e l'assenza di dipendenti escludono il presupposto impositivo. L'IRAP per autonoma organizzazione non è dovuta se la struttura non potenzia l'attività del professionista, anche in presenza di compensi elevati.
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Esenzione IMU beni merce: dichiarazione e liti
Un Ente Locale aveva impugnato in Cassazione la sentenza che riconosceva a una società immobiliare l'esenzione IMU per i "beni merce", nonostante la mancata presentazione della dichiarazione. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio perché la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando le somme dovute e chiudendo così la controversia prima di una decisione nel merito.
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Società non operative: la Cassazione e la Legge UE
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società immobiliare, ritenuta erroneamente una delle cosiddette "società non operative". La Corte ha stabilito che la valutazione sulla natura dei terreni della società è un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. Soprattutto, ha affermato un principio cruciale: la normativa nazionale sulle società non operative, che limita la detrazione IVA in base a ricavi presunti, è in contrasto con il diritto dell'Unione Europea e deve essere disapplicata, come sancito da una recente sentenza della Corte di Giustizia UE. Di conseguenza, lo status di soggetto passivo IVA dipende dall'effettivo svolgimento di un'attività economica, non dal superamento di soglie di reddito prefissate.
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Lista Falciani: la Cassazione conferma l’accertamento
Un contribuente è stato accertato per redditi esteri non dichiarati sulla base della lista Falciani. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento, stabilendo che le informazioni contenute nella lista Falciani, anche se acquisite in modo atipico, costituiscono una prova presuntiva grave, precisa e concordante, sufficiente a fondare la pretesa fiscale.
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Agevolazioni fiscali IAP: non serve il certificato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32450/2024, ha stabilito che per ottenere le agevolazioni fiscali IAP (Imprenditore Agricolo Professionale) per l'acquisto di terreni, non è necessario produrre il certificato dell'ispettorato agrario previsto per i coltivatori diretti. L'unico requisito fondamentale è l'iscrizione alla gestione previdenziale e assistenziale dell'INPS. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia Fiscale, la quale aveva revocato i benefici a una società agricola proprio per la mancata presentazione di tale certificato entro tre anni dall'atto di compravendita.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32440/2024, ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La Corte ha ribadito che, in tema di accertamenti bancari, spetta al contribuente fornire una prova analitica e specifica per dimostrare che le movimentazioni bancarie non costituiscono reddito imponibile, invertendo così l'onere della prova. La genericità delle contestazioni e la mancanza di una dimostrazione puntuale per ogni operazione hanno reso il ricorso inammissibile.
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Riduzione IMU inagibilità: no sconti per abusi edilizi
Una società ha richiesto la riduzione IMU per inagibilità di un immobile privo del certificato di agibilità a causa di difformità edilizie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che lo sconto fiscale si applica solo in caso di degrado fisico o strutturale (inagibilità di fatto), non per una mera irregolarità giuridica (mancanza di agibilità), soprattutto se causata dal comportamento illecito del proprietario stesso.
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Annullamento parziale cartella: la decisione chiave
Una società ha contestato una cartella di pagamento dopo che il debito fiscale sottostante era stato parzialmente annullato da altre sentenze. La Corte di Cassazione ha stabilito che in questi casi non si procede all'annullamento totale, ma si effettua un annullamento parziale della cartella, riducendo l'importo dovuto. Questa decisione si fonda su principi di economia processuale e non pregiudica il diritto del contribuente a richiedere la rateizzazione del debito residuo.
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Accertamento sintetico: la Cassazione conferma le regole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento sintetico basato sul "redditometro" per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha ribadito principi consolidati: l'accertamento sintetico si fonda su una presunzione legale relativa, che sposta sul contribuente l'onere di provare la provenienza non imponibile dei fondi. Inoltre, per i tributi non armonizzati come l'IRPEF, non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per gli accertamenti "a tavolino". Infine, è stata esclusa l'applicazione retroattiva delle norme più favorevoli del "nuovo redditometro", in vigore solo dall'anno 2009.
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Impugnazione atti facoltativa: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce la natura dell'impugnazione atti facoltativa per i contributi di bonifica. Un avviso di pagamento preliminare è un atto atipico, la cui mancata impugnazione non preclude la difesa successiva. La Corte ha stabilito che l'emissione di un atto successivo assorbe il precedente, e ha annullato parzialmente la pretesa tributaria in forza di un giudicato esterno relativo a un'annualità precedente.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Un consorzio di bonifica ha impugnato una sentenza tributaria. Durante il giudizio in Cassazione, la controparte, una provincia, ha aderito alla definizione agevolata, saldando il debito. Di conseguenza, il consorzio ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese e chiarendo che non è dovuto il doppio del contributo unificato.
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Legittimazione passiva agente riscossione: il caso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente creditore, nello specifico un consorzio stradale, non ha la legittimazione per appellare una sentenza di primo grado che annulla una cartella di pagamento se non ha partecipato a quel giudizio. La controversia era nata dall'impugnazione di una cartella per contributi consortili da parte di un contribuente, che aveva citato in giudizio unicamente l'agente della riscossione. Quest'ultimo non aveva chiamato in causa l'ente creditore. La Corte ha chiarito che la legittimazione ad impugnare spetta solo a chi ha assunto la veste di parte nel giudizio di merito, rigettando così il ricorso del consorzio.
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Produzione tardiva documenti: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di due contribuenti che contestavano diverse ingiunzioni di pagamento per tributi locali. Il ricorso è stato rigettato, stabilendo principi chiave sulla produzione tardiva documenti nel processo tributario. La Corte ha chiarito che i documenti, anche se depositati in ritardo in primo grado, sono automaticamente acquisiti e utilizzabili nel giudizio di appello. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per violazione del principio di autosufficienza.
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Doppia imposizione: Cassazione sul rimborso pensioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un pensionato residente in Svizzera, confermando il suo diritto al rimborso delle ritenute sulla pensione INPS. La sentenza chiarisce che per evitare la doppia imposizione internazionale è sufficiente il 'potenziale assoggettamento' a tassazione nello Stato di residenza e che la certificazione fiscale può provenire da un'autorità cantonale svizzera, senza formule sacramentali.
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Motivazione apparente: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento fiscale. Il caso verteva sulla presunta nullità della sentenza d'appello per motivazione apparente. La Corte ha stabilito che non c'è motivazione apparente se il giudice, pur richiamando la decisione precedente, svolge un'autonoma valutazione critica delle prove, come nel caso di specie, dove la documentazione prodotta dal contribuente è stata ritenuta insufficiente a provare i costi contestati.
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