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d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater — Anno 2019

6 provvedimenti

Altri anni per d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

Contratto a termine nullo per fondazioni liriche
La Corte di Cassazione ha confermato la conversione di un contratto a termine nullo in un rapporto a tempo indeterminato per una lavoratrice di una fondazione lirica. La sentenza chiarisce che il semplice riferimento alla 'programmazione degli spettacoli' non è una motivazione sufficientemente specifica per giustificare un contratto a tempo determinato. Inoltre, la Corte ha stabilito che le leggi che impongono limiti alle assunzioni non possono essere applicate retroattivamente a contratti stipulati prima della loro entrata in vigore.
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Agevolazioni piccola proprietà contadina: certificati tardivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24340/2019, ha stabilito che la mancata presentazione dei certificati richiesti entro i termini di legge comporta la perdita delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina. Anche se il contribuente dichiara nell'atto di voler usufruire del beneficio, la presentazione tardiva della documentazione, anche se imputabile a ritardi dell'amministrazione, non sana l'irregolarità. La Corte ha respinto il ricorso del contribuente, confermando la legittimità degli avvisi di liquidazione dell'imposta in misura ordinaria emessi dall'Agenzia delle Entrate.
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Iscrizione gestione commercianti: socio e affitto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un socio accomandatario, la cui società si limita a percepire canoni di locazione da un immobile di proprietà, non è obbligato all'iscrizione alla Gestione Commercianti. Secondo i giudici, la mera locazione non costituisce di per sé un'attività commerciale ai fini previdenziali, a meno che non sia inserita in un contesto più ampio di servizi. La decisione sottolinea che l'obbligo di iscrizione gestione commercianti sorge solo con la prova di una partecipazione personale, abituale e prevalente del socio all'attività d'impresa.
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Immedesimazione organica: la società risponde sempre?
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale sostenendo che le operazioni illecite erano state compiute dall'amministratore nel suo esclusivo interesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando il principio di immedesimazione organica: la società è responsabile per gli atti del suo rappresentante, anche se illeciti, qualora ne tragga un vantaggio, anche indiretto come il risparmio d'imposta. La responsabilità viene meno solo se l'atto è totalmente estraneo all'oggetto sociale.
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Contratto di gestione: qualificazione e risarcimento
La Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento del danno per una società che aveva interrotto illegittimamente un contratto di gestione di un impianto di carburanti. La sentenza analizza la qualificazione del rapporto come collaborazione coordinata e continuativa e stabilisce i criteri per il calcolo del danno da mancato guadagno, rigettando i motivi di ricorso basati su presunta incompetenza e vizi di motivazione.
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Edificabilità terreno: quando si paga l’ICI?
Con la sentenza n. 34599 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. 5, ha stabilito che l'edificabilità di un terreno ai fini ICI si basa sulla sua qualificazione nel Piano Regolatore Generale (PRG), non sull'uso effettivo. Anche se un'area è destinata a verde pubblico o ha vincoli cimiteriali, la sua natura edificabile ai fini fiscali non viene meno. Tali vincoli possono incidere sulla determinazione del valore venale, ma non sulla classificazione del terreno stesso. La Corte ha rigettato il ricorso dei contribuenti, confermando che l'onere di dimostrare la mancanza di edificabilità spetta a chi la contesta.
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