La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva l'applicabilità dell'ipotesi di reato di 'fatto di lieve entità', ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. La motivazione si basa non solo sulla considerevole quantità di sostanza (hashish per 926 dosi), ma anche sul possesso di un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, elementi che, nel loro insieme, dimostrano un'attività di spaccio continuativa e non un episodio occasionale.
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