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Art. 666 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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439 provvedimenti

Altri anni per Art. 666 Codice di Procedura Penale

Reclamo del detenuto: quando è inammissibile?
Un detenuto presentava un reclamo per le condizioni di illuminazione della sua cella. Il Presidente del Tribunale di Sorveglianza lo dichiarava inammissibile 'de plano' (senza udienza) a seguito del trasferimento del detenuto, ritenendo venuto meno l'interesse. La Corte di Cassazione ha annullato tale decreto, stabilendo che la decisione sull'ammissibilità di un reclamo del detenuto spetta esclusivamente all'organo collegiale del Tribunale e non al solo Presidente, garantendo così il diritto al contraddittorio.
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Ordine di demolizione: illegittimo il permesso tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro un ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che, una volta trascorsi 90 giorni dall'ingiunzione a demolire senza adempimento, l'immobile abusivo viene automaticamente acquisito al patrimonio del Comune. Di conseguenza, un eventuale permesso in sanatoria ottenuto successivamente è illegittimo, in quanto rilasciato a un soggetto non più proprietario. L'ex proprietario perde anche la legittimazione a chiedere la revoca dell'ordine di demolizione.
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Impulso di parte: chi può avviare l’esecuzione?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca e distruzione di beni, poiché il procedimento di esecuzione era stato avviato su segnalazione dei Carabinieri. La Corte ha ribadito che, secondo il principio dell'impulso di parte, solo il Pubblico Ministero, l'interessato o il suo difensore possono validamente presentare richiesta, pena la nullità insanabile del provvedimento emesso dal giudice dell'esecuzione.
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Revoca sospensione condizionale: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della sospensione condizionale della pena concessa per la terza volta a un'imputata a causa di un errore. Il giudice di primo grado aveva concesso il beneficio ignorando una precedente seconda concessione, non risultante da un certificato del casellario incompleto. La Suprema Corte ha ritenuto legittima la revoca in fase esecutiva, respingendo il ricorso che lamentava la mancata acquisizione del fascicolo processuale. La decisione si fonda sul principio che la revoca sospensione condizionale è doverosa quando il beneficio è concesso in violazione dei presupposti di legge, anche se l'errore non era noto al giudice della cognizione.
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Reato continuato: calcolo pena e obbligo di scorporo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che ricalcolava la pena per un reato continuato. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione, nel riunire più sentenze, deve prima "scorporare" i reati già unificati nella sentenza di cognizione, individuare il reato più grave, e poi calcolare "ex novo" gli aumenti per ogni reato satellite, motivando specificamente ogni aumento.
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Revoca pena sostitutiva: serve l’udienza in camera di consiglio
Un giudice aveva revocato la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità a un condannato senza fissare un'udienza. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che la revoca pena sostitutiva deve sempre avvenire nel rispetto del contraddittorio tra le parti, secondo le regole dell'art. 666 del codice di procedura penale. L'omissione dell'udienza costituisce una nullità assoluta.
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Reato continuato: limiti del giudice dell’esecuzione
In un caso di rideterminazione della pena per reato continuato, la Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può aumentare le pene per i reati satellite oltre quanto deciso nella sentenza di condanna irrevocabile, per non violare il divieto di reformatio in peius. La Corte ha inoltre precisato che la richiesta di pene sostitutive, secondo la Riforma Cartabia, deve essere presentata durante il processo di cognizione e non, salvo casi eccezionali, in fase esecutiva.
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Pericolosità sociale: vincoli mafiosi e confisca
La Cassazione annulla la revoca di una misura di prevenzione, sottolineando che la `pericolosità sociale` di un soggetto legato alla 'ndrangheta non svanisce con la sola buona condotta carceraria. Vanno valutati i legami familiari e la mancata dissociazione. Confermato il principio per cui la confisca di prevenzione può seguire a una revoca di confisca penale se emergono fatti nuovi.
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Notifica fase esecutiva: quando è nulla e perché
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena a causa di un grave vizio procedurale. La sentenza chiarisce che la notifica fase esecutiva non può essere validamente effettuata presso il domicilio eletto dall'imputato durante la fase di cognizione del processo, poiché tale elezione perde efficacia con il passaggio in giudicato della sentenza. Questo errore, secondo la Corte, costituisce una nullità assoluta che invalida l'intero procedimento successivo.
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Diritto di essere sentito: quando l’assenza è giusta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che aveva negato il rinvio di un'udienza a un imputato assente per un infortunio sul lavoro. La Cassazione ha chiarito che il fondamentale diritto di essere sentito sussiste quando l'interessato manifesta, anche informalmente, l'intenzione di rendere dichiarazioni, rendendo così rilevante il suo legittimo impedimento. La decisione del giudice di merito, ignorando tale richiesta, ha causato la nullità del provvedimento.
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Partecipazione udienza sorveglianza: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato a cui era stata revocata la detenzione domiciliare. Il motivo del ricorso era la mancata partecipazione all'udienza di sorveglianza, ma la Corte ha stabilito che la richiesta, inviata via PEC la sera prima, non era tempestiva e quindi l'udienza si è legittimamente svolta in sua assenza. La sentenza sottolinea che la tempestività è un requisito fondamentale per la valida richiesta di partecipazione all'udienza di sorveglianza.
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Notifica al difensore: errore PEC e nullità assoluta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva rigettato una richiesta di misure alternative alla detenzione. La decisione è scaturita dal fatto che la notifica dell'udienza al difensore era stata inviata a un indirizzo PEC errato, appartenente a un altro avvocato. Tale errore ha configurato una violazione del diritto di difesa, determinando la nullità assoluta del procedimento e del provvedimento impugnato.
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Impugnazione ordinanza: ricorso o opposizione?
La Corte di Cassazione chiarisce la corretta procedura per l'impugnazione di un'ordinanza emessa 'de plano' dal giudice dell'esecuzione. In un caso relativo alla restituzione di una somma sequestrata, la Corte ha stabilito che il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso giudice. L'impugnazione errata è stata quindi riqualificata, applicando il principio del 'favor impugnationis', e gli atti sono stati trasmessi al giudice competente per la decisione.
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Abuso edilizio: no a sanatorie parziali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che revocava un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La sentenza chiarisce che una nuova sanatoria, riguardante solo una parte dell'immobile, non costituisce un "fatto nuovo" tale da superare una precedente decisione di rigetto. La Corte ha ribadito i principi fondamentali dell'"immanenza dell'abusività" e della "valutazione unitaria", affermando che un immobile abusivo deve essere considerato nel suo complesso e non può essere legalizzato per parti separate. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio in linea con questi principi.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che negava l'applicazione della continuazione tra reati. Il giudice di merito aveva erroneamente basato la sua decisione sull'intera 'carriera criminale' del richiedente, invece di limitare l'analisi ai soli reati oggetto dell'istanza. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione deve verificare, a posteriori, l'esistenza di un unico disegno criminoso che leghi specificamente le condotte in esame, senza estendersi ad altri episodi criminali passati o futuri.
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Continuazione tra reati: annullata ordinanza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale che negava il riconoscimento della continuazione tra reati. La decisione è stata motivata dalla totale assenza di un'analisi di merito da parte del giudice, il quale si era limitato ad affermare, erroneamente, che la continuazione fosse già stata esclusa nei precedenti giudizi di cognizione. La Suprema Corte ha ribadito la necessità di una valutazione concreta degli elementi che indicano un medesimo disegno criminoso, rinviando il caso per un nuovo esame. La parola chiave è continuazione tra reati.
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Restituzione del termine: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una richiesta di restituzione del termine. La sentenza chiarisce che, in caso di notifica difettosa, il termine per impugnare decorre dal momento dell'effettiva conoscenza del provvedimento. Pertanto, presentare un'istanza di restituzione del termine è un errore procedurale; la parte avrebbe dovuto impugnare direttamente l'atto non appena ne è venuta a conoscenza.
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Opposizione giudice esecuzione: la via corretta
La Corte di Cassazione ha chiarito la procedura corretta nelle materie di competenza del giudice dell'esecuzione. Contro un'ordinanza che rigetta un'istanza 'de plano' (senza udienza), il rimedio esperibile non è il ricorso per cassazione, bensì l'opposizione al giudice dell'esecuzione stesso. La Corte ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile tale opposizione, ripristinando il diritto della parte a un riesame nel merito in un'udienza formale.
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Giudizio di ottemperanza e diritti dei detenuti
Un detenuto, autorizzato ad acquistare 18 testate giornalistiche ma a cui ne veniva concessa solo una, ha richiesto l'esecuzione del provvedimento. Il Magistrato di sorveglianza ha respinto l'istanza senza udienza. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudizio di ottemperanza, volto a garantire i diritti dei detenuti, deve sempre svolgersi in contraddittorio tra le parti, non potendo essere deciso de plano.
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Opposizione a confisca: nullità senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che respingeva un'opposizione a confisca senza aver prima tenuto un'udienza. Il caso riguardava somme di denaro sequestrate a un individuo condannato per reati di droga. La Suprema Corte ha ribadito che, in fase di esecuzione penale, l'opposizione a confisca deve sempre essere decisa dopo aver garantito il contraddittorio tra le parti in un'apposita udienza. La decisione presa 'de plano', cioè basata solo sugli atti, costituisce una violazione del diritto di difesa e comporta la nullità assoluta del provvedimento.
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