LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2935 Codice Civile — Anno 2023

Pagina 10 di 20

390 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione Contributi: INPS vince sul tempo, ma il reddito pesa
Una professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi del 2008, sostenendo che il debito è estinto. La Cassazione interviene sul tema della prescrizione contributi Gestione Separata. La Corte stabilisce che il termine per calcolare la prescrizione non parte dalla scadenza ordinaria, ma da quella effettiva, incluse le proroghe stabilite da decreti governativi (DPCM). Pertanto, il ricorso dell'INPS è fondato. Tuttavia, accoglie anche il ricorso della professionista, ordinando al giudice di verificare se l'obbligo contributivo sussistesse in base alla natura 'abituale' dell'attività o al superamento della soglia di reddito. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Revocatoria Penale: la condanna annulla il fondo patrimoniale
Un debitore, condannato per appropriazione indebita, aveva costituito un fondo patrimoniale per proteggere i suoi beni dalla società creditrice. La Cassazione ha stabilito un principio cruciale sulla prescrizione della revocatoria penale. Il termine di cinque anni per agire non decorre da quando il fondo è stato creato, ma dalla data della sentenza di condanna penale. Questo perché la condanna è il presupposto indispensabile per esercitare questa specifica azione. Di conseguenza, l'azione della società creditrice è stata considerata tempestiva, il fondo è stato dichiarato inefficace nei suoi confronti e il debitore ha perso la causa, dovendo rispondere con i suoi beni.
Continua »
Prescrizione Revisione Prezzi: Diritto perso per attesa eccessiva
La Cassazione affronta il tema della prescrizione revisione prezzi in un appalto pubblico. Gli eredi di un appaltatore chiedevano un compenso aggiuntivo, ma la Stazione Appaltante ha eccepito la prescrizione. Il problema era stabilire da quando partisse il termine per far valere il diritto. Secondo i giudici, il termine di prescrizione inizia a decorrere da quando il diritto può essere esercitato, ovvero dalla fine dei lavori, e non dalla conclusione di un eventuale procedimento amministrativo per la determinazione dell'importo. Attendere l'esito del ricorso amministrativo non sospende la prescrizione. Di conseguenza, il diritto degli eredi è stato dichiarato estinto per il decorso del tempo e la loro richiesta è stata respinta.
Continua »
Condono debiti INPS: la prescrizione si ferma, non si cancella
Una società, prima di fallire, aveva aderito a un condono per debiti previdenziali. L'Ente creditore ha poi chiesto di ammettere il suo credito nel fallimento, ma il curatore si è opposto sostenendo che il debito fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale: la domanda di adesione a un condono determina la sospensione della prescrizione per condono. Il termine, quindi, non continua a decorrere durante tutto il periodo del piano di rateizzazione. Di conseguenza, il credito dell'Ente non era prescritto. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, annullando la precedente decisione sfavorevole.
Continua »
Prescrizione Indebito Bancario: Data Errata, Causa Persa per il Cliente
Un'azienda ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente pagate, indicando una data di chiusura del conto. La banca si è difesa invocando la prescrizione. Durante la causa è emersa una data di chiusura del conto anteriore a quella indicata dall'azienda. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla banca, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione ripetizione indebito bancario: la banca non è tenuta a specificare ogni singola rimessa per sollevare l'eccezione di prescrizione. Inoltre, la data corretta di inizio della prescrizione deve essere accertata dal giudice sulla base delle prove, senza essere vincolato da quanto inizialmente dichiarato dalle parti. La banca ha quindi vinto il ricorso.
Continua »
Esecuzione in forma specifica: il costruttore si rifiuta, vince il compratore
Un acquirente cita in giudizio un'impresa costruttrice per ottenere il trasferimento di un immobile, come previsto da un contratto preliminare. L'impresa si oppone, sostenendo che il diritto dell'acquirente sia scaduto (prescritto) e che il prezzo non sia stato interamente pagato. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, dà ragione all'acquirente. Stabilisce che il diritto non era prescritto e che il piccolo saldo residuo non impediva l'Esecuzione in forma specifica del contratto. La Corte ha quindi ordinato il trasferimento della proprietà, subordinandolo al pagamento della minima somma rimanente. L'acquirente vince la causa.
Continua »
Prescrizione Contributi: la Sentenza sul Lavoro non basta
Un lavoratore ottiene il riconoscimento giudiziale del suo rapporto di lavoro, ma la richiesta di accredito dei contributi all'INPS arriva tardi. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione contributi previdenziali: il termine di cinque anni non decorre dalla data della sentenza che accerta il lavoro, ma dal giorno in cui ogni singola retribuzione doveva essere pagata. La causa tra lavoratore e azienda non interrompe questo termine nei confronti dell'INPS. Di conseguenza, l'ente previdenziale vince la causa, poiché il diritto a una parte dei contributi era ormai estinto per il decorso del tempo.
Continua »
Truffa bancaria e prescrizione: vince il risparmiatore in Cassazione
Una risparmiatrice chiede alla sua banca il risarcimento per un ammanco di quasi 80.000 euro, causato da una truffa del promotore finanziario. La banca si difende sostenendo che il diritto è prescritto. La Corte di Cassazione interviene sul tema della decorrenza della prescrizione, stabilendo un principio fondamentale: il termine per agire non parte da un momento astratto, ma da quando la vittima ha la concreta e oggettiva possibilità di percepire il danno e la sua causa illecita. Nel caso specifico, la conclusione di un precedente contenzioso fiscale era un fatto decisivo per questa consapevolezza. Poiché la Corte d'Appello aveva ignorato questo argomento, la sua sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
Continua »
Danno da Immissioni: Niente Risarcimento Senza Nesso di Causalità
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento di un gruppo di cittadini per il deprezzamento dei loro immobili, presumibilmente causato dalle immissioni di uno stabilimento industriale. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione di un preciso nesso di causalità nel danno da immissioni. I giudici hanno stabilito che non è sufficiente denunciare la presenza di inquinamento; è necessario provare in modo rigoroso che la perdita di valore delle case sia una conseguenza diretta e specifica di quelle emissioni. La domanda dei cittadini è stata quindi respinta per carenza di prova sul legame causa-effetto.
Continua »
Prescrizione liquidazione quota: il diritto si perde senza attesa
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione del diritto alla liquidazione della quota societaria ereditata. Un erede chiedeva il pagamento della quota del socio defunto, ma la società si opponeva sostenendo che il diritto fosse ormai prescritto. L'erede riteneva che il termine dovesse decorrere solo dalla sentenza che lo riconosceva tale. La Cassazione ha dato torto all'erede, stabilendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione decorre da quando il diritto può essere legalmente fatto valere, non da quando esiste una 'possibilità pratica' di esercitarlo. La necessità di un accertamento giudiziale non ferma il decorso del tempo. Di conseguenza, l'erede ha perso il suo diritto per aver agito troppo tardi.
Continua »
Fondo patrimoniale revocato: la trascrizione salva i creditori
La Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria fondo patrimoniale e donazioni immobiliari. Un debitore, garante per una società, aveva trasferito beni ai figli e costituito un fondo patrimoniale con la moglie. I creditori hanno agito per rendere inefficaci tali atti. La Corte ha stabilito due principi chiave. Primo, il termine di prescrizione di cinque anni per l'azione revocatoria non decorre dalla data dell'atto notarile, ma dalla sua trascrizione nei registri pubblici, momento in cui l'atto diventa conoscibile a terzi. Secondo, nell'azione contro un fondo patrimoniale devono essere citati in giudizio entrambi i coniugi, anche quello non proprietario dei beni, perché entrambi sono beneficiari. L'appello del debitore e della sua famiglia è stato respinto.
Continua »
Prescrizione crediti di lavoro: stop al conteggio durante il rapporto
Un lavoratore ha chiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante l'apprendistato. L'Azienda si è opposta, sostenendo che il diritto a ricevere le differenze retributive fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Lavoratore, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione crediti di lavoro. Dopo le riforme del 2012 (Legge Fornero), il rapporto di lavoro non è più considerato sufficientemente stabile da proteggere il dipendente da possibili ritorsioni. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni per i crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro, ma inizia a contarsi solo dalla sua cessazione. La richiesta del lavoratore è stata quindi accolta.
Continua »
Prescrizione Rimesse Solutorie: No al Fido di Fatto Bancario
Una società ha citato in giudizio una banca per recuperare oneri ritenuti illegittimi. La banca si è difesa sostenendo che il diritto alla restituzione era scaduto. La Cassazione ha dato ragione alla banca, chiarendo il principio della prescrizione rimesse solutorie. Ha stabilito che il termine di dieci anni per la richiesta di rimborso non parte dalla chiusura del conto, ma dalla data di ogni singolo versamento effettuato per coprire un 'rosso' non autorizzato da un contratto di fido. La Corte ha inoltre ribadito l'inesistenza giuridica del cosiddetto 'fido di fatto', affermando che la sola tolleranza della banca non equivale a un'apertura di credito formale.
Continua »
Prescrizione Azione di Ripetizione: Banca vince con difesa generica
Dei correntisti citano in giudizio una banca per ottenere la restituzione di somme indebitamente pagate sul conto corrente. La banca si difende sollevando l'eccezione di prescrizione. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: per la validità della difesa della banca, non è necessario che questa indichi analiticamente ogni singola rimessa di denaro ritenuta prescritta. È sufficiente una dichiarazione generica di volersi avvalere della prescrizione. Questa sentenza stabilisce un principio importante sulla 'prescrizione azione di ripetizione', semplificando l'onere difensivo per gli istituti di credito e confermando che l'inerzia del titolare del diritto è il fattore chiave.
Continua »
Cessione d’azienda illegittima: risarcimento a rischio prescrizione
Un lavoratore, trasferito a un'altra società tramite una cessione di ramo d'azienda poi dichiarata illegittima, ha chiesto un risarcimento alla sua azienda originaria. L'azienda si è difesa sostenendo che il diritto fosse scaduto. La Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del risarcimento in caso di cessione di ramo d'azienda illegittima. Ha stabilito un principio fondamentale: la semplice causa per far dichiarare illegittima la cessione non interrompe automaticamente la prescrizione per la richiesta di danni. Per interromperla, l'atto iniziale deve contenere una chiara volontà di chiedere anche un risarcimento. La Corte ha quindi dato ragione all'azienda, annullando la precedente decisione favorevole al lavoratore.
Continua »
Prescrizione Contributi: Scadenza Pagamento Batte Dichiarazione
Una professionista si oppone a una richiesta di contributi del 2011 da parte dell'Ente Previdenziale, sostenendo che il diritto alla riscossione fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione contributi Gestione Separata: il termine di cinque anni non inizia a decorrere dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi, ma dalla scadenza legale prevista per il pagamento di quei contributi. La semplice omissione dei dati nella dichiarazione non sospende automaticamente la prescrizione. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, dando ragione alla professionista e rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Documento perso in causa? Il Giudice ha l’onere della ricerca
Gli eredi di una donna chiedevano la restituzione di somme prelevate dal marito da un libretto cointestato. Gli eredi del marito sostenevano che il diritto fosse prescritto. La controversia si è incentrata su una lettera che avrebbe interrotto la prescrizione, ma che risultava smarrita dal fascicolo di causa. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice non può ignorare un documento solo perché non lo trova fisicamente. Esiste un preciso onere di ricerca del documento in giudizio: il giudice deve disporre la ricerca o la ricostruzione del documento se questo risulta regolarmente depositato. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio.
Continua »
Prescrizione Contributi INPS: Errore di Calcolo non Salva l’Ente
Un Contribuente si oppone a una richiesta di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi INPS. L'Ente Previdenziale e l'Agente della Riscossione ricorrono in Cassazione, lamentando un errore di calcolo delle date da parte dei giudici di merito. La Suprema Corte rigetta i ricorsi, stabilendo un principio fondamentale: un semplice errore materiale nel calcolo del tempo, basato su date non contestate, costituisce un 'errore di fatto'. Questo tipo di errore non può essere contestato con un ricorso per cassazione, ma con un altro strumento legale. Di conseguenza, la prescrizione quinquennale del debito è confermata e il Contribuente vince la causa.
Continua »
Prescrizione Crediti di Lavoro: la Riforma Fornero blocca i termini
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante l'apprendistato. L'azienda si è opposta, sostenendo che il diritto alle differenze retributive fosse scaduto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione crediti di lavoro. Dopo le riforme del 2012 (Legge Fornero), il rapporto di lavoro non gode più di una stabilità tale da escludere il timore del licenziamento. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni non decorre durante il rapporto, ma inizia solo dal momento della sua cessazione. L'azienda è stata quindi condannata a pagare le somme dovute.
Continua »
Prescrizione Contributi Gestione Separata: Proroga Salva l’INPS
Un professionista ometteva di versare i contributi dovuti alla Gestione Separata INPS per due annualità. L'INPS richiedeva il pagamento, ma il professionista eccepiva l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza della prescrizione contributi Gestione Separata. Ha stabilito che il termine di cinque anni non parte dalla scadenza originaria, ma dalla data di pagamento effettiva, anche se prorogata da un decreto del Governo (D.P.C.M.). Di conseguenza, la proroga dei versamenti fiscali sposta in avanti anche l'inizio del conto alla rovescia per la prescrizione. La Corte ha quindi dato ragione all'INPS, annullando la precedente decisione e rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
Continua »