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Prescrizione crediti di lavoro: stop al conteggio durante il rapporto

Un lavoratore ha chiesto il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata durante l’apprendistato. L’Azienda si è opposta, sostenendo che il diritto a ricevere le differenze retributive fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Lavoratore, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione crediti di lavoro. Dopo le riforme del 2012 (Legge Fornero), il rapporto di lavoro non è più considerato sufficientemente stabile da proteggere il dipendente da possibili ritorsioni. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni per i crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro, ma inizia a contarsi solo dalla sua cessazione. La richiesta del lavoratore è stata quindi accolta.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 8403 Anno 2023
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Pubblicato il 30 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Quando scadono i diritti dei lavoratori?

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito un punto cruciale per milioni di lavoratori: la decorrenza della prescrizione crediti di lavoro. La sentenza stabilisce che, a seguito delle riforme legislative del 2012, il tempo per richiedere le differenze retributive non scorre mentre il rapporto è in corso, ma solo alla sua conclusione. Questa decisione protegge i dipendenti che, per timore di un licenziamento, potrebbero esitare a far valere i propri diritti.

La vicenda: anzianità e stipendio

Il caso nasce dalla richiesta di un Lavoratore. Egli chiedeva alla sua Azienda di includere anche il periodo di apprendistato nel calcolo dell’anzianità di servizio. Questo riconoscimento avrebbe comportato degli aumenti periodici di stipendio e, di conseguenza, il pagamento di somme arretrate. L’Azienda ha respinto la richiesta. Secondo la difesa aziendale, il diritto del dipendente a ricevere quegli importi era ormai prescritto, cioè scaduto. Il Lavoratore avrebbe dovuto richiederli entro cinque anni dal momento in cui erano maturati, anche se era ancora assunto.

La tesi dell’Azienda: la prescrizione corre sempre

L’Azienda sosteneva che il rapporto di lavoro a tempo indeterminato fosse, per sua natura, stabile. Questa stabilità, secondo l’impresa, eliminava il cosiddetto ‘metus’, ovvero la paura del lavoratore di subire ritorsioni, come un licenziamento, se avesse fatto causa per ottenere quanto gli spettava. Di conseguenza, l’orologio della prescrizione avrebbe dovuto iniziare a ticchettare immediatamente, mese dopo mese, anche durante il rapporto di lavoro. Trascorsi cinque anni, ogni diritto non esercitato sarebbe andato perso per sempre.

Il nodo cruciale: la stabilità del lavoro dopo la Riforma Fornero

La questione centrale affrontata dalla Cassazione è stata proprio questa: il rapporto di lavoro, dopo le modifiche introdotte dalla Legge Fornero nel 2012 e dal Jobs Act nel 2015, offre ancora quella ‘stabilità reale’ che giustifica la decorrenza della prescrizione in costanza di rapporto? In passato, la giurisprudenza consolidata riteneva che solo in un rapporto di lavoro molto protetto, dove il licenziamento illegittimo portava quasi sempre al reintegro, il lavoratore fosse libero di agire senza timore. La prescrizione crediti di lavoro, quindi, poteva decorrere.

Le motivazioni della Cassazione: la stabilità non è più garantita

La Corte di Cassazione ha dato una risposta negativa. I giudici hanno affermato che il quadro normativo introdotto dalla Legge Fornero ha indebolito le tutele contro i licenziamenti illegittimi. Le nuove regole non garantiscono più con certezza il reintegro nel posto di lavoro, prevedendo spesso solo un indennizzo economico. Questa minore protezione espone il lavoratore al rischio di ritorsioni da parte del datore di lavoro. Non si può quindi pretendere che un dipendente faccia causa alla propria azienda mentre il contratto è ancora in vigore. Il suo timore di perdere il posto è fondato e giustificato.

Le conclusioni: la prescrizione crediti di lavoro decorre a fine rapporto

La Corte ha quindi sancito un principio di diritto chiaro e fondamentale. Per tutti i diritti del lavoratore che non erano già prescritti prima dell’entrata in vigore della Riforma Fornero, il termine di prescrizione di cinque anni inizia a decorrere solo dal giorno della cessazione del rapporto di lavoro. La sentenza ha quindi rigettato il ricorso dell’Azienda e confermato il diritto del Lavoratore a ottenere le differenze retributive richieste. Vince il Lavoratore, che vedrà riconosciuta la sua anzianità e riceverà gli arretrati. L’Azienda è stata condannata a pagare.

Da quando inizia a decorrere la prescrizione per i miei crediti da lavoro?
Secondo la Cassazione, per i rapporti di lavoro soggetti alla disciplina post 2012, la prescrizione di cinque anni inizia a decorrere solo dalla data di cessazione del rapporto, non durante.

Posso chiedere arretrati di stipendio di più di 5 anni fa se sono ancora assunto?
Sì, perché secondo questo orientamento il termine di prescrizione non corre mentre il rapporto di lavoro è in corso, data la mancanza di una piena stabilità che ti protegga da ritorsioni.

Questa regola vale per tutti i lavoratori a tempo indeterminato?
La sentenza si applica ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato soggetti alla disciplina introdotta dalla Legge Fornero (2012) e successive, che non godono della stessa ‘stabilità reale’ del passato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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