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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2024

423 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di mutui bancari condizionati, applicando il principio della 'doppia conforme'. I ricorrenti, mutuatari inadempienti alle condizioni contrattuali, avevano impugnato la sentenza d'appello che, confermando la decisione di primo grado, li condannava alla restituzione delle somme. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di due decisioni di merito conformi sulla ricostruzione dei fatti, non è possibile contestare la motivazione in sede di legittimità senza dimostrare la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle due sentenze.
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Prescrizione rimesse bancarie: onere della prova
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 29/02/2024, ha chiarito importanti principi in materia di prescrizione rimesse bancarie. In un caso tra un istituto di credito e una società correntista, la Corte ha stabilito che spetta al cliente, che agisce per la ripetizione dell'indebito, provare l'esistenza di un'apertura di credito. Questa prova è fondamentale per qualificare le rimesse come ripristinatorie e non solutorie, incidendo così sulla decorrenza della prescrizione. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver applicato correttamente tale onere probatorio.
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Saldo rettificato: la Cassazione sul calcolo prescrizione
La Suprema Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5428/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contenzioso bancario. In un caso di azione di ripetizione di indebito promossa da una società contro un istituto di credito, la Corte ha chiarito che il calcolo della prescrizione deve basarsi sul 'saldo rettificato'. Questo significa che per determinare quali versamenti del correntista siano da considerarsi solutori (e quindi da cui far decorrere la prescrizione), non si deve guardare al saldo indicato dalla banca, ma a quello ricalcolato dal consulente tecnico d'ufficio dopo aver eliminato tutte le appostazioni illegittime. La decisione della Corte d'Appello, che aveva utilizzato il criterio del saldo contabile della banca, è stata cassata, e il caso rinviato per un nuovo esame.
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Onere della prova fido bancario: la Cassazione chiarisce
Una società ha citato in giudizio la propria banca per addebiti indebiti. La banca si è difesa eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha chiarito che spetta al cliente l'onere della prova del fido bancario per contrastare tale difesa. Tuttavia, questa prova non richiede necessariamente un contratto scritto separato, potendo risultare anche dal contratto di conto corrente principale e dai suoi allegati. La Corte d'Appello aveva errato nel non esaminare le prove documentali fornite dal cliente.
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Onere della prova bancario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un istituto di credito, chiarendo importanti principi sull'onere della prova e sulla prescrizione nelle azioni di ripetizione dell'indebito. Quando le richieste di restituzione per operazioni antecedenti a una certa data sono prescritte, il saldo del conto a quella data, come indicato dalla banca, è considerato valido. Spetta al cliente, che non ha più diritto a contestare le operazioni precedenti, fornire la prova contraria. In assenza di tale prova, non si può partire da un 'saldo zero'. La Corte ha inoltre ribadito la necessità dell'autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando decorre?
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto perché la richiesta era stata presentata oltre dieci anni dopo il pensionamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10225/2024, ha annullato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione rivalutazione amianto: il termine decennale non decorre automaticamente dalla data del pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza del suo diritto, ovvero della pregressa esposizione nociva.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10113/2024, si è pronunciata sul tema del risarcimento per i medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. Ha dichiarato inammissibile il ricorso della Presidenza del Consiglio e ha rigettato i ricorsi incidentali dei medici, confermando che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999.
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Mansioni superiori: quando la Cassazione non riesamina
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di mansioni superiori e le relative differenze retributive. La Corte ha stabilito che il ricorso era inammissibile perché mirava a un riesame delle prove e dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La sentenza ha inoltre precisato che l'eccezione di prescrizione, una volta sollevata, resta valida anche se la parte è contumace nel successivo giudizio di rinvio.
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Prescrizione contributi agricoli: la decorrenza
Un'azienda agricola ha contestato una richiesta di pagamento per differenze contributive. Il punto centrale era la data di inizio della prescrizione dei contributi agricoli. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decorre non dalla data di presentazione delle denunce periodiche, ma dalla scadenza legale fissata per il pagamento, poiché solo da quel momento l'ente previdenziale può esigere il credito.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un vasto contenzioso avviato da medici specializzandi contro lo Stato per il mancato pagamento di un'adeguata remunerazione. L'ordinanza conferma il consolidato orientamento secondo cui la prescrizione decennale del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. Tuttavia, la Corte ha stabilito un principio procedurale cruciale: l'eccezione di prescrizione sollevata contro gli attori originari non si estende automaticamente ai medici intervenuti successivamente nel giudizio. Tale eccezione deve essere specificamente riproposta nei loro confronti. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per le posizioni di questi ultimi.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: il caso analizzato
Una società, dopo aver perso in appello una causa per la restituzione di contributi previdenziali, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a causa di un'evoluzione giurisprudenziale sfavorevole, ha deciso di ritirare il ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando le spese legali tra le parti data la particolarità della situazione.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Una lavoratrice ha contestato il rigetto parziale delle sue pretese retributive, ritenute prescritte. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che, a seguito delle riforme del lavoro dal 2012, la prescrizione crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto e non più in sua costanza, a causa della venuta meno della stabilità reale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Esibizione documentazione bancaria: quando è inammissibile
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'istanza di esibizione documentazione bancaria in corso di causa. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una banca, stabilendo che la richiesta di produrre documenti ex art. 210 c.p.c. non può essere generica o esplorativa e deve essere preceduta da una richiesta formale alla banca ai sensi dell'art. 119 del Testo Unico Bancario. Senza questa prova preliminare e la specificità della richiesta, l'onere della prova resta a carico del cliente.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e contratti bancari
Due clienti hanno citato in giudizio una banca per presunte irregolarità su un conto corrente e un mutuo con ammortamento alla francese, tra cui l'anatocismo. Dopo la reiezione in Appello, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in toto, confermando la sentenza precedente. I motivi sono stati respinti perché criticavano la valutazione dei fatti del giudice di merito, potere non concesso in sede di legittimità.
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Prescrizione sanzioni doganali: quando decorre
Un contribuente, accusato di contrabbando di preziosi e poi assolto per depenalizzazione del reato, contesta una sanzione amministrativa ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione chiarisce che il termine di prescrizione delle sanzioni doganali decorre non da una precedente sentenza di Cassazione, ma dalla decisione di merito che, prendendo atto della depenalizzazione, assolve l'imputato e trasmette gli atti all'autorità amministrativa. Di conseguenza, il ricorso del contribuente viene rigettato.
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Prescrizione azione di regresso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione per l'azione di regresso esercitata dall'impresa designata dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada è decennale, non biennale. Il caso riguardava un conducente non assicurato citato per il rimborso di quanto pagato al danneggiato. La Corte ha stabilito che l'azione è autonoma e non una surrogazione, con termine che decorre dal pagamento. Ha inoltre ritenuto valido l'atto interruttivo della prescrizione compiuto da un terzo, anche in assenza di mandato scritto, se l'operato è stato poi ratificato dalla mandante.
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Prescrizione ripetizione indebito: la prova del fido
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente addebitate su un conto corrente. In sede di appello, la banca è stata condannata, ma ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la prescrizione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza precedente. La motivazione del giudice d'appello è stata ritenuta incomprensibile nel punto in cui desumeva l'esistenza di un'apertura di credito dalla mera applicazione di interessi passivi. La Corte ha ribadito che spetta al correntista provare l'esistenza del fido per posticipare il decorso della prescrizione ripetizione indebito alla chiusura del conto.
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Buona fede accipiens: quando decorrono gli interessi?
Una società, dopo aver ricevuto e poi rinunciato a un contributo pubblico, si opponeva alla richiesta di restituzione del Ministero, eccependo la prescrizione. La Cassazione, con l'ordinanza n. 12362/2024, ha stabilito due principi fondamentali: 1) il termine di prescrizione per la restituzione decorre non dalla rinuncia del privato, ma dal successivo decreto di revoca dell'amministrazione; 2) ha accolto il ricorso sul tema della buona fede accipiens, chiarendo che questa è presunta e la successiva rinuncia al beneficio non dimostra automaticamente la malafede al momento della ricezione. Pertanto, gli interessi non decorrono dal giorno del pagamento ma dalla domanda giudiziale, salvo prova contraria della malafede.
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Revocatoria ordinaria: la prova della conoscenza
La Corte di Cassazione analizza un caso di revocatoria ordinaria contro il secondo acquirente di un immobile, originariamente venduto da una società poi fallita. La Corte conferma che la conoscenza del pregiudizio ai creditori da parte del subacquirente può essere dimostrata tramite presunzioni, come un forte sconto sul prezzo e la notorietà dello stato di insolvenza del venditore originario. Viene inoltre chiarito che il termine di prescrizione per l'azione decorre dalla data del secondo atto di acquisto, non dal primo.
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Prescrizione crediti di lavoro: la Cassazione decide
Una lavoratrice si oppone all'esclusione di parte dei suoi crediti dallo stato passivo di un'azienda in amministrazione straordinaria. Il Tribunale aveva dichiarato la prescrizione dei crediti più vecchi, ritenendo il rapporto di lavoro stabile. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che a seguito delle riforme del 2012 e 2015, la stabilità del posto non è più tale da giustificare la decorrenza della prescrizione crediti di lavoro in costanza di rapporto. Pertanto, il termine di cinque anni inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto stesso.
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