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Art. 2697 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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2586 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Debiti della cooperativa estinta: gli ex soci non sono terzi
Un professionista richiede il pagamento di parcelle legali ai singoli ex soci dopo la chiusura della loro societa cooperativa. Il tribunale di secondo grado condanna gli ex soci al pagamento, qualificando l'accordo come un contratto di espromissione. Una ex socia propone ricorso in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso della donna. I giudici chiariscono che i debiti della cooperativa estinta passano ai soci per via di un fenomeno successorio e non tramite espromissione. Gli ex soci non sono terzi estranei, ma successori nei debiti sociali. La sentenza viene annullata e la causa viene rinviata alla Corte d'Appello per riesaminare la vicenda con i corretti principi di diritto.
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Taratura autovelox: la prova spetta all’ente e non al guidatore
Un automobilista riceve una multa per eccesso di velocità e impugna il verbale contestando il difetto di verifica periodica del dispositivo. Il Tribunale rigetta l'opposizione, sostenendo che spettasse al cittadino provare il malfunzionamento dello strumento. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'automobilista e annulla la pronuncia di secondo grado. I giudici stabiliscono che la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di dimostrare la corretta e periodica taratura autovelox tramite apposito certificato. L'omologazione iniziale dell'apparecchio non basta a certificarne l'affidabilità nel tempo. La sentenza viene quindi cassata e rinviata a un altro giudice per una nuova decisione conforme a tale regola probatoria.
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Finanziamento agevolato: niente risarcimento per l’azienda morosa
Un'impresa colpita da calamità naturale ha richiesto l'estensione dei contributi pubblici collegati a un finanziamento agevolato. L'ente gestore ha respinto la richiesta per esaurimento dei fondi statali dopo una lunga istruttoria. La società ha citato in giudizio l'ente gestore, lamentando danni economici per il ritardo nella gestione della pratica. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda risarcitoria evidenziando sia la mancata prova del nesso causale e dei fondi, sia l'inadempimento dell'impresa nel pagamento delle rate pregresse del mutuo. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso. Il debitore moroso verso la banca perde il diritto alle agevolazioni statali indipendentemente dai ritardi burocratici dell'ente.
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Risarcimento danni preliminare immobile: calcolo e tutele
Un acquirente firma un contratto preliminare per un garage e versa un acconto. Il venditore non realizza l'immobile a causa del mancato rilascio della concessione edilizia. L'acquirente richiede quindi lo scioglimento dell'accordo e il risarcimento danni preliminare immobile. L'erede del venditore sostiene l'assenza di colpa per l'ostacolo amministrativo. La Corte di Cassazione rigetta sia il ricorso dell'erede sia quello dell'acquirente. I giudici stabiliscono che il venditore deve provare la non imputabilità dell'ostacolo. Il risarcimento ammonta alla differenza tra il valore di mercato dell'immobile al momento della domanda giudiziale e il prezzo pattuito rivalutato.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza su ritardo lavori
Un'Azienda Costruttrice ha citato in giudizio un Consorzio per ottenere risarcimenti e pagamenti relativi a un appalto pubblico. Il Consorzio ha chiesto una penale per il ritardo nell'ultimazione dei lavori. I giudici di merito hanno respinto la richiesta di penale del Consorzio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Consorzio, annullando la sentenza d'appello per "motivazione apparente". La Corte ha stabilito che la giustificazione fornita per negare la penale era insufficiente e non permetteva di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dal giudice. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Provvigione del Mediatore: Diritto anche con incarico unilaterale?
Un intermediario immobiliare ha chiesto il pagamento della provvigione del mediatore a un acquirente per aver facilitato l'acquisto di un complesso immobiliare. L'acquirente si è rifiutato, sostenendo che non vi fosse stata attività di mediazione e che l'intermediario non fosse imparziale, avendo ricevuto un incarico da un'altra parte. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla provvigione del mediatore sussiste anche se l'incarico proviene da una sola parte, purché l'altra parte abbia accettato e beneficiato dell'attività dell'intermediario, portando alla conclusione dell'affare. L'intermediario ha dimostrato di aver agito nell'interesse di tutte le parti coinvolte, garantendo la sua imparzialità. L'acquirente è stato condannato a pagare la provvigione e le spese legali.
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Inadempimento Contrattuale Grave: quando il ritardo non basta
Un'Azienda Committente ha richiesto la risoluzione di un contratto di fornitura per presunto inadempimento contrattuale grave da parte dell'Azienda Fornitrice, a causa di ritardi nella consegna di materiali e problemi igienico-sanitari delle pedane. I giudici di merito hanno escluso la gravità dell'inadempimento e la natura essenziale del termine di consegna, condannando la Committente al pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso della Committente. Ha ribadito che la valutazione sull'essenzialità del termine e sulla gravità dell'inadempimento spetta ai giudici di merito, se motivata correttamente.
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Usucapione tra coniugi: la Cassazione nega la proprietà al detentore
Un uomo ha cercato di ottenere la proprietà per usucapione di un appartamento che era stato della moglie, poi espropriato e venduto a terzi. Egli sosteneva di aver sempre posseduto l'immobile come proprietario. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando che il coniuge che vive in una casa di proprietà esclusiva dell'altro è un semplice detentore (chi usa la cosa riconoscendo il proprietario), non un possessore. Per acquisire per usucapione, non basta l'intenzione interna, ma serve un atto esterno che dimostri chiaramente il cambiamento da detentore a possessore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'uomo condannato a pagare le spese legali.
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Clausola Vessatoria Agenzia Immobiliare: Recesso e Provvigione
Una persona ha sottoscritto una proposta di locazione tramite un'agenzia immobiliare, versando un deposito. Ha poi receduto, contestando la mancanza di requisiti igienico-sanitari dell'immobile e la validità di una `clausola vessatoria agenzia immobiliare` che prevedeva la trattenuta del deposito come penale e provvigione. Il Giudice di Pace ha respinto la sua domanda. Il Tribunale ha ritenuto la clausola penale vessatoria, ma ha comunque riconosciuto all'agenzia il diritto alla provvigione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della persona, confermando l'inammissibilità delle sue contestazioni sui fatti, già decisi in modo conforme nei gradi precedenti.
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Usucapione della Servitù di Passaggio: Paletti e Diritti Contesi
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di usucapione della servitù di passaggio. Alcuni proprietari contestavano l'esistenza di tale diritto su una strada che attraversava i loro fondi. La Corte d'Appello aveva invece riconosciuto l'avvenuta usucapione della servitù di passaggio a favore di un'altra proprietaria, basandosi sul possesso ultraventennale. I proprietari originari hanno presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la mancanza dei requisiti per l'usucapione e l'interruzione del possesso. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso principale, confermando l'acquisto per usucapione della servitù di passaggio. Ha invece accolto il ricorso incidentale della proprietaria che aveva usucapito il diritto, rinviando la causa per la decisione sulla rimozione dei paletti che impedivano il transito.
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Prezzo Appalto Non Pattuito: La Cassazione Conferma la Determinazione Giudiziale
Un Fornitore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per il saldo di lavori di coibentazione su scafi navali. Il Cliente si è opposto, sostenendo di aver già pagato. Dopo che il Tribunale aveva revocato il decreto, la Corte d'Appello ha parzialmente accolto l'appello del Fornitore, condannando il Cliente al pagamento di una somma. La Corte d'Appello ha applicato l'Art. 1657 c.c. per la Determinazione prezzo appalto, in assenza di un accordo preventivo. Il Cliente ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha rigettato. La Cassazione ha ribadito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Onere della prova dell’usucapione: vince chi difende i confini
I proprietari di un fondo agricolo hanno avviato una causa per definire i confini esatti con la proprietà vicina e tutelare una servitù. L'ente proprietario del terreno confinante ha reagito chiedendo l'usucapione della striscia contesa. I giudici di merito hanno accolto la richiesta dell'ente senza un'istruttoria rigorosa, basandosi su presunzioni generiche. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Il collegio ha stabilito che l'onere della prova dell'usucapione grava interamente su chi dichiara di aver posseduto il bene per il tempo prescritto dalla legge. Chi richiede l'acquisto a titolo originario deve dimostrare in modo inequivocabile gli atti materiali di possesso e la loro durata ventennale, senza scaricare l'onere probatorio sulla controparte.
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Architetto vs. Camera di Commercio: Mediazione Immobiliare Senza Iscrizione
La Camera di Commercio ha sanzionato un Architetto per presunta **mediazione immobiliare senza iscrizione**, contestando che avesse svolto attività di mediatore. L'Architetto ha sostenuto di aver fornito solo supporto tecnico e linguistico, senza mettere in relazione le parti. Il Tribunale ha annullato la sanzione, ritenendo insufficienti le prove dell'Amministrazione. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che gli indizi forniti (annunci con contatti) non erano abbastanza gravi, precisi e concordanti per dimostrare un'attività di mediazione vera e propria, potendo essere compatibili con un ruolo meramente ausiliario. L'Architetto vince.
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Sottotetto pertinenziale: da ripostiglio abusivo a proprietà esclusiva
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un sottotetto conteso tra due proprietari di appartamenti nello stesso edificio. L'Inquilina rivendicava la proprietà esclusiva di un sottotetto, sostenendo che servisse da camera d'aria isolante per il suo appartamento. Il Proprietario lo aveva invece trasformato in ripostiglio. I giudici hanno stabilito che il sottotetto, per la sua funzione esclusiva di isolamento, costituisce un sottotetto pertinenziale dell'appartamento sottostante, anche se i titoli di proprietà non lo specificavano chiaramente. La Cassazione ha confermato questa decisione, condannando il Proprietario a ripristinare lo stato dei luoghi e a risarcire i danni, ribadendo l'importanza della funzione del bene per determinarne la natura giuridica.
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Usucapione: Eredi Contro Venditore, Chi Prova la Proprietà?
Tre eredi hanno agito in giudizio per rivendicare la proprietà di due terreni, scoprendo che uno di essi era stato venduto da un soggetto che ne rivendicava l'acquisto per usucapione. Dopo un primo grado favorevole agli eredi, la Corte d'Appello ha parzialmente riformato la decisione, ritenendo non provata la proprietà degli eredi su un mappale e confermando il rigetto dell'eccezione di usucapione per mancanza di prova. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei venditori, ribadendo che chi eccepisce l'acquisto per usucapione deve fornirne la prova, e che non c'è interesse ad impugnare una decisione già favorevole.
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Provvigione Mediatore: Condizione Sospensiva non Avverata, Compenso Negato
La Corte di Cassazione ha chiarito il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare in presenza di una condizione sospensiva. Un cliente aveva stipulato un preliminare di vendita condizionato alla verifica della situazione finanziaria della società venditrice e alla possibilità di cambiare la destinazione d'uso dell'immobile. Le parti avevano poi rinunciato all'affare. La società mediatrice aveva chiesto la provvigione. La Cassazione ha stabilito che il mediatore ha diritto alla provvigione solo se la condizione sospensiva si è effettivamente verificata. L'onere di provare il verificarsi di tale condizione spetta al mediatore. La rinuncia successiva delle parti all'affare non basta a far sorgere il diritto alla provvigione se la condizione non è stata provata come avverata.
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Usucapione Condominiale: Possesso Esclusivo Contro Diritto Comune
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni condomini che pretendevano l'usucapione condominiale di porzioni di area comune esterna. I ricorrenti avevano goduto in via esclusiva di tali aree, ma non avevano dimostrato un possesso incompatibile con la comproprietà degli altri condomini. La Corte ha ribadito che per l'usucapione di un bene comune, il comproprietario deve esercitare un possesso "uti dominus" (come proprietario esclusivo), escludendo in modo univoco gli altri. Le semplici delimitazioni o l'astensione degli altri condomini non bastano. L'onere di provare tale possesso esclusivo spetta a chi lo rivendica.
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Terreno Inedificabile: Vizi della Cosa Venduta e Riduzione del Prezzo
Un Consorzio ha venduto un terreno a un'Azienda per la costruzione di un capannone industriale. Dopo l'acquisto, un'indagine geologica ha rivelato che il terreno non era idoneo all'edificazione, presentando quindi dei **vizi della cosa venduta**. L'Azienda ha chiesto la riduzione del prezzo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, accogliendo la richiesta dell'Azienda e condannando il Consorzio a restituire parte del prezzo. Ha ribadito l'onere del venditore di garantire l'idoneità del bene all'uso pattuito.
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Violazione distanze costruzioni: il diritto di veduta prevale sull’abuso
La Corte Suprema ha esaminato un caso di violazione distanze costruzioni tra due proprietari. La Proprietaria del piano superiore ha citato in giudizio l'Inquilina del piano inferiore per la rimozione di una tettoia con pareti sul terrazzo, realizzata senza autorizzazioni e che limitava la sua veduta. L'Inquilina ha eccepito l'usucapione e contestato la base della domanda. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Inquilina. Ha ribadito che la violazione delle distanze legali (Art. 907 c.c.) causa un "danno in re ipsa", non richiedendo prova specifica del pregiudizio. La domanda di usucapione è stata respinta per mancanza di prova.
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Usucapione di un immobile: cappella occupata dal vicino
Un Ente Ecclesiastico ha citato in giudizio una Cittadina per ottenere la restituzione di una storica cappella. La donna aveva sbarrato l'ingresso principale della chiesa dall'interno e aperto un varco nascosto dalla propria abitazione adiacente, rivendicando la proprietà o, in subordine, l'usucapione di un immobile. I giudici di merito hanno confermato la piena proprietà dell'Ente, accertando il possesso pubblico e ininterrotto di quest'ultimo attraverso la custodia delle chiavi e i registri storici. Al contrario, l'occupazione della convenuta è risultata clandestina e priva di valore legale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso principale della Cittadina, confermando l'ordine di rilascio e la chiusura del varco abusivo, disponendo un nuovo esame d'appello unicamente per la corretta quantificazione delle spese legali a favore dell'Ente.
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