Un datore di lavoro, condannato per una violazione sulla sicurezza, aveva subito il diniego della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la logica dei giudici precedenti, stabilendo un principio innovativo: la condotta tenuta dopo il reato, come l'immediata eliminazione del pericolo, deve essere considerata un fattore chiave per valutare la lieve entità del fatto. Tuttavia, nonostante l'accoglimento delle ragioni del datore di lavoro, la Corte ha annullato la condanna non per la tenuità, ma per l'intervenuta prescrizione del reato, un esito ancora più favorevole che estingue completamente l'illecito.
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