LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Terza Civile

Pagina 31 di 34

672 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Surrogazione compagnia assicuratrice: è valida?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una compagnia assicuratrice di agire in surrogazione nei confronti di un'impresa appaltatrice inadempiente. L'impresa aveva contestato la validità della polizza fideiussoria, ma i giudici hanno stabilito che, avendo la compagnia adempiuto all'obbligazione di garanzia pagando l'ente creditore, essa si è legittimamente sostituita nei suoi diritti, potendo così richiedere il rimborso. La surrogazione della compagnia assicuratrice è stata ritenuta valida in quanto il pagamento era avvenuto in esecuzione di una garanzia efficace al momento dell'escussione.
Continua »
Errore di Fatto: I limiti della revocazione in Cassazione
Una cittadina, dopo la revoca di permessi edilizi, ha perso una causa per danni contro il Comune. Ha poi chiesto la revocazione della sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto riguardo la sua condotta. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'errore di fatto revocatorio è una svista materiale sui documenti, non un riesame del merito o della valutazione del giudice.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: ricorso inammissibile
Un garante ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello relativa a un contratto autonomo di garanzia. Il garante sosteneva di doversi ritenere liberato dall'obbligazione a causa della condotta del creditore e lamentava la mancata ammissione di una perizia tecnica su presunti tassi usurari. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, tra cui la genericità delle censure e la violazione del principio di autosufficienza. Ha inoltre ribadito che, in un contratto autonomo di garanzia, il garante non può sollevare eccezioni relative al debito principale e che la conoscenza della situazione finanziaria del debitore da parte del garante esclude l'applicazione della liberazione prevista dall'art. 1956 c.c. L'appellante è stato anche condannato per abuso del processo.
Continua »
Notifica cartella PEC: quando è valida? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3496/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una contribuente contro una cartella esattoriale per multe stradali. L'analisi si è concentrata sulla validità della notifica cartella PEC, stabilendo che la ricezione sana eventuali vizi formali e che l'assenza dell'indirizzo del mittente nei registri pubblici non ne causa automaticamente la nullità, se non viene provato un concreto pregiudizio al diritto di difesa.
Continua »
Estinzione del giudizio: accordo e rinuncia in Cassazione
Una controversia tra due società di trasporti, relativa alla corresponsione dei costi minimi di autotrasporto e alla relativa prescrizione, è giunta fino alla Corte di Cassazione. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rinunciando reciprocamente al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, formalizzando la fine della lite e compensando integralmente le spese legali tra le parti, come da loro concordato.
Continua »
Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato da proprietari terrieri contro due società elettriche per danni da taglio di alberi. Il ricorso è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza, in quanto i ricorrenti non hanno adeguatamente specificato e documentato le proprie censure come sollevate nei gradi di giudizio precedenti.
Continua »
Errore di fatto: quando è inammissibile in Cassazione
Un imprenditore tenta la revocazione di una sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto, sostenendo che la Corte non ha visto un documento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la critica a una valutazione giuridica non costituisce un errore di fatto revocatorio.
Continua »
Titolo esecutivo: ricorso inammissibile per genericità
Una società e il suo garante si sono opposti a un'esecuzione forzata derivante da un mutuo, sostenendo che il contratto non fosse un valido titolo esecutivo per mancata erogazione delle somme. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. I motivi del ricorso sono stati giudicati troppo generici e non sufficientemente specifici, non riuscendo a contestare efficacemente l'accertamento di fatto che un'erogazione, almeno parziale, era avvenuta.
Continua »
Regolamento di competenza: inammissibile dal GdP
Un avvocato ha impugnato una sentenza del Giudice di Pace con un regolamento di competenza. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, citando l'art. 46 c.p.c., e ha condannato il ricorrente per abuso del processo, imponendo sanzioni pecuniarie.
Continua »
Successione contratto locazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che, dopo aver acquistato un'azienda, aveva erroneamente chiesto di subentrare in un contratto di locazione stipulato dal precedente affittuario dell'azienda, anziché in quello originario del cedente. La Corte ha chiarito che la successione contratto locazione avviene automaticamente nel contratto originario al momento della cessione d'azienda, rendendo infondata la pretesa di subentrare in un contratto diverso e successivo.
Continua »
Procura inesistente: appello inammissibile
Una società, già cancellata dal registro imprese e quindi estinta, ottiene un decreto ingiuntivo. La società debitrice si oppone e i tribunali le danno ragione, revocando il decreto per difetto di legittimazione attiva. L'ex socio tenta un ricorso per revocazione, sostenendo che il vero vizio fosse la procura inesistente, un errore di fatto. La Cassazione, confermando la decisione d'appello, dichiara il ricorso inammissibile perché la questione dell'estinzione della società era già stata valutata, rendendo la doglianza una critica su un errore di diritto, non di fatto, e non pertinente alla decisione impugnata.
Continua »
Documenti in lingua straniera: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro un istituto di credito. La decisione chiarisce che i documenti in lingua straniera, se non specificamente contestati, possono essere utilizzati per provare la legittimazione processuale. Inoltre, viene ribadito il limite alla contestazione dei fatti in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito identiche nel risultato e nelle motivazioni fattuali.
Continua »
Onere della prova fornitura: chi prova la residenza?
Un condominio si è opposto a un decreto ingiuntivo di una società energetica, sostenendo l'errata applicazione della tariffa per 'non residenti'. Secondo il condominio, gravava sul gestore l'onere della prova fornitura, ovvero l'obbligo di acquisire d'ufficio i dati sulla residenza dal Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che nei contratti di natura privatistica, come quello di fornitura, spetta all'utente che richiede un'agevolazione tariffaria dimostrare di possederne i requisiti. Il gestore non è tenuto a reperire autonomamente informazioni che il cliente può fornire con una semplice autocertificazione.
Continua »
Procura telematica: validità e requisiti di specialità
Un avvocato ha impugnato una decisione sostenendo la nullità della procura telematica della controparte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la procura telematica, anche se redatta su foglio separato, è valida e speciale se depositata telematicamente insieme all'atto processuale a cui si riferisce (ad esempio, la comparsa di costituzione) nella stessa 'busta telematica'. Questa unione digitale è sufficiente a creare il collegamento necessario tra la procura e il giudizio specifico.
Continua »
Responsabilità custode strada: la prova della proprietà
A seguito di un incidente stradale causato da detriti sul manto, una conducente citava in giudizio un Comune per omessa custodia. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del Comune, stabilendo che la sua responsabilità come custode della strada può essere provata anche in via presuntiva, ad esempio dimostrando che la strada in questione collega una frazione del Comune stesso. L'appello del Comune è stato respinto per motivi procedurali, rafforzando il principio che l'onere della prova sulla proprietà della strada può essere assolto anche tramite indizi gravi, precisi e concordanti.
Continua »
Eccezione di inadempimento: quando non è legittima
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una conduttrice che aveva sospeso il pagamento del canone di locazione sollevando un'eccezione di inadempimento. La Corte ha stabilito che la sospensione era contraria a buona fede e che il ricorso mirava a un inammissibile riesame dei fatti. Viene confermato che l'accoglimento di un motivo di appello in rito non impedisce il rigetto della domanda nel merito.
Continua »
Vizi immobile locato: quando il contratto prevale
Una società conduttrice ha contestato la presenza di vizi dell'immobile locato, in particolare la non abitabilità di un piano, che ne limitava l'uso pattuito come casa di riposo. Nonostante la richiesta di riduzione del canone, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione sottolinea come specifiche clausole contrattuali, che ponevano a carico del conduttore l'onere di verificare l'idoneità del bene, prevalgano sulle norme generali a tutela dai vizi, rendendo inefficaci le doglianze della società.
Continua »
Mandato senza rappresentanza: quando è inammissibile
Una società ha citato in giudizio i suoi locatori per danni dopo che il loro presunto rappresentante ha bloccato la vendita dell'azienda rifiutando il trasferimento del contratto di locazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il punto cruciale è stata la mancanza di prova di un "mandato senza rappresentanza" dai locatori al rappresentante, rendendo le sue azioni non imputabili ai proprietari.
Continua »
Termine perentorio costituzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica, confermando che il termine perentorio di costituzione fissato dal giudice nel rito sommario è inderogabile. La tardiva costituzione dell'amministrazione ha comportato la decadenza dalla possibilità di sollevare l'eccezione di prescrizione, consolidando un importante principio di procedura civile sulla certezza dei tempi processuali.
Continua »
Indennità per migliorie: prescrizione e novazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di richiesta di indennità per migliorie su un immobile locato, regolato da due contratti successivi. La Corte d'Appello aveva dichiarato prescritta la richiesta relativa al primo contratto, interpretando il secondo come una novazione del rapporto. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'interpretazione della volontà delle parti è un accertamento di fatto incensurabile in sede di legittimità se la motivazione è plausibile, confermando di fatto la prescrizione del diritto.
Continua »