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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Giudicato esterno: onere della prova e certificazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9270/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di giudicato esterno. Un automobilista, ritenuto unico responsabile di un sinistro, ha tentato di far valere in Cassazione una sentenza emessa in un altro giudizio relativo allo stesso incidente, che stabiliva un concorso di colpa al 50%. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il ricorrente, pur avendo prodotto la sentenza, non ha fornito la certificazione di passaggio in giudicato, documento indispensabile per provare la definitività della decisione. La pronuncia sottolinea che l'onere della prova del giudicato esterno spetta a chi lo eccepisce e non può essere superato nemmeno dalla mancata contestazione della controparte.
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Concorso di colpa per velocità: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Cassazione ha confermato il principio del concorso di colpa per un automobilista che, pur avendo subito un incidente causato da un altro veicolo che non ha rispettato lo stop, procedeva a velocità eccessiva. La Corte ha stabilito che la violazione del limite di velocità contribuisce all'evento dannoso, giustificando una riduzione del risarcimento. È stato inoltre negato il danno personalizzato per mancanza di prove specifiche.
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Responsabilità solidale: appaltatore e committente
Una società di manutenzione è stata ritenuta corresponsabile, insieme alla ditta datrice di lavoro, per un infortunio mortale occorso a un dipendente di quest'ultima. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo la sussistenza di una responsabilità solidale. Il principio chiave è che l'appaltatore, avendo la custodia di fatto dell'immobile, condivide la responsabilità per i danni derivanti da un pericolo noto e non segnalato, come un lucernario fragile, anche se non è stato citato in giudizio direttamente dai danneggiati.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: onere specificità
Una garante ha impugnato in Cassazione una sentenza che confermava il suo debito derivante da una fideiussione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per Cassazione, poiché i motivi di appello erano generici, non specificavano le norme di legge violate e miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese legali e pesanti sanzioni pecuniarie.
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Danno da fermo tecnico: la prova in giudizio
Una società di noleggio auto ha citato in giudizio una compagnia assicurativa per ottenere il rimborso dei costi di un veicolo sostitutivo fornito a un automobilista dopo un sinistro. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi inferiori, ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il danno da fermo tecnico non è automatico (non è 'in re ipsa') ma deve essere provato. Sebbene la prova possa basarsi su presunzioni, come la spesa per il noleggio, questa non è sufficiente se gli elementi forniti sono generici o contraddittori, come una durata del noleggio sproporzionata rispetto ai tempi di riparazione.
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Spese legali: condanna anche con giudizio estinto
La Corte di Cassazione ha stabilito che i ricorrenti devono pagare le spese legali anche se il loro giudizio si è estinto. Il caso riguardava medici che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di direttive UE sulla remunerazione della specializzazione. Poiché il loro ricorso era palesemente infondato, basato su questioni già ampiamente decise dalla giurisprudenza, la Corte ha applicato il principio di soccombenza virtuale, condannandoli al pagamento di metà delle spese processuali.
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Notifica PEC errata: ricorso in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa di una notifica PEC errata all'Avvocatura Generale dello Stato. Nonostante una precedente ordinanza avesse concesso un termine per rinnovare la notifica, l'errore nell'individuare l'indirizzo PEC corretto è stato ritenuto inescusabile, impedendo alla Corte di esaminare il merito della causa.
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Rimborso addizionale energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13742 del 2025, ha stabilito il diritto dei consumatori finali al rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 43/2025) che ha dichiarato l'illegittimità della norma istitutiva di tale imposta per contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il consumatore può quindi agire direttamente contro il fornitore di energia per ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una società immobiliare aveva impugnato in Cassazione una sentenza che rendeva inefficaci alcune vendite immobiliari. Prima dell'udienza, la società ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia in quella sede senza pronunciarsi sul merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società creditrice avvia un'azione revocatoria contro un atto di donazione tra padre e figlio, garanti di un debito. Dopo aver perso in primo e secondo grado, i garanti presentano ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, effettuano una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio, condannando i rinuncianti a pagare le spese legali alla controparte, che non aveva aderito alla rinuncia.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione si fonda sulla violazione del principio di specificità dei motivi di ricorso, poiché gli appellanti non hanno adeguatamente argomentato le presunte violazioni di legge, rendendo l'impugnazione generica e non scrutinabile nel merito.
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Risarcimento danno locazione: prova e quantificazione
Una proprietaria ha richiesto al proprio condominio un risarcimento del danno per la mancata locazione del suo appartamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che per ottenere il risarcimento danno locazione è necessaria la prova specifica che l'impossibilità di affittare l'immobile per l'intero periodo richiesto sia direttamente imputabile al condominio. La Corte ha inoltre confermato la legittimità del calcolo del danno basato su un canone di locazione passato, ritenuto un dato certo, e su un periodo di indisponibilità presunto dal giudice, in assenza di prove contrarie.
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Interpretazione contratto: i limiti della Cassazione
Una società ha citato in giudizio una ditta di consulenza per inadempimento di un mandato a lungo termine. La Corte d'Appello ha riqualificato il rapporto come un singolo mandato, già adempiuto, annullando la richiesta di risarcimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la plausibile interpretazione del contratto operata dal giudice di merito non è riesaminabile in sede di legittimità se non viziata da errori logici o violazioni di legge.
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Compensazione spese processuali: la discrezionalità
Una contribuente si vede condannare al pagamento delle spese legali nonostante l'appello sia stato dichiarato improcedibile per la sua assenza, giustificata dalla quasi risoluzione della lite. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la decisione sulla compensazione spese processuali rientra nell'ampia discrezionalità del giudice di merito e non necessita di una specifica motivazione se non viene concessa.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Una complessa vicenda familiare relativa alla proprietà di una villa porta a un'articolata battaglia legale. Dopo una condanna per ingiustificato arricchimento, la parte soccombente tenta la revocazione della sentenza della Cassazione che aveva confermato la decisione d'appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo i rigidi limiti di questo rimedio: la revocazione sentenza Cassazione non è ammessa per contrasto di giudicati né per presunti errori di valutazione, che costituiscono errori di giudizio e non errori di fatto percettivi.
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Onere della prova: risarcimento negato senza prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'acquirente che chiedeva il risarcimento per il deterioramento di un immobile. La decisione si fonda sulla violazione dell'onere della prova: la ricorrente non ha dimostrato lo stato del bene al momento del contratto preliminare, rendendo impossibile provare sia il danno effettivo sia il nesso causale con la condotta della venditrice. La Suprema Corte ha ribadito che chi agisce in giudizio per ottenere un risarcimento deve fornire prove concrete a sostegno della propria pretesa.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una complessa lite su una garanzia fideiussoria giunge in Cassazione. Tuttavia, le parti raggiungono un accordo e rinunciano ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra tutte le parti coinvolte, in accoglimento della loro richiesta congiunta.
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Opposizione all’esecuzione: rimedio e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza del Tribunale. Il caso riguardava un'opposizione all'esecuzione in cui i debitori contestavano la legittimazione attiva di una società cessionaria del credito. La Corte ha stabilito che la contestazione del diritto del creditore a procedere esecutivamente configura un'opposizione all'esecuzione, la cui sentenza di primo grado deve essere impugnata con l'appello e non con il ricorso diretto in Cassazione. La scelta del rimedio errato ha quindi determinato l'inammissibilità del ricorso.
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Improcedibilità del ricorso: Cassazione spiega regole
Una società agricola ha perso il suo ricorso in Cassazione contro un Comune per un vizio di forma. La Corte Suprema ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché la società non ha depositato la relazione di notificazione della sentenza d'appello, un adempimento obbligatorio. L'ordinanza sottolinea che il rispetto delle scadenze e dei requisiti procedurali è fondamentale e la loro violazione impedisce al giudice di esaminare il merito della questione, anche se le ragioni di fondo potrebbero essere valide.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: guida completa
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso in materia di locazione a causa del mancato deposito della relazione di notificazione della sentenza impugnata, come richiesto dall'art. 369 c.p.c. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per gli adempimenti processuali, evidenziando che l'omissione non è sanabile e rende inutile l'esame nel merito delle questioni sollevate. Questo caso ribadisce la cruciale importanza della diligenza procedurale nel giudizio di legittimità.
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