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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Terza Civile

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672 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Rimborso spese legali amministratore: no se pre-2015
Un ex Sindaco, assolto da accuse penali relative al suo mandato, ha chiesto il rimborso delle spese legali al Comune. La Corte di Cassazione ha negato tale diritto, chiarendo che per i fatti antecedenti alla legge del 2015, non esiste un principio generale di rimborso spese legali amministratore. La Corte ha distinto la posizione del funzionario onorario da quella del dipendente pubblico e ha escluso che le spese legali, pur in caso di assoluzione, derivino direttamente dall'esecuzione del mandato.
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Onere della prova: chi deve provare il vizio del bene?
Un agricoltore ha citato in giudizio il fornitore di teli di plastica, sostenendo che un difetto avesse causato la maturazione tardiva del suo raccolto di angurie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nell'azione di garanzia per vizi, l'onere della prova della preesistenza del difetto grava sul compratore. Il caso distingue nettamente tra garanzia per vizi e azione di inadempimento, confermando che l'acquirente professionale non può beneficiare delle tutele previste per i consumatori.
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Doppia conforme: quando il ricorso in Cassazione è out
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna al risarcimento danni per la sospensione di lavori edili. La decisione si fonda principalmente sulla regola della "doppia conforme", secondo cui non è possibile un riesame dei fatti quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione basandosi sulle medesime ragioni fattuali. L'ordinanza ribadisce i rigorosi limiti del giudizio di legittimità, che non può trasformarsi in un terzo grado di merito.
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Responsabilità professionale ingegnere: il caso eolico
Un cliente acquista un impianto eolico basandosi sulla perizia di un professionista, che si rivela errata. La Cassazione conferma la condanna per responsabilità professionale dell'ingegnere, dichiarando inammissibili i ricorsi che mirano a un riesame dei fatti, inclusa la quantificazione del danno e il concorso di colpa del cliente.
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Cessione del credito: la garanzia si trasferisce sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito secondo l'art. 58 del Testo Unico Bancario, anche una garanzia autonoma si trasferisce automaticamente al nuovo creditore. La Corte ha rigettato il ricorso di due garanti che, dopo aver costituito un fondo patrimoniale, sostenevano che la loro garanzia non fosse passata al cessionario. La sentenza ribadisce che il trasferimento delle garanzie è un effetto automatico della cessione, senza necessità di consenso da parte del garante.
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Difetto di titolarità passiva: quando è troppo tardi?
Una società di servizi agricoli, condannata per danni a causa di una domanda di fondi europei errata, ricorre in Cassazione eccependo il proprio difetto di titolarità passiva, sostenendo di non essere il soggetto corretto da citare. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile: sebbene l'eccezione possa essere sollevata in ogni fase, deve basarsi su fatti e prove già presenti nel fascicolo di primo grado, onere che la ricorrente non ha soddisfatto.
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Errore revocatorio e giudicato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che un presunto errore revocatorio nell'interpretazione di un giudicato esterno non costituisce un errore di fatto, ma una questione di diritto. La Corte sottolinea che il giudicato va assimilato a un 'elemento normativo', la cui interpretazione errata non può essere contestata tramite lo strumento della revocazione per errore di fatto, ma attiene a un eventuale errore di giudizio.
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Valutazione equitativa danno: i limiti del giudice
Un imprenditore perde un appalto pubblico per il restauro di beni culturali a causa della mancata emissione di una polizza fideiussoria da parte di una compagnia assicurativa. La Corte d'Appello liquida il danno utilizzando un criterio forfettario. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'imprenditore, chiarendo che la valutazione equitativa del danno rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi di motivazione.
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Fermo amministrativo: quando il ricorso è inammissibile
Un cittadino ha impugnato in Cassazione un fermo amministrativo sul proprio veicolo, ritenendolo sproporzionato rispetto al debito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che una decisione basata su una questione di diritto non può essere contestata per "vizio di motivazione". Inoltre, il ricorso è stato giudicato proceduralmente errato perché non indicava con precisione le norme di legge violate.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
Un professionista ha citato in giudizio un condominio e un vicino per danni da infiltrazioni d'acqua. La Corte d'Appello ha attribuito la colpa a piogge eccezionali e a presunti lavori del professionista. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che denunciare un travisamento della prova non consente di ottenere un nuovo esame dei fatti, ma serve solo a contestare un errore palese su un atto specifico del processo.
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Onere della prova diffamazione: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in un caso di presunta diffamazione, stabilendo un principio chiave sull'onere della prova. Un dirigente di un comitato utenti aeroportuale aveva citato in giudizio il direttore operativo dell'aeroporto per delle critiche ricevute. La difesa si basava sul fatto che la condotta criticata era stata eseguita su ordine di un 'marshall'. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito che rigettava la domanda, poiché l'attore non è riuscito a dimostrare che il direttore fosse a conoscenza di tale ordine. Questo caso sottolinea che, in materia di onere della prova diffamazione, non basta provare l'ingiustizia della critica, ma anche la consapevolezza di tale ingiustizia da parte di chi l'ha mossa.
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Prescrizione parte civile: Cassazione su questioni nuove
In una vicenda giudiziaria pluridecennale, la Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'azione di restituzione per somme sottratte da un conto cointestato. La questione centrale ha riguardato l'effetto interruttivo della prescrizione parte civile nel procedimento penale. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il ricorrente ha introdotto per la prima volta in sede di legittimità una 'questione nuova', ovvero la mancata notifica dell'atto di costituzione, argomento mai sollevato nei precedenti gradi di giudizio.
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Querela di falso: inammissibile ricorso in Cassazione
Un cittadino ha presentato una querela di falso contro un verbale di arresto, sostenendo che attestasse falsamente l'esplosione di colpi d'arma da fuoco. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove e l'accertamento dei fatti relativi alla presunta falsità di un atto pubblico sono compiti esclusivi del giudice di merito e non possono essere riesaminati in sede di legittimità.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione chiarisce
Due eredi, un nudo proprietario e un usufruttuario, si opponevano a un precetto per un debito ereditario. Dopo la sconfitta in primo grado e in appello, hanno proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per gravi vizi procedurali, tra cui il difetto di autosufficienza e la genericità delle censure. La decisione sottolinea l'importanza di redigere l'atto di impugnazione nel rigoroso rispetto delle norme processuali, pena la sua reiezione in limine.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici per il risarcimento danni da tardiva attuazione di direttive UE sulla remunerazione della specializzazione. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorsi sono stati giudicati temerari, con condanna per responsabilità aggravata, vista la consolidata giurisprudenza in materia di risarcimento medici specializzandi.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo di deposito
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione in una causa per diffamazione, ma la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla mancata produzione in giudizio della sentenza impugnata, un adempimento procedurale essenziale previsto dalla legge. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale della diligenza formale negli atti processuali.
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Ricorso tardivo: Cassazione inammissibile e condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato da un gruppo di medici specializzandi per tardività. Il ricorso è stato notificato oltre il termine perentorio di sessanta giorni, decorrente dalla comunicazione via PEC dell'ordinanza di inammissibilità dell'appello. La Corte ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, evidenziando la colpa grave nel non conoscere orientamenti giurisprudenziali consolidati sia sui termini processuali sia sulla prescrizione del diritto sottostante.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
Una società conduttrice, dopo una condanna al rilascio di un immobile commerciale, ha presentato un ricorso per cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la parte ricorrente non ha trascritto né localizzato adeguatamente i documenti e le clausole contrattuali su cui si basavano le sue lamentele. Questa omissione ha violato il principio di specificità, impedendo alla Corte di valutare il merito della questione.
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Responsabilità precontrattuale e danno risarcibile
Un'imprenditrice agricola ha citato in giudizio un istituto di credito per l'interruzione ingiustificata delle trattative relative a un finanziamento agevolato. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, chiarendo che in caso di responsabilità precontrattuale il danno risarcibile è limitato al cosiddetto 'interesse negativo' (spese sostenute e perdita di altre occasioni), e non si estende al beneficio che si sarebbe ottenuto dal contratto non concluso ('interesse positivo'). La domanda dell'imprenditrice è stata respinta perché mirava a ottenere il risarcimento del mancato guadagno, una voce di danno non coperta da questa forma di responsabilità.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non si corregge
Una cittadina ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo a una notifica. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il disaccordo sulla valutazione giuridica delle prove, come la validità di una notifica, non costituisce un errore di fatto, bensì un errore di giudizio, non impugnabile con la revocazione.
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